Terremoto federale in Nigeria

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Damiano Benzoni

Terremoto in Nigeria alla fine della Coppa del Mondo. La squadra africana, eliminata dalla Francia di Pogba agli ottavi di finale, è stata sospesa dall’attività internazionale dalla FIFA con l’accusa di interferenze politiche da parte del governo. Al ritorno della spedizione dal Brasile il presidente della Nigeria Football Federation (NFF) Aminu Maigari è stato arrestato dai rappresentanti del Dipartimento del Servizio Statale di Sicurezza, in seguito all’ordine restrittivo di una corte regionale – fatto su denuncia del presidente della Nigeria Premier League Victor Rumson Baribote – che impediva a Maigari, al comitato e al congresso della NFF di gestire gli affari calcistici in Nigeria.

Nonostante Maigari sia poi stato rilasciato dalle forze dell’ordine, il ministro dello Sport nigeriano Tammy Danagogo ha sciolto la NFF, licenziando tutti i membri del comitato e ponendo la gestione degli affari calcistici nelle mani di un amministratore unico, Lawrence Longyir Katiken. La decisione è stata ratificata da un voto del Congresso nigeriano che, riunito in una seduta straordinaria, ha espresso delusione per “l’incapacità della NFF guidata da Aminu Maigari di risolvere pienamente e con fermezza i problemi finanziari con le Super Eagles prima dell’inizio del torneo” Secondo le regole della FIFA, le associazioni che fanno parte della confederazione internazionale devono gestire i propri compiti “indipendentemente e senza l’influenza di terze parti”. La FIFA ha quindi posto un ultimatum al governo nigeriano, fissando l’8 luglio come ultima data per riabilitare e ristabilire tutti gli ufficiali rimossi. Alla scadenza dell’ultimatum è scattata la sospensione, che impedisce a squadre (nazionale compresa) e rappresentanti della nazione di prendere parte a incontri internazionali e a meeting della FIFA.

I problemi della Nigeria sono cominciati alla vigilia dell’ottavo di finale con la Francia, quando i giocatori hanno boicottato un allenamento rendendo necessaria una garanzia del presidente della repubblica Goodluck Jonathan riguardo il pagamento dei bonus ai giocatori. Dopo l’eliminazione tre colonne della squadra (Peter Odemwingie, il portiere Vincent Enyeama e il capitano Joseph Yobo) hanno annunciato l’intenzione di ritirarsi dalla nazionale e il CT Stephen Keshi aveva lasciato l’incarico dopo che il suo contratto, in scadenza, non era stato rinnovato.

Non è la prima volta che la politica e la nazionale nigeriana si scontrano. Dopo la vittoria in Coppa d’Africa del 1994 l’allora capo di stato, il generale Sani Abacha, impedì alla nazionale di difendere il titolo nell’edizione 1996 del torneo, disputata in Sud Africa, dopo uno screzio personale con Nelson Mandela. Le sanzioni di FIFA e CAF impedirono alla nazionale di disputare anche il torneo successivo, nel 1998, escludendo dalla competizione la generazione d’oro delle Super Eagles degli anni ’90. Dopo la deludente performance del 2010, con l’eliminazione al primo turno, il presidente Goodluck Jonathan annunciò la volontà di sospendere la nazionale nigeriana dall’attività internazionale per due anni, dissolse la NFF e ordinò un’investigazione fiscale negli affari della federcalcio, suscitando un ultimatum del tutto analogo all’attuale da parte della FIFA.

La Nigeria non è l’unica squadra africana che sta affrontando polemiche alla fine di Brasile 2014. La pessima prestazione del Camerun, condita dall’espulsione di Song e dal litigio tra i compagni di squadra Assou-Ekotto e Moukandjo durante il disastroso 0-4 contro la Croazia, ha portato ad accuse di match-fixing da parte di sette giocatori della nazionale e ha spinto il presidentissimo camerunense Paul Biya a ordinare un’inchiesta sulla performance dei Leoni Indomabili. La squadra era arrivata in Brasile con un giorno di ritardo prima di risolvere una lite riguardo ai bonus spettanti ai giocatori.

Simile la situazione del Ghana: il governo nazionale è stato costretto a inviare un aereo charter con tre milioni di dollari di bonus in contanti per i giocatori per placare la loro minaccia di boicottare l’ultima partita con il Portogallo (poi persa 2-1 e decisiva per l’eliminazione delle Black Stars dal torneo). Prima dell’ultimo incontro è anche arrivato l’allontanamento di due delle stelle della squadra, Sulley Muntari e Kevin-Prince Boateng, con l’accusa di indisciplina: Boateng avrebbe insultato il CT Kwesi Appiah, mentre Muntari avrebbe attaccato fisicamente un membro del comitato esecutivo. Come avvenuto in Camerun, anche il presidente ghanese John Mahama ha ordinato un’inchiesta sulla performance della squadra nazionale.

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