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Step’anakert val bene una partita

Lo stadio di Step’anakert – Foto: http://www.flickr.com/photos/blackwych/

Damiano Benzoni

Le due squadre entrano in campo, accompagnate dalle loro bandiere. Sulla destra il tricolore rosso, blu e arancione zigzagato in bianco dei padroni di casa, sulla sinistra le sette bande alternate verdi e bianche con un cantone rosso raffigurante una mano bianca e un arco di sette stelle, vessillo degli ospiti. Poi, le squadre si allineano per gli inni nazionali: i verdi dell’Abcasia intonano Aiaaira, “Vittoria”, i rossi del Nagorno-Karabakh, padroni di casa, cantano Azat ow ankax Arc’ax, “Arc’ax (o Artsakh) libero e indipendente”, riferendosi all’antico nome della loro nazione quando era provincia del Regno d’Armenia, dal 189 a.C. fino quasi al 400 d.C.. Sugli spalti sventola uno striscione: UEFA, we also want to play football. Le due squadre sono le nazionali di due paesi non riconosciuti dal diritto internazionale, ma de facto indipendenti. Due paesi che da vent’anni lottano per il riconoscimento internazionale della propria sovranità. Abcasia e Nagorno-Karabakh si riconoscono a vicenda tra di loro e con altre due repubbliche post-sovietiche autoproclamate, l’Ossezia del Sud e la Transnistria. Mentre l’Abcasia gode anche del riconoscimento di Russia, Nicaragua, Venezuela, Nauru, Tuvalu e Vanuatu, il Nagorno-Karabakh non è riconosciuto da nessun membro ONU. Continua a leggere

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Rassegna Olimpica [parte V]

Rassegna Olimpica – parte 5 (07.08.2012 – 09.08.2012)

[La Rassegna Olimpica di Dinamo Babel] [Parte IV] [Parte VI]

9 AGOSTO

Oggi si assegnano medaglie per: atletica leggera maschile (salto triplo, 200 m, 800 m, decathlon) e femminile (lancio del giavelotto), pugilato femminile (pesi mosca, pesi leggeri, pesi medi), canoa maschile (C-2 1000 m, K-4 1000 m) e femminile (K-1 500 m, K-2 500 m), tuffi femminili (piattaforma 10 m), equitazione (dressage individuale), calcio femminile, vela maschile (470), nuoto femminile (maratona 10 km), taekwondo maschile (68 kg) e femminile (57 kg), beach volley maschile, pallanuoto femminile, lotta libera femminile (55 kg, 72 kg).

Prima medaglia per il Botswana. È un argento la prima medaglia nella storia olimpica del Botswana: Nijel Amos, diciottenne campione del mondo giovanile, si è piazzato al secondo posto nella gara degli 800 m – staccato di 82 centesimi di secondo dal kenyota David Rudisha – stabilendo il record nazionale e il record giovanile mondiale. Il Botswana, indipendente dall’Africa dal 1966, ha partecipato alle sue prime Olimpiadi a Mosca nel 1980. Fino a quest’anno il miglior risultato olimpico della nazione africana era arrivato a Sydney nel 2000, quando Glody Dube chiuse la gara degli 800 m al settimo posto; a Londra il Botswana aveva però già sfiorato una medaglia nei 400 m femminili, dove la portabandiera Amantle Montsho aveva chiuso quarta a soli tre centesimi dal bronzo.

Black Russian. Secondo quanto mi segnala Christian Tugnoli e viene riportato anche dal Russia & India Report, Ljukman Adams è il primo atleta di colore nella squadra nazionale russa di atletica leggera. L’atleta, di padre nigeriano e madre russa, oggi ha partecipato alla finale del salto triplo, piazzandosi al nono posto. Continua a leggere

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Rassegna Olimpica [parte I]

Rassegna Olimpica – parte 1 (25.07.2012 – 27.07.2012)

[La Rassegna Olimpica di Dinamo Babel]

27 LUGLIO
Oggi va in scena la cerimonia di inaugurazione e iniziano ufficialmente le Olimpiadi. Si disputano anche le gare di qualificazione individuali maschili e femminili di tiro con l’arco

