Mal d’Africa [parte II]

Stephen-Keshi

Damiano Benzoni

Continuiamo, dopo l’articolo di settimana scorsa sulle difficoltà di Camerun, Uganda e Sierra Leone, la nostra rassegna sui problemi del calcio africano, tra giochi di potere, corruzione, influenze indebite da parte dei governi e presunti brogli elettorali.

La notizia più clamorosa è quella che arriva dal Benin, dove è stato arrestato il presidente federale Anjorin Moucharafou – membro del comitato esecutivo della confederazione continentale (CAF) – e l’ex contabile della federazione Cécile Houssou. L’accusa è quella di appropriazione indebita di fondi pari a seicentocinquantamila dollari, ricevuti dalla FBF per un contratto triennale di sponsorizzazione con la compagnia di telefonia mobile MTN nel 2007. Moucharafou e Houssou erano stati incriminati nel 2011 con le medesime accuse e avevano passato un periodo in custodia presso il carcere civile di Cotonou. Nel gennaio di quell’anno si era consumata una scissione all’interno della FBF: dodici membri su quindici del comitato esecutivo, definendo Moucharafou un dittatore, avevano deciso di dare le proprie dimissioni e istituire una federazione parallela. Nell’occasione la FIFA e il CAF non avevano riconosciuto la federazione scissionista e avevano sostenuto Moucharafou, considerato da Mark Baber di Inside World Football un forte alleato del presidente del CAF, il camerunense Issa Hayatou. Moucharafou aveva appena annunciato l’intenzione di non correre per un terzo mandato come presidente della FBF, al fine di permettere una pacificazione del calcio beninese.

Anche in Kenya la federazione calcistica (FKF) è accusata di corruzione e appropriazione indebita. La Commissione per l’Etica e l’Anticorruzione del paese ha accusato la FKF di aver ricevuto una somma pari a 410 mila euro su conti bancari non inclusi nel loro rapporto finanziario. Si tratterebbe dei fondi del Programma di Assistenza Finanziaria della FIFA, di alcuni sponsor della squadra nazionale, dei proventi di una partita di qualificazione mondiale contro la Nigeria e degli accordi di sponsorizzazione televisiva di una partita programmata contro la Giamaica e successivamente annullata. La FKF è già stata sospesa due volte dalla FIFA negli ultimi anni; il presidente federale Sam Nyamweya ha negato ogni accusa, sostenendo che i documenti forniti dalla commissione sarebbero falsi. Un membro dell’esecutivo della federazione, Hussein Terry, che aveva presentato i documenti incriminanti, ha sostenuto pochi giorni dopo di aver subito un’aggressione finalizzata a intimidirlo a Nairobi, mentre tornava dopo aver rilasciato un’intervista a una stazione TV locale.

Problemi monetari sembrano affliggere anche la Nigeria. La FIFA ha confermato che non ha ancora rimborsato la NFF per la partecipazione alla Confederations Cup, dal momento che prima di effettuare il rimborso è necessario dedurre le spese di vitto e alloggio, sicurezza, volo e altro dal milione e settecentomila dollari stabilito. La partecipazione della Nigeria alla Confederations Cup era stata in dubbio fino all’ultimo: la delegazione era arrivata in Brasile in ritardo rispetto ai programmi dopo che i giocatori si erano rifiutati di viaggiare per il mancato pagamento di alcuni bonus. Secondo Inside World Football il commissario tecnico Stephen Keshi, che ha portato la Nigeria alla vittoria della Coppa Africa dopo vent’anni di digiuno, non avrebbe ricevuto alcuno stipendio dalla vittoria del torneo in febbraio. Keshi era stato capitano delle Super Aquile negli anni ’90 e al tempo aveva guidato una protesta dei giocatori per ottenere il pagamento dei bonus per la qualificazione alla Coppa del Mondo del 1994. Keshi e compagni si erano rifiutati di scendere in campo per un’amichevole contro il Ghana a Lagos, ritardando il calcio d’inizio di un’ora e mezza e costringendo l’allora Nigeria Football Association a saldare in tutta fretta i debiti per evitare disordini in uno stadio gremito da sessantamila persone.

Il calcio nigeriano è stato sotto il riflettore recentemente per lo scandalo dei 146 gol: due partite dei play-off di promozione dalla terza divisione nazionale erano terminate con punteggi irrealistici, chiaramente il risultato di accordi presi precedentemente. I Plateau United Feeders avevano vinto 79-0 contro l’Akurba, mentre il Police Machine si era limitato a una vittoria 67-0 contro il Babayaro. I punteggi del primo tempo delle due gare erano rispettivamente di 7-0 e 6-0. L’accusato principale sarebbe il capitano dell’Akurba, Arijide Said Timothy, autore di tre autoreti contro la propria squadra. Tutti i giocatori, i tecnici e i dirigenti delle quattro squadre sono stati squalificati a vita dalla NFF, come anche gli ufficiali di gara, mentre le società saranno radiate per dieci anni dalla federazione.

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