Steaua dietro alle sbarre

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Damiano Benzoni

Sembrava che il campionato romeno non avesse più nulla da dire in questa stagione, dopo che il 5 maggio lo Steaua Bucarest aveva messo il marchio della certezza matematica sul ventiquattresimo scudetto, il primo in sette anni. Invece, come ormai avviene da qualche anno a questa parte, la Liga I si rivela più avvincente con l’approssimarsi della pausa estiva.

Nemmeno una settimana dopo la certezza del titolo stelista, l’11 maggio, era arrivata la notizia del diniego delle licenze di Liga I per il 2013/14 a Rapid Bucarest, Universitatea Cluj e Drobeta Turnu Severin. La sentenza della Commissione d’Appello della federcalcio romena, che confermava una decisione precedente, è stata determinata dai debiti accumulati dalle tre società, che saranno quindi retrocesse d’ufficio in Liga II. Un verdetto simile, nelle scorse stagioni, ha colpito altre otto società di Liga I, oltre a tre squadre che, dopo aver ottenuto la promozione dalla seconda divisione, non hanno ottenuto la licenza per la massima serie. La sentenza ha eliminato dalla prima divisione del campionato una delle formazioni più blasonate del paese, il Rapid Bucarest, che nel carniere ha tre titoli di campionato, tredici di coppa, quattro di supercoppa e due quarti di finale europei (Coppa delle Coppe 1972/73 e Coppa UEFA 2005/06).

L’ultima notizia, però, è quella dell’arresto di Gigi Becali, uno dei personaggi più controversi del calcio e della politica romeni, proprietario dello Steaua Bucarest, ex europarlamentare e deputato del Partidul Naţional Liberal. Becali è stato condannato a tre anni di carcere con l’accusa di aver istigato ufficiali del Ministero della Difesa all’abuso della loro posizione in uno scambio di terreni con l’Esercito avvenuto nel giugno 1999. Becali scambiò – a condizioni fortemente sfavorevoli per l’Esercito – un terreno fuori dalla capitale con una proprietà delle forze armate a Bucarest, ottenendo grazie alla crescita esponenziale dei prezzi immobiliari un guadagno stimato attorno ai tre milioni di dollari. Becali, oltretutto, acquistò il terreno che poi avrebbe scambiato solo una volta certo di concludere l’affare.

Oltre al proprietario dei campioni di Romania sono stati condannati in sentenza definitiva anche il generale Dumitru Cioflină, ai tempi capo di Stato Maggiore, e l’ex ministro della Difesa Victor Babiuc, con le accuse di abuso di ufficio e corruzione. La sera prima della sentenza Becali era stato fermato dalla polizia all’aeroporto Otopeni di Bucarest mentre cercava di lasciare il paese con un aereo privato per Israele. Tutte le proprietà di Becali sono ora controllate dallo stato. Non, però, lo Steaua Bucarest, visto che tutte le azioni sono in mano nominativamente ad amici e familiari del patron stelista: il 93% della società è infatti detenuto dai nipoti di Becali Constantin e Vasile Geambazi. Secondo Gazeta Sporturilor è probabile che Becali continuerà a dirigere lo Steaua da dietro le sbarre, dando istruzioni al suo braccio destro Teia Sponte. Il patron stelista ha dichiarato: “Lo Steaua sarà mio fino alla fine, almeno questa sarà la mia soddisfazione nel periodo che mi attende”.

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