Egitto e normalizzazione

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Damiano Benzoni

Oggi la nazionale dell’Egitto giocherà un incontro amichevole con l’Uganda nel resort sul mar Rosso di el-Gouna, a oltre 400 km dal Cairo. Inizialmente l’amichevole si sarebbe dovuta giocare contro il Mali – impegnato in queste settimane in una delicata tornata elettorale – e si sarebbe dovuta disputare in campo neutro in Marocco. La decisione di giocare l’incontro in campo neutro era dovuta alla precaria situazione dell’Egitto e agli scontri che avevano fatto seguito alla deposizione del presidente Mohammed Morsi da parte dei militari. El-Gouna è stato il teatro delle uniche due partite disputate in territorio egiziano dalla caduta di Morsi, due incontri di Champions League africana che vedevano coinvolte le due rivali cittadine del Cairo, al-Ahly e Zamalek. Il fatto che lo stadio di el-Gouna non disponga di un impianto di illuminazione aveva costretto le squadre a giocare le proprie partite sotto il sole del pomeriggio: un’ulteriore difficoltà che andava ad aggiungersi alla decisione dei giocatori delle due squadre di non interrompere il digiuno imposto dal Ramadan in occasione delle proprie partite.

La nazionale, guidata dallo statunitense Bob Bradley, dovrà fare a meno di alcuni tra i suoi elementi migliori: oltre al forfait all’ultimo minuto dell’ala destra dell’Hull City Ahmed Elmohamady in seguito a un infortunio, l’allenatore non ha potuto contare sui giocatori di al-Ahly e Zamalek. Le rivali cairote, dopo aver pareggiato nel loro scontro diretto nella prima giornata della fase a gironi di CAF Champions League, hanno entrambe perso la seconda partita e saranno impegnate nel fine settimana in due incontri decisivi per mantenere vive le speranze di qualificazione alle semifinali. Entrambe le squadre saranno impegnate in trasferta il 17 agosto: l’al-Ahly affronterà a Dolisier i congolesi Léopards, mentre lo Zamalek giocherà a Johannesburg contro i sudafricani Orlando Pirates. Attualmente Pirates e Léopards dominano la classifica del girone a pari merito con quattro punti, mentre le due egiziane hanno solo un punto a testa. Dei diciotto convocati della nazionale, dieci militano nel campionato egiziano. Gli altri otto si dividono tra i campionati di Belgio e Svizzera (con due coppie di giocatori in forza rispettivamente al Lierse e al Basilea), Portogallo, Oman, Inghilterra e Italia (il difensore centrale della Fiorentina Ahmed Hegazy).

Il percorso di normalizzazione del calcio egiziano del dopo-Mubarak continua a essere incidentato. Il campionato egiziano era stato sospeso per tre mesi dopo la rivoluzione del gennaio 2011 che aveva portato alla fine del quarantennale regime di Hosni Mubarak. Diversi militanti delle curve delle due rivali cairote si erano uniti nelle proteste di piazza Tahrir e avevano in seguito criticato a gran voce il controllo della politica da parte dei militari. La tensione tra ultras e militari arrivò al punto di rottura durante la stagione successiva, quando a Port Said i tifosi dell’al-Masry massacrarono oltre settanta tifosi dell’al-Ahly al termine di una partita sotto gli occhi delle forze di sicurezza. Secondo molti, si trattava di una resa dei conti delle forze armate, accusate di aver lasciato che gli ultras dell’al-Masry introducessero armi nello stadio e di non essere intervenuti per bloccare la carneficina. Dopo Port Said, la stagione 2011-2012 venne cancellata e interrotta. Il processo che seguì la strage risultò nella condanna a morte di ventuno tifosi dell’al-Masry e all’incarcerazione per quindici anni di due funzionari di polizia.

La stagione 2012-2013 è stata disputata a porte chiuse (sebbene in alcune occasioni i tifosi siano riusciti a forzare i divieti) e senza la partecipazione dell’al-Masry: a una giornata dal termine, dopo la deposizione di Morsi, il campionato è stato nuovamente cancellato su decisione del ministero dell’Interno. Secondo il ministero l’esercito era troppo impegnato a ristabilire l’ordine nel paese per poter destinare forze alla sicurezza degli stadi. La decisione è poi stata ratificata anche dal ministro dello Sport del governo provvisorio, l’ex leggenda dell’al-Ahly e della nazionale Taher Abouzaid, detto il “Maradona del Nilo”. Recentemente la EFA ha annunciato il formato della nuova stagione, sebbene per prudenza non abbia ancora fissato una data di inizio. Tra le ventidue squadre (divise in due gironi) della stagione 2013/2014 figurerà anche l’al-Masry. Negli scorsi giorni i tifosi dello Zamalek hanno cercato di irrompere negli uffici del club per protestare contro il presidente Mamdouh Abbas, accusato di non essere stato in grado di risolvere la crisi finanziaria della società. Settimana scorsa due giocatori dello Zamalek, il portiere e capitano Abdel-Wahed el-Sayed e l’ex capitano dell’Egitto Ahmed Hassan, si sono rifiutati di giocare la partita di Champions League contro i Léopards in seguito a una discussione con Abbas sugli stipendi arretrati ancora non corrisposti dal club.

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