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		<title>Paradiso perduto: il calcio a Città del Vaticano</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 09:58:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Damiano Benzoni Le foto vanno attribuite a Damiano Benzoni &#8211; dinamobabel.wordpress.com &#8211; altro materiale è disponibile a questo link. L’arbitro dice al portiere Javier Ángulo Coyotzi: “Se questo entra, siete pari”. Dagli spalti una fisarmonica, sinistra, suona l’inizio della Toccata e Fuga in Re minore di Bach, mentre José Ignacio Tola Claux del PSG si [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dinamobabel.wordpress.com&#038;blog=33805392&#038;post=593&#038;subd=dinamobabel&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" alt="" src="http://dinamobabeleng.files.wordpress.com/2013/04/dscf4654-copy-1-copy3.jpg?w=580&#038;h=356&#038;h=356" width="580" height="356" /></p>
<p style="text-align:right;"><em>Damiano Benzoni</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Le foto vanno attribuite a <strong>Damiano Benzoni &#8211; dinamobabel.wordpress.com</strong> &#8211; altro materiale è disponibile a <a href="http://www.flickr.com/photos/21283226@N04/sets/72157632987445165/">questo link</a>.</em></p>
<p style="text-align:justify;">L’arbitro dice al portiere Javier Ángulo Coyotzi: “Se questo entra, siete pari”. Dagli spalti una fisarmonica, sinistra, suona l’inizio della <em>Toccata e Fuga in Re minore</em> di Bach, mentre José Ignacio Tola Claux del PSG si avvicina al dischetto del rigore. Il tempo regolamentare è finito sul 2-2 e i messicani sono andati a segno con una doppietta del loro ultimo arrivo João Kalevski, un brasiliano di origini ucraine. Due errori iniziali avevano quasi tolto ogni speranza ai francesi, ma dopo una spettacolare parata del loro portiere sul terzo rigore messicano, Tola Claux ha la possibilità di riaprire la partita per i suoi. <span id="more-593"></span>Calcia verso la destra del portiere, Coyotzi si tuffa e devia il pallone verso il palo. La palla scorre lungo tutta la linea di porta, colpisce l’altro palo e finalmente si ferma, senza aver attraversato la linea. La gioia dei messicani esplode, Coyotzi viene portato in trionfo di fronte agli spalti, dove ora la fisarmonica suona <em>Cielito Lindo</em>. Anche i giocatori del PSG salutano i propri tifosi, poi entrambe le squadre si uniscono in cerchio in mezzo al campo. Sotto l’ombra della Cupola di San Pietro, pregano insieme: “Padre Nostro, che sei nei cieli…”. Il capitano messicano ringrazia Dio da parte di tutti e omaggia l’altra squadra: “Sono stati nostri avversari oggi in campo, ma nella battaglia quotidiana per la nostra fede, sono nostri fratelli”.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" alt="" src="http://dinamobabeleng.files.wordpress.com/2013/04/dscf3982x.jpg?w=300&#038;h=224&#038;h=225" width="300" height="225" />Tola Claux non è l’ultimo ingaggio milionario del Paris Saint-Germain: PSG sta per Pontificio Seminario Gallico, un seminario pontificio francese la cui squadra ha appena perso ai rigori contro la squadra della Mater Ecclesiae. PSG e Mater Ecclesiae sono due dei seminari che, ogni anno, prendono parte alla Clericus Cup a Roma. Il torneo, che è arrivato alla settima edizione, è giocato da preti e seminaristi di sedici università pontificie, seminari e congregazioni di Roma e dintorni. Le partite durano un’ora, ogni squadra ha a disposizione un time-out per ciascun tempo e l’arbitro potrebbe estrarre un cartellino azzurro per sanzionare un’espulsione temporanea. Dopo ogni partita, entrambe le squadre si raccolgono per un momento di preghiera e, anche nei gironi eliminatori, non è contemplato il pareggio. Ecco perché la Mater Ecclesiae è andata ai rigori contro il PSG nella seconda giornata del girone B. Il loro attaccante, João Kalevski, ha segnato sei gol in tre partite e sembra destinato a diventare capocannoniere del torneo per la seconda volta, dopo le dodici reti segnate nel 2010. Kalevski ha anche un record particolare nella Clericus Cup: ha disputato sei edizioni, giocando ogni volta per una squadra diversa.