Lo stadio Ghencea di Bucarest compie 40 anni

Ghencea

Damiano Benzoni

Il 9 aprile 1974 a Bucarest veniva inaugurato lo stadio Steaua, più noto come Ghencea, dal nome del quartiere circostante e del viale su cui sorge l’impianto, Bulevardul Ghencea. Il primo incontro disputato a Ghencea fu un’amichevole tra i padroni di casa dello Steaua Bucarest e gli jugoslavi dell’OFK Belgrado: tra i padroni di casa scesero in campo figure leggendarie nella storia del club come l’attaccante Anghel Iordănescu, i centrocampisti Liță Dumitru e Nicolae Pantea e i difensori Lajos Sătmăreanu e Ștefan Sameș. L’incontro si concluse 2-2, con la prima rete marcata allo stadio siglata da Gheorghe Tătaru, alla sua ultima stagione in maglia stelista. La seconda rete dei padroni di casa fu invece siglata da Viorel Năstase, ventunenne fresco di un terzo posto al Torneo di Viareggio: cinque anni più tardi Năstase, in occasione di un incontro di Coppa delle Coppe contro lo Young Boys Berna, chiese asilo politico in Svizzera e fuggì dalla Romania. Giocò al Monaco 1860 prima di accasarsi per due stagioni al Catanzaro, come testimone delle due retrocessioni consecutive della squadra calabrese (dalla A alla C1).

Proprio contro lo Young Boys in quella stagione di Coppa delle Coppe lo Steaua ottenne, sul campo di Ghencea, la sua miglior vittoria europea, un 6-0. Il 16 aprile 1986, sempre nello stesso impianto, lo Steaua ribalta il risultato della semifinale di andata della Coppa Campioni contro l’Anderlecht: dopo la sconfitta 1-0 a Bruxelles, decisa da un gol di Scifo, lo Steaua vince 3-0 (doppietta di Pițurcă e gol di Balint) e stacca il biglietto per la finale di Siviglia contro il Barcelona. Una finale storica per la squadra romena, che quel 7 maggio 1986, grazie alle mani fatate del suo portiere Helmuth Duckadam, capace di neutralizzare tutti i rigori dei blaugrana, diventerà la prima squadra del blocco orientale a mettere le mani sulla Coppa dei Campioni. Quella contro l’Anderlecht sarà la prima di tre semifinali disputate dallo Steaua a Ghencea: nel 1988 un pareggio in casa contro il Benfica non fu abbastanza per assicurarsi la finale, mentre l’anno successivo lo Steaua guadagnò l’accesso alla finale battendo il Galatasaray 4-0 (Dumitrescu, Hagi su rigore, Petrescu, Balint), solo per finire travolto al Camp Nou dal Milan di Gullit e van Basten.

Lo stadio, dove lo Steaua ha giocato quasi mille incontri, sorge all’interno di un complesso sportivo di proprietà del ministero della Difesa (a cui faceva capo lo Steaua durante l’epoca comunista) costruito a inizio anni ’70. L’amichevole con l’OFK Belgrado, disputata alle quattro del pomeriggio, fu preceduta da un “programma di musica per fanfara militare”, da una dimostrazione dei circoli di aeromodellismo della capitale romena, da un messaggio di benvenuto agli spettatori e da un incontro tra le vecchie glorie delle due rivali cittadine Dinamo e Steaua, tra cui spicca il nome di Emeric Jenei, allenatore dello Steaua campione d’Europa nel 1986 e delle nazionali di Romania e Ungheria. Colonnello in pensione (per via dello status dello Steaua come squadra delle forze armate), nel 1998 Jenei fu promosso generale di brigata a una stella.

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