L’altro Giro d’Italia

Damiano Benzoni

Un altro Giro d’Italia, questo è quello che avrà inizio domani a Cinquale, in provincia di Massa e Carrara, con la settima edizione della cosiddetta Crono del Mare, un rettilineo di 9 km da percorrere, a seconda della categoria di appartenenza, una o due volte. Alla sua terza edizione (la prima partì nel 2010 dal piccolo paesino comasco di Bregnano), il Giro d’Italia di Handbike toccherà la Maremma laziale, il Garda meridionale, il Monferrato, l’Insubria e il pordenonese prima di concludersi il 23 settembre a Sulmona (L’Aquila) dopo dieci gare. Come nel Giro d’Italia, esistono le maglie: la maglia rosa della classifica generale a punti e la maglia bianca per i traguardi volanti. La differenza, rispetto al Giro d’Italia, risiede nel fatto che si pedala con le mani: handbike è infatti il nome di una disciplina paralimpica che si corre su speciali biciclette (l’handbike, appunto, anche se in Italia vige il soprannome “cicloni”) a tre ruote, azionate a mano, con freni e cambio sul manubrio. Biciclette pensate per atleti che abbiano perso l’uso delle gambe.

I corridori dell’handbike si suddividono in quattro categorie di disabilità, dall’H1 per atleti tetraplegici con problemi anche a mani e estensione dei gomiti all’H4 che comprende per esempio gli amputati sopra al ginocchio. L’assegnazione della categoria segue un iter particolare. L’atleta viene assegnato a una categoria presunta al momento del tesseramento e alla prima gara nazionale o internazionale disputata deve presentare la documentazione riguardante la sua disabilità e sottoporsi alla visita dei classificatori, a cui spetta la decisione definitiva sull’inserimento nell’una o nell’altra categoria. La divisione in categorie individua anche il chilometraggio massimo e minimo per le gare: tra i 5 e i 15 km per l’H1, tra i 10 e i 25 per le due categorie intermedie, tra i 15 e i 30 per l’H4. Le gare femminili hanno chilometraggi minimi uguali, mentre le distanze massime sono inferiori di 5 km rispetto ai corrispettivi maschili, fatta eccezione per la categoria H1.

Il mondo del ciclismo paralimpico e dell’handbike soprattutto è cresciuto parecchio sul finire dello scorso decennio. Nel 2009 il movimento si è affrancato dal CIP, il Comitato Italiano Paralimpico, ed è entrato a fare parte della Federciclismo su impulso di Alberto Rancilio della GS Rancilio, prima società ciclistica italiana a fare sport per disabili. Passare alla Federciclismo ha permesso al movimento paralimpico di sfruttare un maggior bagaglio di competenze organizzative e ha permesso quindi alla qualità delle gare di crescere. Sempre nel 2009 i Campionati Mondiali della disciplina sono stati organizzati nel novarese, a Bogogno, e l’esposizione è aumentata ulteriormente grazie all’interesse di Alex Zanardi, il pilota automobilistico avvicinatosi all’handbike dopo aver subito l’amputazione della gamba destra in seguito a un incidente di gara nel 2001 e approdato in poco tempo alla nazionale handbike. Attualmente i tesserati della categoria paralimpici della federciclismo sono quasi trecentocinquanta, duecento dei quali per il settore handbike, cresciuto enormemente grazie a un calendario di 25/30 gare stagionali, mentre il ciclismo paralimpico languisce, con meno di dieci gare annuali e con un’attività ristretta soprattutto alle competizioni internazionali cui partecipano gli atleti della nazionale.

Da me intervistato alla conclusione del primo Giro d’Italia di Handbike nel 2010 Carlo Ricci, presidente della società Bee and Bike di Bregnano e membro della Commissione Tecnica Paralimpica, raccontò la realtà delle società paralimpiche italiane e dell’avvicinamento alla disciplina: “Le squadre che hanno i mezzi per permettersi l’attività internazionale non sono molte, quasi tutti gli atleti che arrivano a quel livello vengono poi dirottati sulla nazionale. L’attività della mia società, per esempio, è improntata alla formazione di nuovi atleti. Abbiamo due cicloni che diamo in prova ai ragazzi che vogliono iniziare l’attività. Siamo inseriti nella mappatura delle società sportive dell’INAIL e abbiamo contatti con l’unità spinale dell’ospedale di Milano Niguarda. I disabili a cui viene proposta la pratica sportiva e che scelgono il ciclismo nella zona di Como vengono indirizzati alla nostra società”.

Queste le dieci tappe del Giro d’Italia di Handbike, che proveremo a seguire dalle pagine di Dinamo Babel:

I. Cinquale (Massa e Carrara) 15 aprile
II. Montalto di Castro (Viterbo) 25 aprile
III. Desenzano del Garda (Brescia) 6 maggio
IV. Casale Monferrato (Alessandria) 13 maggio
V. Somma Lombardo (Varese) 10 giugno
VI. Castions di Zoppola (Pordenone) 15 luglio
VII. Olgiate Olona (Varese) 21 luglio
VIII. Cermenate (Como) 22 luglio
IX. Verona 29 luglio
X. Sulmona (L’Aquila) 23 settembre

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