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignright" alt="" src="http://dinamobabeleng.files.wordpress.com/2013/04/dscf4912x.jpg?w=300&#038;h=224&#038;h=225" width="300" height="225" />La Clericus Cup è organizzata dal CSI (Centro Sportivo Italiano), un’associazione cattolica con più di tredicimila società sportive affiliate, la cui missione è di “promuovere lo sport come momento di educazione, crescita, impegno e aggregazione sociale”. Il consulente ecclesiastico del CSI è padre Alessio Albertini, fratello dell’ex centrocampista del Milan Demetrio Albertini. Alla domanda sul suo tifo per l’ex squadra di suo fratello, padre Albertini risponde: “Bisogna conoscere anche il Diavolo”. Il trofeo della competizione è una palla con un saturno – il cappello dei clerici – e il motto di questa edizione è “Succede solo a chi ci crede”. Le gare si disputano, appropriatamente, in un Oratorio.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" alt="" src="http://dinamobabeleng.files.wordpress.com/2013/04/dscf6013x.jpg?w=224&#038;h=300&#038;h=299" width="224" height="299" />L’Oratorio San Pietro sorge a poche centinaia di metri dalle mura di Città del Vaticano e vanta due campi in sintetico. Dagli spalti del campo principale, il campo Cardinale Spellman, c’è una vista magnifica sulla Cupola di San Pietro. Durante i giorni della sede vacante, dopo la rinuncia di Papa Benedetto XVI, è stato San Pietro, piuttosto che sul campo Cardinale Spellman, il luogo in cui la Santa Sede e la Chiesa hanno disputato la loro partita più importante. Cardinali da tutto il mondo si sono riuniti a Roma per il Conclave, per decidere il nuovo successore di San Pietro. Alcuni cardinali erano attesi al campo per la partita tra i campioni uscenti North American Martyrs e il Collegio San Paolo. La pioggia torrenziale sotto cui si è disputato l’incontro li ha scoraggiati. Uno dei papabili, il Cardinal Gianfranco Ravasi, ha dato il suo patrocinio alla competizione in qualità di direttore del Consiglio Pontificio alla Cultura. Nella sua lettera di patrocinio, scrive: “Urge ricuperare la dimensione profondamente educativa dello sport come strumento di conoscenza di sé, di apertura all&#8217;altro, di superamento dei limiti e delle barriere e, ultimamente, come luogo della scoperta di Dio”. L’importanza della dimensione sportiva fu riconosciuta anche dal Cardinale Joseph Ratzinger, molti anni prima di diventare Papa Benedetto XVI, come ricorda il cappellano della delegazione olimpica italiana Monsignor Mario Lusek. Ratzinger, alla vigilia della Coppa del Mondo del 1978 in Argentina, notò che tale era il coinvolgimento e la passione della gente di tutto il mondo per gli eventi sportivi che “deve certamente avere a che fare con qualcosa di umanamente primordiale”. La passione per il gioco è una fuga verso la libertà dalle catene vessanti della vita di ogni giorno. Ancora di più, è il desiderio di un paradiso perduto.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignright" alt="" src="http://dinamobabeleng.files.wordpress.com/2013/04/dscf5594x.jpg?w=225&#038;h=300&#038;h=300" width="225" height="300" />Padre Andrés Bonello non è solo il capitano argentino e il combattivo regista del Verbo Incarnato, la squadra del seminario del Verbo Incarnato di Montefiascone. È anche il rettore dell’istituto. Ha creato l’occasione per la prima rete nella vittoria della sua squadra per 2-1 sui Guanelliani, una squadra che tra i tifosi contava un anziano prete infaticabile con l’ombrello. La rete è stata segnata dal suo connazionale Tito Paredes, che ha dedicato la marcatura alla Madonna del Carmine, la cui immagine tiene nel parastinchi destro. Padre Bonello è entusiasta dello sport: “Lo sport è veramente vissuto nella nostra congregazione religiosa. Il nostro fondatore voleva che i suoi preti facessero sport per aiutare l’anima a vincere sopra la carne, sopra la stanchezza. Perché lo spirito prevalesse”. Secondo padre Bonello, durante la sede vacante la Clericus Cup è una distrazione molto gradita per i preti, che vivono un momento particolare. Le loro menti sono concentrate sul Conclave, e li attende una settimana di intensa preghiera. Per questo motivo, il torneo ha osservato un turno di pausa durante il primo week-end di sede vacante. Essendo prevalentemente connazionali del neo-eletto Papa Francesco, tutti gli occhi erano puntati sui giocatori del Verbo Incarnato durante la partita successiva, lo scontro decisivo del girone contro il Redemptoris Mater. Prima di entrare in campo, la squadra dispiega uno striscione con la scritta “<em>Viva el Papa!</em>”. Dopo la sconfitta, padre Bonello guida la preghiera, dedicandola a Papa Francesco. Le due squadre intonano un Salve Regina colmo di dolcezza sullo sfondo della Cupola illuminata che splende in una sera di prima primavera.