La parata delle nazioni. Duecentocinque bandiere sono sfilate nell’Olympic Stadium di Londra per la tradizionale parata delle nazioni, una per ciascun comitato olimpico coinvolto, più la bandiera olimpica che ha raccolto quattro atleti indipendenti (tre di Curaçao e un sud sudanese). Contrariamente a quanto avevamo affermato nel nostro articolo, gli indipendenti non hanno sfilato per penultimi, ma hanno invece seguito l’Islanda e preceduto l’India nell’ordine alfabetico. Le delegazioni dei Brunei e del Qatar hanno sottolineato un cambio storico nominando come portabandiera le prime atlete donne nella storia del loro coinvolgimento olimpico. La bandiera dei Brunei è stata portata dalla ostacolista Maziah Mahusin e quella del Qatar dalla tiratrice Bahiya Mansour al-Hamad. Tre atlete hanno invece composto la delegazione femminile saudita: non c’era Dalma Rushdi Malhas che, come dicevamo nelle scorse settimane, non ha ottenuto la qualificazione ed è stata fermata dall’infortunio del suo cavallo. La diretta RAI ha saltato i nomi di due portabandiera, il windsurfer israeliano Shahar Tzuberi e la pugile tagika Mavzuna Čorieva, andando in confusione sulla tiratrice georgiana Nino Salukvadze, alfiere della nazione caucasica. Continua a leggere

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Il Sogno Georgiano di K’aladze

Damiano Benzoni

Per farlo, ha scelto le parole che usò nel 1994 il presidente del suo vecchio club Silvio Berlusconi, “scendere in campo”. Nel suo italiano ancora un po’ incerto il calciatore di Milan e Genoa ha dichiarato di voler giocare una partita più importante e di “scendere in campo per la libertà, per la democrazia, per il progress del mio popolo, del mio paese”. La Georgia, nazione di cui K’akhaber K’aladze è una sorta di bandiera: per sette anni capitano della nazionale, è stato il primo giocatore post-sovietico insieme all’ucraino Andrij Ševčenko a vincere la Champions League, l’unico a vincerla due volte e l’unico georgiano a mettere le mani sull’ambito trofeo europeo, una distinzione che gli è valsa la raffigurazione su un francobollo delle poste del paese caucasico. K’aladze lascia il calcio per tornare nel suo paese e dedicarsi alla politica, a sostegno dell’uomo nuovo della Georgia Bidzina Ivanishvili, possibile futuro sfidante dell’attuale presidente Mikheil Saak’ashvili. Continua a leggere

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Questo Europeo non s’ha da fare

Damiano Benzoni

Manca poco più di un mese dall’inizio di Euro 2012, la prima grande manifestazione sportiva ad essere organizzata in Europa dell’Est dal crollo del muro di Berlino. Un Europeo, quello organizzato tra Polonia e Ucraina, che rischia di passare alla storia più per problemi politici legati all’ex repubblica sovietica che per quanto avverrà in campo. Minacce di boicottaggio e preoccupazioni per eventuali attentati terroristici che potrebbero gettare qualche ombra sull’organizzazione delle Olimpiadi Ivernali del 2014 a Soči – località russa posta sul mar Nero, a una manciata di chilometri dal confine della Repubblica di Abcasia, una delle principali fonti di tensione nel Caucaso del Nord, teatro della guerra tra Georgia e Russia nell’estate del 2008 – oltre che sulla Coppa del Mondo che si disputerà in Russia nel 2018. Continua a leggere

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90 anni nel nome di Spartaco [Parte II]

Simone Pierotti

[prosegue dalla prima parte]

L’opportunità si presenta pochi anni dopo la fondazione dello Spartak. Antefatto: la squadra viene chiamata il 6 luglio 1936, Giornata della Cultura fisica, per un’esibizione nella Piazza Rossa di fronte ai vertici del partito. È previsto che la partita contro la squadra riserve dello Spartak duri non più di mezz’ora, ma la contesa viene prolungata a 43 minuti, giacché Stalin in persona pare davvero divertito dallo spettacolo offerto. L’odio di Berija verso lo Spartak, invece, s’inasprisce. Il presidente onorario della Dinamo coglie l’attimo nel 1942, quando ordina l’arresto di Nikolaj Starostin dietro l’accusa di aver complottato per l’assassinio di Stalin sei anni prima. Berija non aveva una prova più convincente di una foto, rinvenuta nell’abitazione di Starostin, che mostra la squadra dello Spartak mentre passa vicino a Stalin a bordo di una macchina a forma di scarpa da calcio. Continua a leggere

