Sciopero dei calciatori rientrato a San Marino

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Pic: Fabrizio Fogliani

Damiano Benzoni

Venerdì sera San Marino scenderà in campo allo Stadion Stožice di Lubiana per l’incontro con la Slovenia, che chiuderà il girone di andata del gruppo E delle qualificazioni all’Europeo 2016. Nonostante la nazionale sammarinese languisca all’ultimo posto con undici reti subite e nessuna all’attivo, questa campagna di qualificazione è già un successo: lo scorso 15 novembre, con uno 0-0 contro l’Estonia di fronte a 759 astanti allo Stadio Olimpico di Serravalle, San Marino ha ottenuto il primo punto ufficiale in una gara delle qualificazioni europee, chiudendo dopo dieci anni una serie negativa di 61 partite consecutive ed evitando la sconfitta per la quinta volta in 124 partite.

Federazione_Sammarinese_Giuoco_CalcioNonostante il buon risultato ottenuto con l’Estonia, la partita con la Slovenia ha però rischiato di saltare per uno sciopero dei calciatori della nazionale indetto dal neonato sindacato ASC (Associazione Sammarinese Calciatori, nata nel giugno 2014) lo scorso 13 marzo. Con appena due settimane di anticipo sulla gara con la Slovenia, l’ASC ha messo la federazione nazionale FSGC (Federazione Sammarinese Giuoco Calcio) con le spalle al muro, spingendo il presidente federale Giorgio Crescentini a minacciare un ritiro della squadra dalla competizione, decisione che avrebbe avuto conseguenze gravissime per il calcio sammarinese, dall’esclusione da ogni competizione al taglio dei fondi FIFA e a possibili ulteriori sanzioni.

Lo sciopero è rientrato martedì 17 marzo, quando ASC e FSGC hanno pubblicato uno stringato comunicato condiviso, dichiarando l’intenzione di “dare vita ad incontri congiunti a partire dal 13 aprile 2015” e facendo menzione di “note vicende legate anche ad incomprensioni relative a fatti economici”. Il giorno prima il primo allenamento della nazionale di Pierangelo Manzaroli era stato posticipato dai calciatori, rimasti in attesa di una posizione ufficiale della FSGC riguardo alle proprie richieste, forzando un confronto presso la Sala Conferenze della Casa del Calcio tra vertici federali, staff tecnico e giocatori della nazionale e un incontro di 50 minuti tra il Segretario di Stato allo Sport Teodoro Lonfernini e una delegazione dell’ASC.

10525724_1516463708590991_633881217581836695_nCome riporta Pat’s Football Blog, il presidente dell’ASC Gianluca Bollini, ex giocatore della nazionale, ha dichiarato che lo sciopero è stato causato dalla mancata risposta da parte della FSGC e del suo Segretario Generale Luciano Casadei a una serie di proposte del sindacato riguardanti lo sviluppo della squadra nazionale e del calcio femminile e a cinque, l’allenamento a livello giovanile, l’implementazione di un sistema di fisioterapia, la creazione della figura di un team manager e la gestione del campionato nazionale.

Vice-presidente del sindacato dei giocatori è Andy Selva, attuale capitano e goleador della nazionale, con otto reti segnate con la maglia della squadra del Titano, compreso il gol decisivo per l’unica vittoria nella storia della nazionale, un 1-0 contro il Liechtenstein il 28 aprile 2004. Al Corriere Romagna Selva ha spiegato: “Vogliamo migliorare il nostro calcio, abbiamo un progetto che vorremmo fosse vagliato dal Consiglio Federale […], attendiamo una risposta. […] Non è giusto che un giocatore per fare un’amichevole in Liechtenstein [prevista per il 31 marzo allo Sportpark di Eschen-Mauren] prenda 60 euro, ci debba pagare le tasse e prendere due giorni di ferie. È un esempio banale, ma è ciò che accade a noi”.

Selva ha lamentato la mancanza di un organo di vigilanza nel settore tecnico e di una rappresentanza dei giocatori nel Consiglio Federale, accusando: “Noi siamo intenzionati a collaborare, siamo un gruppo di calciatori che mira a migliorare il calcio: se dal calcio sammarinese non è uscito un giocatore negli ultimi 30 anni un motivo ci sarà”. Successivamente alla revoca dello sciopero, Selva ha smentito le voci girate nella stampa sammarinese secondo cui i giocatori avevano chiesto un contributo annuale di 98.000 € e, pur auspicando un dialogo con il presidente della FGSC Giorgio Crescentini, si è scagliato contro il Segretario Generale Luciano Casadei, definendolo “non idoneo”.

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