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" alt="" src="http://dinamobabeleng.files.wordpress.com/2013/04/dscf4906x.jpg?w=224&#038;h=300&#038;h=299" width="224" height="299" />La Clericus Cup è anche un momento di comunità che permette ai partecipanti di entrare in contatto con preti e seminaristi di altre congregazioni e università, come sottolinea il capitano del Pontificio Collegio Brasiliano Aldemir Benaver, mediano e studioso di esegesi biblica. Ha segnato lui l’unica rete nella sconfitta 4-1 della sua squadra contro i tre volte campioni del Redemptoris Mater, la squadra che ha vinto più titoli nella storia della Clericus Cup. Con abbastanza ironia, essendo una squadra di persone che hanno consacrato la propria vita a Dio, il coro dei loro tifosi celebra il colore della loro maglia con le parole “Gialloblù, la mia unica fede, gialloblù, tu sei tutto per me”. Il tifo, nonostante gli spalti siano spogli, è comunque molto colorato e acceso. I sudamericani sono prevedibilmente tra i più rumorosi, mentre i tifosi del PSG e dei North American Martyrs sono i meglio organizzati: sugli spalti regnano preti mascherati, cori, bandiere e pupazzi-mascotte. Il Pontificio Collegio Urbano rivendica orgogliosamente il fatto di avere la sede entro i confini dello Stato di Città del Vaticano. La squadra veste i colori del microstato e i tifosi, che cantano incessantemente “Viva, viva Urbano!” per tutto l’incontro, sventolano con fierezza una bandiera vaticana.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignright" alt="" src="http://dinamobabeleng.files.wordpress.com/2013/04/dscf6585x.jpg?w=225&#038;h=300&#038;h=300" width="225" height="300" />Il campo Cardinale Spellman era anche la sede di un altro importante evento calcistico vaticano: il campionato nazionale, giocato dai dipendenti dello Stato Vaticano. Uno degli organizzatori, Giancarlo Taraglio, un ex dipendente dei Musei Vaticani, spiega: “Giocavamo a undici sullo stesso campo della Clericus Cup, ma quest’anno saremmo riusciti solo a mettere in campo quattro o cinque squadre, così abbiamo deciso di giocare a otto e siamo riusciti a organizzare un campionato di nove squadre. Taraglio è orgoglioso del fatto che l’istituzione per cui lavorava sia stata la prima a introdurre il calcio a Città del Vaticano. La data, ironia della sorte, è il 6/6/1966. Se la Clericus Cup va in scena in un Oratorio, il campionato vaticano si fonda nell’altra grande istituzione del calcio sociale italiano: le squadre del dopolavoro. Cominciò tutto con una serie di partite tra custodi e restauratori dei Musei, poi una seconda squadra – la Gendarmeria – si unì e, nel 1968, quattro squadre giocavano tra di loro. Nel 1972 venne fondata l’Attività Calcistica Dipendenti Vaticani (la federcalcio vaticana) e si disputò il primo campionato con dodici squadre. Il padre fondatore del campionato Vaticano – che giocò un ruolo anche nella creazione della Clericus Cup – fu il dottor Sergio Valci, un funzionario del Fondo di Assistenza Sanitaria della Santa Sede che diresse l’ACDV fino alla sua morte lo scorso anno. L’ACDV conta circa 250 affiliati tra giocatori e dirigenti. Dal 1985 si disputa anche una coppa nazionale e, dal 2007, i vincitori dei due tornei si scontrano nella Supercoppa Vaticana. L’ACDV organizza anche la nazionale della più piccola nazione sulla terra – forse l’unica a non avere un campo da calcio sul proprio territorio. Le partite, tuttavia, sono scarse, e l’ACDV ha rifiutato di unirsi all’NF-Board, la FIFA delle nazioni non riconosciute, per evitare di dover giocare contro avversari politicamente compromettenti.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" alt="" src="http://dinamobabeleng.files.wordpress.com/2013/04/dscf6529x.jpg?w=225&#038;h=300&#038;h=300" width="225" height="300" />Gli ultimi tre titoli vaticani sono stati vinti dalla Dirseco – la Direzione dei Servizi Economici della Santa Sede. La squadra ha recentemente preso il nome di Borgorosso FC, ispirandosi alla squadra di un famoso film di Alberto Sordi del 1970 in cui un dipendente vaticano eredita una squadra di calcio dal padre. Pantheon è la squadra della compagnia telefonica vaticana, Dirtel la squadra delle poste, Tipografia Vaticana la squadra dei tipografi de <em>L’Osservatore Romano</em>, il giornale della Santa Sede. Tutti i giocatori sono laici, anche se in passato una manciata di preti hanno preso parte alla lega, tra cui Monsignor Fortunato Frezza, che ricoprì anche l’incarico di cappellano per l’AS Roma. La maggior parte dei giocatori sono italiani, ma ci sono anche un paio di albanesi, un portoghese delle Azzorre e le Guardie Svizzere del Guardia FC. Questi ultimi, nonostante siano sempre la squadra più giovane e in forma, non sono mai riusciti a vincere un titolo, come spiega Taraglio: “La loro ferma