Con tag frontiera

Tutti gli uomini del figlio del presidente

Foto: Футбол Тоҷикистон http://footballtj.wordpress.com

Damiano Benzoni

Rustam Èmomalī ha giocato in attacco per i due volte campioni del Tagikistan dell’Istiķlol Dušanbe, squadra di cui è anche stato capitano, presidente, proprietario e fondatore. Nel novembre 2010 è stato nominato vicepresidente della federcalcio tagika e dal gennaio 2012 ne è presidente. Da febbraio fa parte del comitato di sviluppo della FIFA e rappresenta il Tagikistan al Consiglio Olimpico d’Asia. Nel 2011 ha lasciato il proprio partito politico per assumere un incarico militare a capo del dipartimento dell’agenzia statale delle dogane per la lotta al contrabbando e alle violazioni doganali: un incarico di grande responsabilità visto che attraverso il Tagikistan passa una delle direttrici del traffico di eroina e oppiacei in partenza dal confinante Afghanistan. In passato ha fatto parte del consiglio comunale della capitale Dušanbe, è stato un consulente per il comitato per gli investimenti e le proprietà statali, membro del comitato esecutivo del partito che guida il paese e vicesegretario dell’Unione della Gioventù – l’organizzazione che ha preso il posto del Komsomol sovietico dopo l’indipendenza della repubblica centrasiatica dall’URSS. Rustam Èmomalī, soprattutto, è il figlio di Èmomalī Rahmon, l’autoritario presidente del Tagikistan, e secondo alcuni osservatori ne è l’erede designato. Continua a leggere

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Ovali, colpi di stato, attentati e apartheid

Damiano Benzoni

Il 22 maggio 1987, esattamente venticinque anni fa, Grant Fox calciava l’inizio di Nuova Zelanda – Italia, la prima partita nella storia della Coppa del Mondo di rugby. Gli All Blacks padroni di casa si imposero per 70-6 anche grazie a uno storico coast-to-coast di John Kirwan. Parteciparono sedici squadre: Italia, Romania, Figi, Tonga, Giappone, Stati Uniti, Canada, Argentina e Zimbabwe, oltre a sette degli otto membri che allora componevano l’IRFB (International Rugby Football Board). Erano infatti presenti Francia, Nuova Zelanda, Australia, Inghilterra, Galles, Irlanda e Scozia; fu escluso il Sudafrica, che subiva un embargo sportivo per via del regime suprematista afrikaner dell’apartheid. La Nuova Zelanda avrebbe poi messo le mani sul primo titolo iridato battendo la Francia in finale e dimostrando di essere, almeno in quel periodo, la squadra più forte del mondo. Eppure gli All Blacks si erano avvicinati alla Coppa del Mondo in uno dei periodi più bui della propria storia e la stessa competizione, destinata a diventare uno dei maggiori spettacoli sportivi mondiali e una macchina per soldi e sponsor invidiabile, dovette affrontare non poche difficoltà nei mesi precedenti al calcio d’inizio di Grant Fox. Continua a leggere

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