Attentato allo stadio a Karachi

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Damiano Benzoni

Undici vittime, per lo più adolescenti, e ventisei feriti: questo è il bilancio dell’attentato avvenuto in Pakistan fuori da uno stadio al termine della finale di un torneo di calcio organizzato per festeggiare la fine del Ramadan. L’ordigno è esploso alle 2:20 del mattino nel parcheggio dello stadio di Lyari, un quartiere di Karachi, mentre la squadra vincente si apprestava a lasciare l’impianto con il trofeo. Secondo gli artificieri la bomba, legate a una motocicletta parcheggiata e attivata con un telecomando, pesava tra i cinque e i sei chilogrammi ed era stata riempita di cuscinetti a sfera per causare il maggior danno possibile. Sette delle vittime sarebbero ragazzi tra i tredici e diciotto anni.

Non è chiaro quale sia il movente dell’attentato. La polizia starebbe investigando quattro piste diverse. Le ipotesi sono legate alla guerra di gang che da diverso tempo infiamma il quartiere di Lyari, oppure presuppongono il coinvolgimento dell’Esercito di Liberazione del Balochistan, un gruppo separatista del Pakistan occidentale, o dell’organizzazione estremista anti-sciita Lashkar-e-Jhangvi. L’ipotesi più plausibile sembra essere quella di un attentato politicamente motivato e diretto contro il ministro provinciale del Sindh per i katchi abadi (le baraccopoli) e lo sviluppo spaziale Muhammad Jawaid Nagori, che era presente allo stadio per conferire alcune premiazioni. Secondo l’Express Tribune l’esplosione sarebbe molto simile a un precedente attentato avvenuto a Lyari durante la campagna elettorale per le elezioni di maggio, anch’esso avvenuto nei pressi di un luogo dove si trovava Nagori. Secondo alcune fonti Nagori sarebbe rimasto illeso nonostante l’esplosione abbia investito il SUV dove si trovava, mentre secondo il MISNA il ministro provinciale sarebbe stato ricoverato con ferite gravi.

La finale del torneo si era disputata tra Baba Ladla 99 e Baba Ladla 92: i primi si erano imposti ai rigori dopo un pareggio 7-7. Entrambe le squadre portano il nome di battaglia di Noor Mohammad, un criminale di Lyari, nome di punta del People’s Aman Committee, un gruppo paramilitare legato al Partito Popolare Pakistano nato proprio nel famigerato quartiere di Karachi. Baba Ladla è accusato di oltre cinquanta reati tra omicidi commessi e tentati, estorsioni e rapimenti. Le accuse più recenti risalgono a marzo, quando Baba Ladla avrebbe torturato e decapitato il leader di una gang rivale Arshad Pappu e il fratello di Pappu, Yasir Arafat.

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