di solito dura un anno, un anno e mezzo. Non hanno mai il tempo di costruire una squadra coesa”. Oltre alle preghiere dei giocatori della Clericus Cup, anche l’organizzazione del campionato vaticano è influenzata dal Conclave, come spiega Taraglio la sera prima dell’inizio delle procedure di voto: “È molto raro che il primo scrutinio finisca in una fumata bianca, ma se dovesse accadere saremo costretti a rinviare le partite di domani sera: i giocatori della Guardia Svizzera dovranno prendere servizio e quelli della Tipografia dovranno stampare l’edizione straordinaria del giornale”. Anche se la prima fumata è stata nera, la sera successiva le Guardie Svizzere sono state precettare in caserma e il Guardia FC è stato costretto a concedere una sconfitta a tavolino alla Fortitudo 2007.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignright" alt="" src="http://dinamobabeleng.files.wordpress.com/2013/04/dscf5332x.jpg?w=225&#038;h=300&#038;h=300" width="225" height="300" />L’intero mondo cattolico, i dipendenti vaticani dell’ACDV e i seminaristi e preti della Clericus Cup hanno tenuto gli occhi incollati al comignolo della Cappella Sistina, in attesa che una fumata bianca si levasse in cielo e che un nuovo Papa definisse il destino futuro della Chiesa, in un momento così critico per il mondo cristiano. Dopo l’elezione di Jorge Mario Bergoglio con il nome di Papa Francesco, una delle prime cose che abbiamo imparato del pontefice argentino è stata la sua passione per il calcio e per il Club Atlético San Lorenzo de Almagro, una squadra di Buenos Aires intitolata a un santo e che deve molto, nella sua genesi, a un prete salesiano, padre Lorenzo Massa. Il prete aprì le porte del suo Oratorio a un gruppo di ragazzi che giocava nelle strade del barrio di Almagro, senza poter prevedere che sarebbe stato tra i fondatori di una squadra che avrebbe vinto quattordici campionati argentini. Padre Massa sarebbe stato interpretato dall’attore Ángel Magaña nel film del 1954 <em>El cura Lorenzo</em>. Può, dopotutto, il Verbo diffondersi attraverso il calcio? “Credo che oggi, per la Chiesa, il mondo del calcio possa essere un campo di pastorale. Possiamo trovare molti ragazzi e ragazze, non per leggere loro il Vangelo, ma per comunicare loro i nostri valori Cristiani”, dice padre Maturan Sadio, l’allenatore-giocatore senegalese del PSG. Padre Sadio ebbe una breve carriera da professionista in Senegal, giocando nella Premier League per Espoir, Casa Sport e Linguère – la squadra dove Diouf iniziò la sua carriera. A ventisei anni si ritirò per dedicarsi interamente ai suoi studi teologici e, quando arrivò a Roma e fece il suo debutto nella Clericus Cup, vide la prova che la sua visione del calcio era possibile. Così ebbe inizio il suo sogno di aprire una scuola calcio a Ziguinchor, la capitale della regione separatista di Casamance, nel Senegal meridionale. Anche prima di lasciare il suo paese, padre Sadio aveva riunito alcuni ragazzi di strada e aveva cercato di partecipare alla loro educazione attraverso il calcio. Il suo obbiettivo è proteggere il futuro dei ragazzi di Ziguinchor dalla violenza della guerra civile: “Voglio offrire loro uno spazio per fare esperienza di vita in comunità e nella differenza, e di coltivare la pace, come diceva San Francesco di Assisi”. Dopotutto, il sogno di padre Sadio non è così lontano dall’idea espressa da Papa Benedetto: il calcio, ricerca di un paradiso perduto.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter" alt="" src="http://dinamobabeleng.files.wordpress.com/2013/04/dscf4529x.jpg?w=580&#038;h=435&#038;h=435" width="580" height="435" /></p>
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		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 22:24:46 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"><img class="alignleft size-medium wp-image-583" title="Egypt" alt="" src="http://dinamobabel.files.wordpress.com/2012/11/egypt.jpg?w=300&#038;h=184" height="184" width="300" /><em>Damiano Benzoni</em></p>
