Afghanistan: ritorno allo stadio

SAFF-Championships

Damiano Benzoni

Dopo dieci anni di assenza, la nazionale dell’Afghanistan oggi tornerà a giocare in patria, quando ospiterà il Pakistan per un’amichevole sul campo artificiale dell’Afghanistan Football Federation stadium di Kabul. I biglietti per l’AFF Stadium costano tra i 100 e i 300 afghani (dai due ai cinque dollari) e la federazione si aspetta di riempire tutti e seimila i posti dello stadio, dove dopodomani comincerà anche la seconda edizione della Afghan Premier League. Il torneo, vinto nella sua prima edizione dal Toofaan Harirod (che rappresenta la regione occidentale del paese), si terrà interamente all’AFF Stadium: le otto squadre partecipanti saranno divise in due gruppi di quattro. Le semifinali si giocheranno il 3 ottobre, mentre la finale si disputerà l’11 ottobre.

L’AFF Stadium sorge a pochi passi dallo stadio Ghazi, triste simbolo del calcio afghano dopo l’invasione sovietica del 1979. La nazionale afghana tra l’anno dell’invasione e il 2003 giocò solamente in un’occasione, un torneo di qualificazione alla Coppa Asia nel 1984 nella cinese Guǎngzhōu. Lo stadio Ghazi, più che per il calcio che vi si giocava, era tristemente noto come luogo di esecuzioni pubbliche privilegiato dal regime dei talebani: mutilazioni, lapidazioni e fucilazioni avevano luogo sul terreno di gioco. L’attività della nazionale afghana poté ricominciare due anni dopo l’inizio dell’intervento statunitense, con un’amichevole con lo Sri Lanka il 10 gennaio 2003 a Dhaka, in Bangladesh. Proprio allo stadio Ghazi è stata disputata l’unica partita in suolo afghano da allora, una sconfitta 2-0 contro il Turkmenistan il 23 novembre 2003.

Nel suo nuovo corso la nazionale afghana ha fatto registrare il primo acuto della sua storia arrivando seconda alle spalle dell’India nel campionato SAFF (Federazione Calcistica dell’Asia Meridionale) nel 2011. Molti dei giocatori della rappresentativa giocano all’estero, essendo fuggiti da bambini con i loro genitori in cerca di asilo politico. Ata Yamrali, centrocampista classe ’82, ha lasciato l’Afghanistan a soli due anni, riparando in Iran, poi a sei anni si è trasferito ad Amburgo, dove il padre vende tappeti afghani. Ha giocato in diverse squadre, tra cui la seconda squadra del St.Pauli, e ora è in forza al VfL 93 Hamburg nelle leghe amatoriali (la Fußball-Bezirksliga, ovvero il settimo livello della piramide del campionato) del distretto di Amburgo. Balal Arezou, invece, è un attaccante classe ’88. Nel 1999, all’età di undici anni, è fuggito con i suoi genitori in Norvegia, dove gioca con l’Asker: la squadra gioca normalmente in 2. divisijon, il terzo gradino della piramide del campionato, ma nel 2011 ha giocato una stagione in Adeccoligaen, la serie B norvegese. Nell’ultima stagione ha giocato in prestito con i Churchill Brothers, squadra indiana del distretto di Goa che ha vinto la I-League 2012/2013.

La partita non sarà solo la prima partita casalinga in dieci anni: sarà anche la prima partita che l’Afghanistan giocherà a Kabul contro il confinante Pakistan dal 1977. I legami tra le due squadre, racconta al-Jazeera, furono recisi dall’invasione sovietica. Il rapporto tra i due paesi è ancora teso, visto che il Pakistan è accusato di sostenere di nascosto l’insorgenza talebana nelle zone di confine tra i due stati. Il segretario dell’AFF Sayed Aghazada ha dichiarato al sito della FIFA: “Il fatto che stiamo per ospitare il nostro primo incontro internazionale in dieci anni, e il primo contro il Pakistan a Kabul dal 1977 rappresenta un momento importante per il calcio nel nostro paese. Dimostra che dopo un periodo molto difficile stiamo tornando alla normalità”.

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