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90 anni nel nome di Spartaco [Parte I]

 Simone Pierotti

V Rossii netu chot ty tresni komandy lučše Krasnoj Presni!
“In Russia anche a crepare squadra migliore della Krasnaja Presnja non puoi trovare!”
(epinicio futurista di Vladimir Majakovskij)

Non vince un campionato da oltre dieci anni, eppure rimane ancor oggi la squadra più popolare del paese. Di più: la “squadra del popolo”, come sono soliti chiamarla dagli anni ’30 i suoi tifosi. Probabilmente, molti politici venderebbero l’anima al diavolo pur di raggiungere lo stesso consenso dello Spartak Mosca, che celebra oggi 90 anni di attività contrassegnati da 12 titoli sovietici e nove campionati russi. Lo Spartak non è una squadra qualunque. Il fatto che vanti il maggior numero di tifosi in Russia è da ricercarsi nelle sue origini, che risalgono agli anni immediatamente successivi alla Rivoluzione d’Ottobre. A differenza delle altre principali squadre dell’allora Unione Sovietica, infatti, lo Spartak non è mai stato legato in nessun modo al regime. Continua a leggere

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Il cosmonauta Jurij Gagarin

 Damiano Benzoni

Il 12 aprile di 51 anni fa il cosmonauta sovietico Jurij Gagarin entrava nella storia come il primo uomo nello spazio. Un viaggio che è entrato nell’immaginario collettivo in un’era in cui le due superpotenze – URSS e Stati Uniti – si sfidavano nella conquista del cosmo oltre che sullo scacchiere geopolitico mondiale. Per l’importanza della sua impresa Gagarin venne insignito dell’Ordine di Lenin e fu proclamato Eroe dell’Unione Sovietica, restando tuttora uno dei nomi più rappresentativi dell’esperimento sovietico, simbolo della parte più idealista e utopica dell’URSS e non degli aspetti totalitari e oppressivi del regime. Riconoscimenti che si sono anche riverberati nello sport: il trofeo della Kontinental Hockey League, il campionato di hockey che unisce le squadre di club di Russia, Bielorussia, Lettonia e Kazakistan, si chiama Kubok Gagarina, Coppa Gagarin.  Continua a leggere

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Lontano dagli occhi, lontano dal campionato

Damiano Benzoni

È la squadra più isolata del mondo. Il Luč-Energija Vladivostok gioca allo Stadio Dinamo, a poche decine di metri dal mar del Giappone, a meno di 100 km dalla Cina e meno di 200 dalla Corea del Nord. E a più di 6400 km da Mosca, in linea d’aria: dalla capitale russa, per arrivare all’altro capo della Transiberiana, si impiega una settimana; in aereo il viaggio dura almeno sette ore. Considerando che la stragrande maggioranza delle squadre del campionato russo è situata nella parte occidentale della Federazione, e che le prime tre divisioni del campionato – il Luč-Energija è nella seconda divisione, dopo esser stata retrocessa nel 2008 dalla Prem’er-Liga – non subiscono alcuna divisione geografica o regionale, Vladivostok rappresenta una delle trasferte più dure del campionato, come racconta Mark Gilbey nella sua rubrica Never Mind the Bolsheviks su FourFourTwo. Continua a leggere

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La Georgia affonda la Russia [Highlights]

Damiano Benzoni

Abbiamo parlato nell’ultimo weekend della delicata partita tra Georgia e Russia. I georgiani hanno chiuso agevolmente la pratica contro una Russia che, oltre a trovarsi all’inizio di un nuovo ciclo, ha disputato una brutta partita, costellata da diversi errori. Mamuka Gorgodze, numero otto dei Lelos e autore di una delle sei mete, è stato nominato man of the match. Due mete per l’ala Irakli Machkhaneli, mentre le altre mete sono state segnate da Chkhaidze, Datunashvili e Nemsadze. Ora la Georgia è a un passo dall’assicurarsi la European Nations Cup 2012: l’unico ostacolo per la certezza matematica è una vittoria con bonus contro il fanalino di coda Ucraina. Sembra difficile il sorpasso di una comunque sorprendente Spagna, mentre la Romania è virtualmente fuori dai giochi e potrebbe rientrare in lizza solo nel caso di una clamorosa sconfitta dei georgiani da parte dell’Ucraina.

Nel video gli highlights della partita:

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