<p style="text-align:justify;">A due minuti dal fischio finale, Ahmed Fathi trova il passaggio giusto per el-Sayed Hamdi, che lascia partire un tiro basso, imparabile per il portiere Chrifia. L’al-Ahly pareggia i conti con l’Espérance, passato in vantaggio all’inizio del secondo tempo con un gol su calcio d’angolo di Walid Hichri. La gara è l’andata della finale della Champions League africana, terminata 1-1 allo stadio Borg el-Arab di Alessandria d’Egitto l’altro ieri sera. L’al-Ahly del Cairo può tirare un sospiro di sollievo alla sconfitta evitata all’ultimo, l’Espérance invece, nonostante il disappunto per la vittoria mancata, ha il conforto del leggero vantaggio dovuto alla rete segnata fuori casa. Il ritorno si disputerà allo Stade Olympique de Radès, in Tunisia, tra due settimane. L’al-Ahly e l’Espérance Sportive de Tunis sono le squadre più titolate dei rispettivi paesi: trentasei campionati egiziani e trentacinque coppe nazionali per i primi, ventiquattro campionati tunisini e quattordici coppe per i secondi. L’al-Ahly è anche la squadra più titolata in campo continentale, avendo vinto sei volte la Champions League africana tra il 1982 e il 2008. L’Espérance, campione uscente, aveva vinto il trofeo solo un’altra volta, nel 1994.<span id="more-582"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Al-Ahly ed Espérance, soprattutto, sono stati protagonisti delle vicende politiche recenti dei rispettivi paesi e di tutto il nord Africa, da quando a fine 2010 un’ondata di proteste ha incendiato la Tunisia. La rivolta avrebbe poi portato alle dimissioni e alla fuga in Arabia Saudita del presidente Zine el-Abidine Ben Ali e avrebbe contagiato tutta l’area, dando il calcio d’inizio alla cosiddetta Primavera Araba. Il primo paese a subire il contagio fu proprio l’Egitto, dove le tifoserie delle due squadre principali del Cairo, al-Ahly e Zamalek, riuscirono a mettere da parte le proprie rivalità e furono un polo organizzativo vitale per la rivoluzione di piazza Tahrir, che portò alla caduta di Hosni Mubarak. Le due rivoluzioni portarono all’arresto dei campionati dei due paesi, ripresi in tarda primavera e terminati con i trionfi di al-Ahly (al settimo titolo consecutivo) ed Espérance. In Tunisia la stagione terminò di fronte agli spalti vuoti, per la decisione di disputare le rimanenti partite a porte chiuse; in Egitto si decise invece di bloccare le retrocessioni e di aumentare il numero di squadre del campionato successivo da sedici a diciannove.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-585" title="esperancetunisstade" alt="" src="http://dinamobabel.files.wordpress.com/2012/11/esperancetunisstade.jpg?w=300&#038;h=188" height="188" width="300" />Nel settembre 2011 le due squadre si incontrarono per la prima volta dallo scoppio della Primavera Araba, in occasione di una partita di Champions League. La partita al Cairo era stata preceduta da una serie di avvenimenti violenti che avevano coinvolto gli Ultras Ahlawy, la tifoseria militante e iperpoliticizzata dei padroni di casa: scontri allo stadio con le forze di sicurezza &#8211; con tanto di tre vittime – e la partecipazione al saccheggio dell&#8217;ambasciata israeliana. Anche l&#8217;Espérance e un&#8217;altra squadra di Tunisi, il Club Africain, erano state coinvolte in alcuni incidenti nelle settimane precedenti. Nonostante l&#8217;impegno degli Ultras Ahlawy per tenere gli animi sotto controllo durante l&#8217;incontro con l&#8217;Espérance, nell&#8217;occasione si rinnovarono gli scontri con le forze di sicurezza &#8211; istituzione contestata per i suoi legami con il regime e per il ruolo giocato nel riassetto dell&#8217;era post-Mubarak, dominata dal regime militare. Il risultato sul campo fu un pareggio 1-1, che eliminava di fatto l&#8217;al-Ahly dal torneo: gli ultrà cercarono di sfogare la propria delusione assalendo i giocatori di entrambe le squadre e cercando di irrompere nello spogliatoio dell&#8217;al-Ahly.</p>
<p style="text-align:justify;">Se i disordini allo stadio non sono mai mancati nel calcio nordafricano – l’Étoile du Sahel, rivale tunisina dell’Espérance, è stata squalificata dalla Champions League africana dopo un’invasione di campo e il lancio di oggetti e fuochi d’artificio durante una partita contro i propri connazionali – in Egitto il conflitto tra ultrà e forze dell’ordine si è radicalizzato dopo l’incidente di Port Sa’īd. Il primo febbraio una violenta carica di tifosi armati della squadra di casa, l’al-Masry, provocò la morte di 79 persone alla fine di un incontro con l’al-Ahly. Le immagini delle forze dell’ordine, rimaste in disparte senza intervenire, hanno sollevato il dubbio che Port Sa’īd fosse un tentativo, sfuggito di mano, di dare una lezione ai militanti della curva per il loro antagonismo politico. La polizia avrebbe anche permesso ai tifosi dell’al-Masry di introdurre armi nello stadio. Dopo Port Sa’īd il resto del campionato egiziano è stato cancellato, ed è stato permesso solo ad al-Ahly e Zamalek di disputare, rigorosamente a porte chiuse, i rispettivi incontri di Champions League.