Archivi tag: rugby

Ovali, colpi di stato, attentati e apartheid

Damiano Benzoni

Il 22 maggio 1987, esattamente venticinque anni fa, Grant Fox calciava l’inizio di Nuova Zelanda – Italia, la prima partita nella storia della Coppa del Mondo di rugby. Gli All Blacks padroni di casa si imposero per 70-6 anche grazie a uno storico coast-to-coast di John Kirwan. Parteciparono sedici squadre: Italia, Romania, Figi, Tonga, Giappone, Stati Uniti, Canada, Argentina e Zimbabwe, oltre a sette degli otto membri che allora componevano l’IRFB (International Rugby Football Board). Erano infatti presenti Francia, Nuova Zelanda, Australia, Inghilterra, Galles, Irlanda e Scozia; fu escluso il Sudafrica, che subiva un embargo sportivo per via del regime suprematista afrikaner dell’apartheid. La Nuova Zelanda avrebbe poi messo le mani sul primo titolo iridato battendo la Francia in finale e dimostrando di essere, almeno in quel periodo, la squadra più forte del mondo. Eppure gli All Blacks si erano avvicinati alla Coppa del Mondo in uno dei periodi più bui della propria storia e la stessa competizione, destinata a diventare uno dei maggiori spettacoli sportivi mondiali e una macchina per soldi e sponsor invidiabile, dovette affrontare non poche difficoltà nei mesi precedenti al calcio d’inizio di Grant Fox. Continua a leggere

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Il cosmonauta Jurij Gagarin

 Damiano Benzoni

Il 12 aprile di 51 anni fa il cosmonauta sovietico Jurij Gagarin entrava nella storia come il primo uomo nello spazio. Un viaggio che è entrato nell’immaginario collettivo in un’era in cui le due superpotenze – URSS e Stati Uniti – si sfidavano nella conquista del cosmo oltre che sullo scacchiere geopolitico mondiale. Per l’importanza della sua impresa Gagarin venne insignito dell’Ordine di Lenin e fu proclamato Eroe dell’Unione Sovietica, restando tuttora uno dei nomi più rappresentativi dell’esperimento sovietico, simbolo della parte più idealista e utopica dell’URSS e non degli aspetti totalitari e oppressivi del regime. Riconoscimenti che si sono anche riverberati nello sport: il trofeo della Kontinental Hockey League, il campionato di hockey che unisce le squadre di club di Russia, Bielorussia, Lettonia e Kazakistan, si chiama Kubok Gagarina, Coppa Gagarin.  Continua a leggere

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Georgia – Russia, diplomazia ovale

foto: Mary Anderson

Damiano Benzoni

“Penso che siamo speciali – afferma con orgoglio Guia Nijaradze, presidente della Sakartvelos Ragbis Kavshara, la federazione rugby georgiana – siamo stati l’unico sport a sopravvivere in Georgia dopo l’indipendenza. C’era la guerra, eravamo poveri e uscire di casa era pericoloso, ma noi continuavamo a giocare a rugby”. Sono passati ormai ventuno anni da quando la RSS Georgiana ha dichiarato la propria indipendenza dall’Unione Sovietica, vedendola riconosciuta il 26 dicembre 1991. Nijaradze ha ancora ben impresso nella testa l’inferno quotidiano determinato dalle difficoltà politiche ed economiche, dalla guerra civile ed etnica che portò all’autonomia delle regioni di Abcasia e Ossezia del Sud e dall’elevatissimo tasso di criminalità; tutti sintomi di un’indipendenza tormentata, come anche il colpo di stato contro il primo presidente della repubblica Zviad Gamsakhurdia. Allora la nazionale di rugby possedeva solo due palloni per allenarsi e i sacchi per i placcaggi erano cuciti in tela di jeans dalla moglie di un allenatore. Oggi la Georgia è considerata una potenza del rugby minore ed è stata la prima nazionale ex sovietica a qualificarsi a una Coppa del Mondo.

Il resto dell’articolo è disponibile su EaST Journal, una testata on-line sull’est Europa con cui collaboro. L’articolo si trova a questo indirizzo.

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