Il campionato moldavo e il furto del secolo

Fonte: milsami.md

Fonte: milsami.md

Damiano Benzoni

* Si ringrazia per lo spunto e la collaborazione Simone Piras

È caduto lo Sheriff Tiraspol: la squadra transnistriana, 13 volte campione di Moldova negli ultimi 14 anni, non è riuscita a classificarsi tra le prime due squadre della Divizia Națională per la prima volta dal 1999. A scippare il titolo allo Sheriff è stato il Milsami Orhei che, battendo il Dacia Chişinău 2-1 nell’ultima giornata, si è laureato campione del piccolo paese ex sovietico per la prima volta nella sua storia. Ai vertici del club di Orhei, però, spicca un personaggio controverso. Si tratta di Ilan Shor, uomo di affari milionario di origine israeliana, presidente del Consiglio di Amministrazione della Banca di Economia di Moldova (BEM) e membro del CdA dell’Aeroporto Internazionale di Chişinău. Negli ultimi mesi, Shor è al centro del principale argomento delle notizie del paese, essendo indagato per il fallimento della BEM e per aver causato un buco finanziario da 18 miliardi di lei (quasi un miliardo di euro) in tre istituti di credito tra il 2012 e il 2014.

Il caso, in Moldova, è stato ribattezzato jaful secolului, la rapina del secolo: dignitari di stato e vertici di istituzioni avrebbero fornito copertura al “furto collettivo della BEM”. Tra i nomi figurano quelli dei leader dei maggiori partiti moldavi, come l’ex premier e leader del PLDM (principale partito di governo), il liberale Vlad Filat, e il due volte presidente Vladimir Voronin, comunista. Ilan Shor è il principale indagato del caso BEM, ed è accusato di aver trasferito 10 miliardi di lei (circa 500 milioni di euro) dalla Banca di Economia verso un altro istituto di credito, facendone però perdere traccia e dirottando i fondi verso conti off-shore. Secondo un rapporto in merito, Shor avrebbe responsabilità nel dirottamento di ulteriori 8 miliardi da altre due banche, la Banca Socială e la Unibank. Secondo il rapporto, il debito sarebbe formato da 13,3 miliardi di lei di prestiti non performanti offerti a cinque aziende che fanno capo a Shor e da 4,7 miliardi di debiti non pagati.

I fondi del businessman sono stati congelati e, dal 6 maggio, Shor si trova agli arresti domiciliari per un mese: ciononostante, il patron del Milsami ha annunciato l’intenzione di candidarsi a sindaco di Orhei alle elezioni del prossimo 14 giugno. Secondo il presidente della Commissione Elettorale Centrale Iurie Ciocan “Ogni cittadino della Repubblica di Moldova che non sia limitato nei suoi diritti da una sentenza definitiva della corte o che non sia condannato e stia scontando la propria sentenza può presentare la propria candidatura per le cariche elettive”. Secondo l’esperto di Moldova Simone Piras, autore del libro La Moldova post-sovietica, Shor potrebbe vincere le elezioni, o per lo meno accedere al ballottaggio, sull’onda del successo garantito alla squadra: “Allo stadio c’era una folla enorme. Tra la folla si aggiravano persone con la maglietta della squadra, le ‘Aquile Rosse’ e con la scritta ‘Grazie Ilan Shor!'”, racconta. Ieri la sua candidatura è stata registrata ufficialmente e gli avvocati hanno annunciato un’istanza per chiedere la sua liberazione, in ossequio al diritto di Shor di fare campagna elettorale, garantito dalla legge. La scorsa settimana in più di un’occasione delle macchine di proprietà dell’affarista sono state viste dalle telecamere di Jurnal TV fare la spola, piene di bagagli, dal domicilio di Shor all’aeroporto.

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Il Milsami ha vinto un campionato molto equilibrato, con tre squadre giunte a pari punti in vetta: oltre alla squadra di Orhei, anche Sheriff Tiraspol e Dacia Chişinău hanno concluso il campionato a 55 punti, ma la squadra di Ilan Shor ha vinto in virtù dei migliori risultati ottenuti negli scontri diretti. Un finale mozzafiato, con la vittoria sul Dacia nell’ultima giornata per 2-1 (con una rete dell’ex Degerfors Gheorghe Andronic). A trainare il Milsami verso la vittoria sono state le 21 reti di una coppia offensiva tutta romena, composta da Romeo Surdu (ex Steaua, Rapid, Apollon Limassol, con sei presenze in nazionale), arrivato la scorsa estate a Orhei), e Cristian Bud, protagonista nel 2010 della doppietta campionato-coppa del CFR Cluj. Un ottimo contributo è stato inoltre apportato dal portiere ventunenne Radu Mîțu, nato proprio a Orhei e capace di restare imbattuto in 11 gare sulle 24 complessive del campionato. L’allenatore della squadra è il quarantunenne Iurie Osipenco, ex tecnico della nazionale under 19, che ha dichiarato di aver perso la cognizione di quello che stava avvenendo nel finale di partita e di non essersi nemmeno accorto del gol della bandiera segnato dal Dacia ormai a recupero inoltrato.

Lo scudetto del Milsami non rappresenta solo il primo titolo della cittadina di Orhei, capoluogo dell’omonimo distretto con circa 26.000 abitanti: per la prima volta nella storia del campionato moldavo, infatti, a trionfare è una squadra che non proviene né dalla capitale Chişinău, né da Tiraspol, capitale della regione secessionista della Transnistria, de facto indipendente dal governo centrale moldavo, ma non riconosciuta a livello internazionale e pienamente integrata nella struttura del campionato di calcio nazionale moldavo. Proprio la Transnistria domina il conteggio dei titoli, con 14 campionati vinti su 24 disputati (13 dallo Sheriff, tutti tra il 2001 e il 2014, e uno nel 1996-1997 dal Tiraspol): dei restanti, otto sono stati vinti dallo Zimbru Chişinău, dominatore incontrastato del campionato negli anni ’90, e uno dal Dacia, unica squadra in grado, fino a ieri, di spezzare il monopolio dello Sheriff. Fino ad ora il miglior risultato del Milsami era stato un terzo posto e il trionfo nella Coppa di Moldova del 2012. Lo scorso anno la squadra è arrivata fino al terzo turno preliminare di Europa League, prima di fermarsi subendo sei gol dai francesi del Saint-Étienne.

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