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-584" title="961p" alt="" src="http://dinamobabel.files.wordpress.com/2012/11/961p.jpg?w=300&#038;h=230" height="230" width="300" />La partita con l&#8217;Espérance è stata la prima in Egitto a venir disputata di fronte a un pubblico dopo Port Sa’īd. Gli ultrà egiziani stanno cercando di evitare la ripresa dei campionati fino a quando non verrà fatta giustizia per le vittime e sostengono che i progressi nel processo contro 74 persone (e nove ufficiali delle forze di sicurezza) siano troppo lenti. Le curve chiedono che le forze di sicurezza smettano di occuparsi della sicurezza negli stadi e che vengano completamente riformate. Tra le recenti proteste, i tifosi hanno attaccato gli uffici della EFA (la federcalcio egiziana), il campo di allenamento dell&#8217;al-Ahly e gli uffici di alcuni media. Le curve hanno inoltre spesso criticato i calciatori, accusati di non aver preso le parti dei loro sostenitori durante le proteste. Un&#8217;eccezione è proprio il beniamino dell&#8217;al-Ahly, Mohamed Aboutreika, capocannoniere della CAF Champions League tornato a giocare proprio l&#8217;altro ieri dopo una sospensione di due mesi da parte del club: il giocatore si era infatti rifiutato di giocare la finale della supercoppa egiziana, rendendo noto il suo supporto per le richieste degli Ultras Ahlawy su Port Sa’īd.</p>
<br />Archiviato in:<a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/sport-2/calcio/'>Calcio</a>, <a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/aree/nord-africa/'>Nord Africa</a>, <a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/temi/tifo-e-protesta/'>Tifo e protesta</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dinamobabel.wordpress.com/582/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dinamobabel.wordpress.com/582/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dinamobabel.wordpress.com&#038;blog=33805392&#038;post=582&#038;subd=dinamobabel&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Step&#8217;anakert val bene una partita</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Oct 2012 22:04:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damjanbnz</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_570" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-570" title="3943441531_2dfa2d956a_o" alt="" src="http://dinamobabel.files.wordpress.com/2012/10/3943441531_2dfa2d956a_o.jpg?w=300&#038;h=225" height="225" width="300" /><p class="wp-caption-text">Lo stadio di Step&#8217;anakert &#8211; Foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/blackwych/" rel="nofollow">http://www.flickr.com/photos/blackwych/</a></p></div>
<p style="text-align:right;"><em>Damiano Benzoni</em></p>
<p style="text-align:justify;">Le due squadre entrano in campo, accompagnate dalle loro bandiere. Sulla destra il tricolore rosso, blu e arancione zigzagato in bianco dei padroni di casa, sulla sinistra le sette bande alternate verdi e bianche con un cantone rosso raffigurante una mano bianca e un arco di sette stelle, vessillo degli ospiti. Poi, le squadre si allineano per gli inni nazionali: i verdi dell’Abcasia intonano <em>Aiaaira</em>, “Vittoria”, i rossi del Nagorno-Karabakh, padroni di casa, cantano <em>Azat ow ankax Arc’ax</em>, “Arc’ax (o Artsakh) libero e indipendente”, riferendosi all’antico nome della loro nazione quando era provincia del Regno d’Armenia, dal 189 a.C. fino quasi al 400 d.C.. Sugli spalti sventola uno striscione: <em>UEFA, we also want to play football</em>. Le due squadre sono le nazionali di due paesi non riconosciuti dal diritto internazionale, ma <em>de facto</em> indipendenti. Due paesi che da vent’anni lottano per il riconoscimento internazionale della propria sovranità. Abcasia e Nagorno-Karabakh si riconoscono a vicenda tra di loro e con altre due repubbliche post-sovietiche autoproclamate, l&#8217;Ossezia del Sud e la Transnistria. Mentre l&#8217;Abcasia gode anche del riconoscimento di Russia, Nicaragua, Venezuela, Nauru, Tuvalu e Vanuatu, il Nagorno-Karabakh non è riconosciuto da nessun membro ONU.