Zimbabwe al verde: squalificato dalla Coppa del Mondo

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Damiano Benzoni

Il 12 marzo si sono aperte le qualificazioni per la Coppa del Mondo che si terrà in Russia nel 2018. Il girone asiatico ha dato il calcio d’inizio ai Mondiali di calcio a Dili, capitale di Timor Est, alle 16 ora locale. Dopo quattro minuti Quito, attaccante dell’AD Dili Leste, ha segnato contro la Mongolia il primo gol del processo di qualificazione, per poi replicare nuovamente tre minuti più tardi: Timor Est ha vinto l’incontro 4-1. Mentre si registravano i successi interni dell’India sul Nepal, dello Yemen sul Pakistan e della Cambogia su Macao e la vittoria corsara dei Brunei contro la nazionale di Taipei Cinese, Tshering Dorji dell’Ugyen Academy segnava una rete storica per il Bhutan contro lo Sri Lanka, garantendo alla propria nazionale (ultima tra le 209 nazionali del ranking FIFA) la sua prima vittoria in una gara di qualificazione mondiale nella storia.

Lo stesso giorno, si consumava lontano da un campo da gioco la prima eliminazione tra le 208 squadre impegnate nel processo di qualificazione: il primo turno del torneo di qualificazione africano non si disputerà fino al prossimo ottobre, ma lo Zimbabwe è già fuori dai giochi, essendo stata squalificata di ufficio per il mancato pagamento di uno “straordinario debito”. La federcalcio zimbabuana (ZIFA) è stata punita per non aver saldato i propri debiti con l’ex CT della nazionale, il brasiliano José Claudinei Georgini, detto Valinhos. Allenatore della nazionale africana tra il gennaio e il novembre del 2008, Georginei aveva ottenuto nel 2012 una sentenza vincolante da parte del giudice del Comitato sullo Status dei Giocatori della FIFA. Nonostante la sentenza, l’insolvenza da parte della ZIFA era continuata e nell’aprile 2013 il Comitato Disciplinare FIFA aveva dato alla federazione due deadline di 60 e 120 giorni per ripagare il debito, minacciando gli zimbabuani di ulteriori sanzioni. Passate anche tali scadenze, la FIFA aveva garantito alla ZIFA un ulteriore periodo di grazia, ora terminato, sottolineando che in caso di rinnovata insolvenza, la nazionale sarebbe stata esclusa dalle qualificazioni per la Coppa del Mondo 2018.

4920167221_9ba80632ec_oAlcuni giorni prima della sentenza, BCC African Football aveva riportato la vendita all’asta da parte della ZIFA di un campo da calcio in erba artificiale, equipaggiamento, letti e mobilio del suo centro di allenamento nazionale per ripagare debiti per oltre 4 milioni di dollari, facendo riferimento inoltre a un debito di 88.000 $ nei confronti di un “ex dipendente” che aveva intentato causa legale su un debito iniziale di 12.000 $. Il portavoce della ZIFA Xolisani Gwesela aveva commentato: “Siamo in un pantano finanziario, siamo nei guai. È un esempio in scala di quello che sta avvenendo nell’economia in generale. L’ambiente economico del paese è molto duro, e non ce la faremo senza supporto da parte del governo e delle istituzioni”. Dopo la vendita all’asta delle risorse del centro di allenamento, la nazionale è stata ospitata in un campo di polizia, mentre la squadra femminile ha dovuto affittare i letti per dormire. La federazione sta cercando disperatamente fondi per partecipare ai Giochi Pan-Africani a settembre in Congo.

La nazionale zimbabuana si è qualificata solo due volte per una Coppa d’Africa (2004 e 2006), fermandosi in entrambe occasioni al primo turno. Fino al 1980 la squadra era soggetta a un embargo sportivo analogo a quello del Sud Africa a causa delle proprie politiche segregazioniste. Alle qualificazioni per l’ultima Coppa d’Africa la squadra si è fermata al primo turno, perdendo in casa della Tanzania e pareggiando la gara di ritorno ad Harare. Solo due giocatori sono impegnati in campionati europei: l’attaccante Knowledge Musona, ex Kaizer Chiefs, gioca per il KV Oostende nel campionato belga, mentre il terzino Costa Nhamoinesu gioca per lo Sparta Praga nel campionato ceco.

Leggende della nazionale sono l’attaccante Peter Ndlovu (passato nel campionato inglese tra Coventry, Birmingham e Sheffield) e il portiere Bruce Grobbelaar, famoso per i 14 anni passati al Liverpool, conditi da sei titoli di lega, tre FA Cup e dalla Coppa dei Campioni vinta ai rigori il 30 maggio 1984 all’Olimpico contro la Roma di Pruzzo, Graziani, Conti e Di Bartolomei. Grobbelaar, in un’intervista con BCC African Football, ha commentato quanto avvenuto, prevedendo un esodo di massa dei giocatori verso i campionati di Sud Africa e Zambia, con la possibilità che molti possano prendere la cittadinanza di altri paesi e rappresentare altre nazionali. Il portiere, che ha lavorato nello staff tecnico della nazionale, ha denunciato: “So per certo che la FIFA paga la federcalcio dello Zimbabwe perché questa possa pagare i suoi tecnici, ma metà di quei soldi vanno al governo, e che fine facciano quei fondi, non lo so. Quel che rimane non è abbastanza per pagare le trasferte dello Zimbabwe e non è certamente abbastanza per pagare gli allenatori. Non ho mai ricevuto nessun pagamento quando ero un tecnico, quindi so quanto sia frustrante”.

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