Rassegna Olimpica [parte I]

Rassegna Olimpica – parte 1 (25.07.2012 – 27.07.2012)

[La Rassegna Olimpica di Dinamo Babel]

27 LUGLIO
Oggi va in scena la cerimonia di inaugurazione e iniziano ufficialmente le Olimpiadi. Si disputano anche le gare di qualificazione individuali maschili e femminili di tiro con l’arco

La parata delle nazioni. Duecentocinque bandiere sono sfilate nell’Olympic Stadium di Londra per la tradizionale parata delle nazioni, una per ciascun comitato olimpico coinvolto, più la bandiera olimpica che ha raccolto quattro atleti indipendenti (tre di Curaçao e un sud sudanese). Contrariamente a quanto avevamo affermato nel nostro articolo, gli indipendenti non hanno sfilato per penultimi, ma hanno invece seguito l’Islanda e preceduto l’India nell’ordine alfabetico. Le delegazioni dei Brunei e del Qatar hanno sottolineato un cambio storico nominando come portabandiera le prime atlete donne nella storia del loro coinvolgimento olimpico. La bandiera dei Brunei è stata portata dalla ostacolista Maziah Mahusin e quella del Qatar dalla tiratrice Bahiya Mansour al-Hamad. Tre atlete hanno invece composto la delegazione femminile saudita: non c’era Dalma Rushdi Malhas che, come dicevamo nelle scorse settimane, non ha ottenuto la qualificazione ed è stata fermata dall’infortunio del suo cavallo. La diretta RAI ha saltato i nomi di due portabandiera, il windsurfer israeliano Shahar Tzuberi e la pugile tagika Mavzuna Čorieva, andando in confusione sulla tiratrice georgiana Nino Salukvadze, alfiere della nazione caucasica.

A colpo sicuro. Prima giornata ufficiale di Olimpiadi, primi record del mondo infranti: si tratta del primato individuale maschile e del primato a squadra maschile di tiro con l’arco, migliorati dall’arciere sudcoreano Im Dong-Hyun e dai suoi compagni di squadra. Im Dong-Hyun ha migliorato di un punto il record mondiale, portandolo a 699 su 720, e ha contribuito a migliorare il primato a squadre da 2069 a 2087, ma la sua particolarità è il forte handicap visivo: Im è quasi cieco, visto che vede 2/10 con l’occhio destro e 1/10 con il sinistro. Gareggia senza occhiali o lenti a contatto.

Nella speranza non accada oggi. Qualche giorno fa Al Jazeera ha pubblicato un interessante articolo sugli inconvenienti avvenuti durante la sfilata delle bandiere in passato e sulle curiosità di questa edizione, principalmente legate alla scelta dei portabandiera di Cina e Stati Uniti. Gustose le due storie scelte riguardo a edizioni passate: nel 1948 appena prima della sfilata si scoprì che mancava la bandiera britannica e il portabandiera, il mezzofondista Roger Bannister, dovette spaccare con un mattone il vetro della macchina di un allenatore per recuperare un’altro vessillo da portare in parata. Nel 1936, ai giochi di Berlino, fu grazie alla sfilata olimpica che Haiti e il Liechtenstein si accorsero di avere una bandiera identica. L’anno successivo il principato alpino aggiunse al proprio vessillo la corona d’oro ducale per differenziarsi.

Sotto la bandiera olimpica. Oggi la cerimonia di inaugurazione includerà come da tradizione la sfilata delle delegazioni olimpiche, aperta dalla delegazione greca e chiusa dalla delegazione del paese ospitante, la Gran Bretagna (nome olimpico del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord). In mezzo sfileranno tutte le delegazioni in ordine alfabetico, mentre prima della delegazione britannica quattro atleti sfileranno come indipendenti sotto l’egida della bandiera olimpica. Su Dinamo Babel ne abbiamo parlato ieri, raccontando chi sono ed elencando i precedenti.

26 LUGLIO
Oggi inizia il torneo maschile di calcio, con in scena anche la controversa nazionale britannica guidata dal capitano gallese Ryan Giggs

Nelle strade, dal cielo e dal mare. David Cameron, il premier britannico, ha voluto sottolineare l’impegno per garantire la sicurezza a quest’Olimpiade, come preoccupazione prioritaria. “Questa è la più grande operazione di sicurezza in tempo di pace nella nostra storia, e non stiamo lasciando nulla al caso”, ha dichiarato l’inquilino di Downing Street che, citando Winston Churchill, ha garantito che la Gran Bretagna difenderà le sue Olimpiadi “nelle strade, dal cielo e dal mare”.

Aboutreika ancora in gol. Mohamed Aboutreika, di cui abbiamo recentemente parlato, ha guidato un tentativo disperato di rimonta della nazionale olimpica egiziana nei confronti del Brasile in una gara della prima giornata del girone eliminatorio. Il Brasile aveva chiuso la partita nella prima mezz’ora, portandosi sul 3-0, mentre Aboutreika ha segnato al 52′ il primo gol egiziano, poi raddoppiato dalla marcatura di Salah al 76′. La squadra egiziana soffre il poco allenamento: il campionato è fermo da febbraio, quando il disastro di Port Sa’īd causò la morte di 79 tifosi: solo le partite della nazionale e delle squadre impegnate nella CAF Champions League possono disputare incontri, rigorosamente a porte chiuse, e quasi tutta la squadra (fatta eccezione per Salah del Basilea e Ahmed Hegazy della Fiorentina) gioca nella lega casalinga. Aboutreika, capitano della squadra, è uno dei tre fuoriquota ammessi dal regolamento del torneo di calcio olimpico, che viene disputato da formazioni under 23. Domenica sera ha segnato il gol con cui l’al-Ahly si è aggiudicato il derby del Cairo contro lo Zamalek valido per la CAF Champions League ed è divenuto il miglior marcatore nella storia del derby.