<span id="more-568"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Il conflitto del Nagorno-Karabakh affonda le sue radici nella guerra armeno-azera del 1918-1920 e nella successiva divisione operata dall’Unione Sovietica: la regione, a maggioranza armena, fu assegnata alla Repubblica Socialista Sovietica Azera. A fine anni ’80, mentre l’URSS si dirigeva verso l’inevitabile collasso, il nazionalismo karabakho si risvegliò, portando a una serie di violenze e atti di pulizia etnica reciproci tra azeri e karabakhi. <a title="Լեռնային Ղարաբաղի ֆուտբոլի հավաքականը դուրս է գալիս միջազգային ասպարեզ" href="http://www.azatutyun.am/content/article/24711326.html" target="_blank">Lowsine Mowsayelyan del servizio armeno di <em>Radio Free Europe/Radio Liberty</em></a> ricorda anche scontri a sfondo calcistico risalenti al 1987, quando una vittoria dello Step’anakert (la capitale karabakha) su una squadra di Kirovabad, l’attuale Gəncə, fu la miccia di scontri che portarono alla decisione, da parte del governo sovietico, di costringere lo Step&#8217;anakert a giocare i suoi incontri casalinghi in suolo azero. Dal 1988 al 1994 Nagorno-Karabakh e Azerbaigian furono in guerra: i primi, supportati dall’Armenia, uscirono vincitori dal conflitto, difendendo la propria indipendenza <em>de facto</em> e sottraendo una larga porzione di territorio al controllo dell’Azerbaigian. Ad oggi, il cessate il fuoco è stato più volte violato e i due eserciti sono arrivati spesso anche allo scontro aperto. La tensione tra, da una parte, Armenia e Nagorno-Karabakh e, dall&#8217;altra, l&#8217;Azerbaigian continua a essere altissima, come prova il recente <a title="ARMENIA: Sospesi i rapporti diplomatici con l’Ungheria in seguito all’estradizione di Safarov" href="http://www.eastjournal.net/armenia-bloccati-i-rapporti-con-lungheria-la-rabbia-di-sargsyan-per-lestradizione-di-ramil-safarv/20666" target="_blank">caso Səfərov</a>. <a title="AZERBAIJAN: Non parlarmi non ti sento, Baku arma l’odio verso l’Armenia" href="http://www.eastjournal.net/azerbajgian-non-parlarmi-non-ti-sento-baku-arma-lodio-verso-larmenia/22156" target="_blank">Secondo quanto racconta Emanuele Cassano su <em>East Journal</em></a>, un nuovo conflitto armato potrebbe rivelarsi un&#8217;ipotesi concreta.</p>
<div id="attachment_571" class="wp-caption alignright" style="width: 234px"><img class="size-medium wp-image-571" title="DSCF8524" alt="" src="http://dinamobabel.files.wordpress.com/2012/10/dscf8524.jpg?w=224&#038;h=300" height="300" width="224" /><p class="wp-caption-text">L&#8217;ambasciata di Abcasia e Ossezia del Sud a Tiraspol (Transnistria) &#8211; Foto: Damiano Benzoni <a href="http://www.flickr.com/photos/64797134@N03/" rel="nofollow">http://www.flickr.com/photos/64797134@N03/</a></p></div>
<p style="text-align:justify;">Simile la vicenda dell&#8217;Abcasia, regione autonoma della Georgia che si ribellò alle spinte indipendentiste di Tbilisi da Mosca e dichiarò a sua volta indipendenza dalla repubblica caucasica nel 1992. Dopo un intervento da parte del governo georgiano per ristabilire l&#8217;ordine nella regione, gli abcasi ricevettero supporto dalla Confederazione dei Popoli di Montagna del Caucaso, un&#8217;organizzazione di movimenti indipendentisti del Caucaso settentrionale (tra cui Osseti e Ceceni) e di paramilitari e mercenari russi. La controffensiva respinse i georgiani e permise agli abcasi di riprendere la capitale Suchumi il 27 settembre 1993, in un assalto nel quale lo stesso presidente georgiano Shevardnadze, deciso a rimanere nella città fino alla fine, rischiò la vita. Le operazioni di pulizia etnica svolte dagli abcasi e dai loro alleati nelle due settimane successive alla presa della capitale passarono alla storia come il massacro di Suchumi. La tensione tra gli abcasi e i georgiani rimase alta e raggiunse una nuova escalation nel 2008, in seguito ad alcuni tentativi da parte della Georgia di ristabilire il proprio controllo sull&#8217;Abcasia e sull&#8217;altra repubblica autoproclamata presente sul suo territorio, l&#8217;Ossezia del Sud. L&#8217;intervento militare russo a supporto delle due repubbliche determinò una disastrosa sconfitta militare dei georgiani.</p>
<p style="text-align:justify;">In Abcasia fin dal 1994 si disputa un campionato di calcio: l’edizione del 2011, la diciottesima, comprendeva otto squadre, tra cui tre della capitale (Dinamo, Abazg e Nart) e il FK Gagra. Si sa pochissimo su questo campionato, di cui è sconosciuto perfino l’albo d’oro completo. <a title="Abkhazia - List of Champions" href="http://www.rsssf.com/tablesa/abchazchamp.html" target="_blank">Secondo Hans Schöggl del sito di ricerca e statistica calcistica <em>RSSSF</em></a>, il Nart Suchumi avrebbe vinto la lega in almeno tre occasioni (2003, 2007 e 2009), mentre il Gagra sarebbe stato campione nel 2006. La lega del 2012, secondo il sito della Dinamo Suchumi, sarebbe disputata da sette squadre: dopo diciassette giornate il Gagra è in testa a +6 dal Nart e +13 da Dinamo e Rica Gədout̢a (Gudauta in georgiano e russo). Tra i giocatori che hanno preso parte alla lega figura anche Anrik Tanija, un abcaso che ha giocato a più riprese nel Nart, con due parentesi all&#8217;estero: una manciata di partite al Žemčužina-Soči nel campionato russo del 2003 &#8211; prima che la squadra fosse sciolta per problemi finanziari &#8211; e dieci incontri allo Yenicami Ağdelen di Nicosia, squadra che prende parte al campionato di un altro paese parzialmente riconosciuto, la Repubblica Turca di Cipro Nord.</p>
