Choke Point al Victoria Stadium

Damiano Benzoni

Con a disposizione solo un terreno di gioco in tutta Gibilterra, la federcalcio della colonia inglese organizza un campionato maschile strutturato su tre serie, un piccolo campionato femminile e un torneo a eliminazione diretta chiamato Coppa della Rocca. Tutto quanto sul terreno del Victoria Stadium che sorge di fianco all’aeroporto di Gibilterra, a pochi passi dal confine spagnolo. Tutto questo senza contare la folta attività giovanile e la squadra nazionale, che cominciò la propria attività con un’amichevole contro il Siviglia nel 1923 e che il 25 ottobre 1949 toccò il cielo con un dito fermando su un pareggio 2-2 il Real Madrid allenato da Michael Keeping e con in campo leggende come il due volte Pichichi Pahiño, Luis Molowny e Miguel Muñoz (primo marcatore del Real alla Coppa dei Campioni e due volte capitano delle Merengues che si aggiudicarono il trofeo europeo nel 1956 e nel 1957). Le due reti dell’incontro furono entrambe segnate da un altrimenti sconosciuto attaccante di nome Belso. Nonostante questi gloriosi ricordi, la squadra rappresentativa di Gibilterra ha problemi a farsi riconoscere come una vera e propria nazionale.

Gibilterra, un lembo di terra di meno di sette chilometri quadrati posto all’ingresso del Mediterraneo di fronte alla costa marocchina, fu conquistato dalla marina reale inglese nel 1704, durante la guerra di successione Spagnola, e conserva tuttora lo status di colonia inglese. Nonostante gli spagnoli rivendichino la sovranità su Gibilterra, i cittadini del piccolo territorio hanno deciso in due referendum, nel 1967 e nel 2002, di rimanere colonia inglese e hanno stabilito il proprio autogoverno nella Costituzione del 2006, demandando al Regno Unito questioni di difesa e affari esteri. Da parte loro, i britannici hanno ragioni di tradizione e strategia geopolitica che non li invogliano a togliere il piede messo su uno dei più importanti choke points, gli stretti e passaggi obbligati che vincolano il traffico navale, agevolandone il controllo.

La Gibraltar Football Union venne fondata nel 1895 e venne affiliata alla Football Association, il corpo che governa il calcio inglese, prima di fare richiesta di diventare membro FIFA l’8 gennaio 1997. Nel 1999 la FIFA espresse un parere positivo, dichiarando la conformità della GFA ai requisiti statutari e rinviando all’UEFA l’applicazione di Gibilterra. La confederazione europea e la FIFA l’anno seguente condussero un’ispezione congiunta sugli impianti dedicati al calcio di Gibilterra e proposero l’ammissione della GFA all’UEFA ponendo come uniche condizioni l’impossibilità di accedere immediatamente a competizioni internazionali a livello seniores e under 21, la conformità delle infrastrutture ai requisiti delle competizioni UEFA di interesse e l’adattamento dello statuto della GFA agli standard UEFA. A far inciampare un processo che sembrava fino a quel punto lineare fu il pendente rinnovo dello statuto FIFA nel 2004, che spinse l’ente sovranazionale a congelare tutte le domande di ammissione fino all’approvazione del nuovo documento.

La politica e nuove regole per l’ammissibilità di nuove federazioni fecero saltare i giochi: da una parte la volontà della FIFA di ammettere solamente federazioni facenti capo a stati riconosciuti dalla comunità internazionale (nonostante in passato fossero state ammesse federazioni che non rispondevano a tale requisito, come le Isole Fær Øer o le stesse Home Unions a cui però lo statuto stesso concede di poter partecipare separatamente), dall’altra le proteste della politica spagnola che continua a rivendicare la sovranità su Gibilterra. La vittoria del 1949 fu una delle ultime partite che la selezione poté disputare contro una squadra spagnola: a metà anni ’50 il governo impose alle squadre di chiedere un permesso governativo per disputare partite a Gibilterra e istruì le guardie di frontiera perché in assenza di tale permesso bloccassero i giocatori al confine. Nessun permesso fu mai concesso.

Foto: Ditchthecube

Per bloccare la domanda di Gibilterra gli spagnoli, secondo quanto sostiene la GFA, “hanno addotto soltanto ragioni politiche e non sportive” e hanno minacciato di ritirare le proprie squadre dalle competizioni UEFA in caso di ammissione della colonia: un ricatto nei confronti del quale l’UEFA ha preferito non prendere rischi, costringendo così la GFA a ricorrere al Tribunale Arbitrale dello Sport, senza peraltro riuscire a sortire alcun risultato. Ancora nel 2007, al congresso di Düsseldorf, la domanda di ammissione della GFA fu respinta, al punto che la federazione della colonia prese in considerazione l’idea di cercare di essere ammessi come membri della confederazione africana per poter diventare membri FIFA riconosciuti.

Pur di giocare e dare respiro al proprio calcio Gibilterra cominciò a partecipare a competizioni con altre nazionali non riconosciute, dai canonici Island Games (vinti nel 2007) fino alla Wild Cup, la Coppa del Mondo per paesi non-FIFA organizzata dalla FIFI (Federation of International Football Independents), in cui Gibilterra fu eliminata in semifinale da Cipro Nord, che si aggiudicò poi ai rigori la finale contro Zanzibar. Due settimane fa un nuovo spiraglio si è aperto per le possibilità di ammissione all’UEFA, con l’approvazione di una road map di aiuti che comprende l’allocazione di equipaggiamento specialistico, la formazione  di arbitri e allenatori, lo sviluppo del calcio a livello grassroots e la consulenza per la governance della federazione. L’obbiettivo è il 2013, quando si terrà a Londra una nuova votazione sulla domanda di affiliazione della GFA. Che al Victoria Stadium, superato un choke point, si possa respirare finalmente aria internazionale?

4 pensieri su “Choke Point al Victoria Stadium

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...