Tarocchi egiziani. Secondo quanto racconta Il Post, il presidente del comitato olimpico egiziano Mahmoud Ahmed Ali avrebbe ammesso che l’ente di cui è a capo ha fornito indumenti sportivi contraffatti con i loghi della Nike e della Adidas ai propri atleti. Il comitato avrebbe acquistato la merce da un distributore cinese per minimizzare le spese. La nuotatrice Yomna Khallaf aveva confermato via Twitter che i borsoni forniti, pur recando il logo della Nike, avevano le cerniere marchiate Adidas. Secondo un altro tweet della Khallaf il comitato avrebbe poi risolto la questione acquistando nuovo materiale da Nike UK.

25 LUGLIO
Oggi inizia, con due giorni di anticipo sulla cerimonia di apertura, il torneo femminile di calcio con la prima giornata del girone preliminare

Bandiere e imbarazzi. Le Olimpiadi di Londra sono iniziate subito con un passo falso. All’inizio della partita tra Colombia e Corea del Nord, valida per la prima giornata del turno eliminatorio del torneo di calcio femminile, sullo schermo che presentava le giocatrici nordcoreane è stata trasmessa per errore la bandiera dell’altra Corea, quella del Sud. Le calciatrici della Repubblica Democratica Popolare di Corea si sono rifiutate di scendere in campo e il calcio di inizio è stato rinviato per oltre un’ora, prima che venissero ritrasmesse le immagini con la bandiera corretta. Ne parla anche Massimo Brignolo, con un video di quanto accaduto. Sull’incidente è intervenuto anche il premier britannico David Cameron, definendolo “un errore commesso in buona fede”.

Il dittatore e il visto. Il presidente bielorusso Aljaksandar Lukašėnka, spesso soprannominato “l’ultimo dittatore d’Europa”, non è stato accreditato dagli organizzatori di Londra 2012 e non potrà essere presente ai giochi, secondo un tweet del vicepresidente della Duma e presidente del Comitato Olimpico russo Aleksandr Žukov ripreso da Radio Free Europe/Radio Liberty. Lukašėnka è persona non grata in tutta l’Unione Europea e rientra in una lista di 200 funzionari bielorussi a cui è impedito l’ingresso in UE per via degli abusi ai diritti umani. Il mese scorso, come racconta East Journal, aveva fatto scalpore la partecipazione del dittatore alla finale di Euro 2012 a Kiev, paese esterno all’UE nel quale Lukašėnka può circolare liberamente.

Le Olimpiadi e il Ramadan. Sul sito della testata del Qatar Al Jazeera si parla del fatto che, per la prima volta dal 1980 a oggi, le Olimpiadi coincidono con il periodo di digiuno del Ramadan previsto dalla religione islamica. Quest’anno infatti il mese del Ramadan è iniziato il 20 luglio e finirà il 18 agosto. Centinaia di atleti musulmani si sono trovati di fronte alla scelta: pasteggiare e rompere così il digiuno rituale (magari recuperando i giorni persi successivamente) o non pasteggiare e mettere a repentaglio la propria prestazione sportiva? Lee Wiggins è andato a investigare sulla preparazione degli atleti musulmani riguardo a questo particolare aspetto.

La squalifica di Voula Papachristou. Paraskevi “Voula” Papachristou, promessa ventitreenne del salto triplo greco con all’attivo due ori nei Campionati Europei under 23, è stata esclusa dal comitato olimpico nazionale greco dopo un tweet successivamente definito dalla stessa atleta “inopportuno e di cattivo gusto”. Una battuta razzista che, secondo l’approfondito articolo de Il Post, si affianca al sostegno dato dall’atleta al partito di estrema destra nazionalista Alba Dorata (Chrysi Avgi). Secondo il comitato olimpico greco l’atleta è stata esclusa per non aver dimostrato rispetto nei confronti dei valori olimpici e, nonostante l’allenatore George Pomaski abbia definito la sanzione come troppo severa, il presidente del comitato ellenico Spyros Capralos ha dichiarato che la Papachristou “ha fatto un errore, e nella vita gli errori si pagano”. L’atleta avrebbe dovuto concorrere anche nel salto in lungo.

“Unione Sovietica? Ma non si era disciolta?” “Si, era quello che volevamo farvi credere”. Secondo quanto riportato da Radio Free Europe/Radio Liberty, un grossolano errore di storia, geografia e archivistica ha fatto si che alcuni dei 436 atleti della delegazione olimpica russa, nati in altre repubbliche dell’allora Unione Sovietica, siano stati segnalati come nati in Russia. Il judoka Arsen Galstjan era segnalato come nato in “Armenia (RUS)”, mentre il pugile David Ajrapetjan, nato nella RSS Azera, come “Baku (RUS)”. Stessa sorte per il pugile Sergej Vodopijanov e il lottatore Chasan Baroev, nati in Kazakistan e Tagikistan; o, secondo il sito olimpico, in “Kazakhstan Region (RUS)” e “Dushanbe (RUS)”. Al limite dell’incidente diplomatico invece i casi di Denis Carguš e Besik Kuduchov, nati secondo il sito olimpico a “Gudauta (RUS)” e “Yuyhnaya Osetia (RUS)”, ovvero nelle repubbliche di Abcasia e Ossezia del Sud, in territorio georgiano, ma de facto indipendenti da Tbilisi grazie anche al supporto militare russo.

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