<p style="text-align:justify;">A maggio, <a title="Avvoltoi sul Kosovo" href="http://dinamobabel.wordpress.com/2012/05/30/avvoltoi-sul-kosovo/" target="_blank">dopo che la FIFA aveva riconosciuto – e poi ritirato – il permesso di giocare amichevoli con membri FIFA al Kosovo</a>, il presidente della federcalcio abcasa Džemal Gubaz aveva annunciato l’intenzione di lanciare un appello analogo alla confederazione calcistica internazionale. Invano, visto che <a title="FIFA and UEFA do not recognize Abkhaz football" href="http://vestnikkavkaza.net/news/politics/27789.html" target="_blank">secondo <em>Vestnik Kavkaza</em></a> i segretari generali di FIFA e UEFA avrebbero assicurato alla Georgia che l’Abcasia non sarebbe stata riconosciuta dalle due organizzazioni. La nazionale abcasa ha già giocato in giugno un’amichevole con una squadra giovanile del Kuban’ Krasnodar, battendola 2-1 con una formazione che comprendeva sia giocatori del campionato sia una manciata di giocatori del campionato russo, tra cui due dal Luč-Ėnergija Vladivostok e uno dal Lokomotiv Mosca. Particolare curioso, nei minuti finali dell’incontro l’Abcasia ha schierato tra i pali il portiere della nazionale femminile russa Elvira Todua, nativa dell’abcasa Tk̄əarčal (in georgiano Tqvarcheli).</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-572" title="2" alt="" src="http://dinamobabel.files.wordpress.com/2012/10/2.jpg?w=300&#038;h=200" height="200" width="300" /></p>
<p style="text-align:justify;">Non è chiaro se il Nagorno-Karabakh abbia una propria lega calcistica: nel 2009 era stato annunciato l’inizio di un campionato con nove squadre che sarebbe durato dal primo agosto al mese di novembre. La squadra principale del territorio, il Leṙnayin Ġarabaġ di Step’anakert, giocò dal 1995 al 2006 nel campionato armeno, disputando le proprie partite casalinghe a Erevan, la capitale dell’Armenia. Nel 2007, dopo aver ottenuto la promozione alla massima serie del campionato, si ritirò prima dell’inizio della stagione. La storia del Leṙnayin Ġarabaġ fa da specchio a quella del Qarabağ Ağdam, squadra di etnia azera del Nagorno-Karabakh, costretta a spostare la propria sede a Baku, capitale dell’Azerbaigian. Nel 1993 la squadra vinse il campionato azero, aggiudicandosi anche la prima di tre coppe nazionali. Il Qarabağ Ağdam vanta anche tre partecipazioni alla Coppa UEFA, due alla Coppa delle Coppe, una all&#8217;Intertoto e tre consecutive in Europa League.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-573" title="Sign-in-Nagorno-Karabakh" alt="" src="http://dinamobabel.files.wordpress.com/2012/10/sign-in-nagorno-karabakh.jpg?w=300&#038;h=199" height="199" width="300" />Il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=yDEwULqtVM8" target="_blank">primo incontro tra Abcasia e Nagorno-Karabakh</a> si è tenuto il 25 settembre nella capitale abcasa Suchumi ed è finito 1-1. Gli abcasi si sono portati in vantaggio al 75&#8242; con una rete del loro capitano Beslan Gublija, giocatore del Luč-Ėnergija Vladivostok in passato in forza ai ceceni del Terek Groznyj, abile a piazzare all’incrocio dei pali una punizione da posizione angolata sulla sinistra. Il pareggio karabakho è arrivato cinque minuti più tardi dai piedi di Andranik Barikyan, trentaduenne della squadra armena dello Širak Gyowmri. <a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=IF-4Q3kRG9Y" target="_blank">Il ritorno è stato giocato il 21 ottobre</a> a Step’anakert, in un impianto rinnovato nel 2008 e in passato intitolato a Step&#8217;an Šahowmyan (o Stepan Šaumjan), leader menscevico della rivoluzione russa anche noto come il &#8220;Lenin caucasico&#8221; dal cui nome deriva anche il toponimo Step’anakert. Alla presenza del presidente karabakho Bako Sahakyan, recentemente rieletto, i padroni di casa hanno ottenuto una vittoria netta per 3-0. Andranik Barikyan è andato nuovamente a segno, correggendo in rete un traversone dalla destra, poi il raddoppio è stato siglato da Davit&#8217; Grigoryan dell&#8217;Owlis (Ulisse) di Erevan sfruttando un&#8217;azione confusa nell&#8217;area abcasa. Nella ripresa è arrivato anche il 3-0, siglato da Semyon Mowradyan del Mika Erevan: lanciato da una verticalizzazione, Mowradyan è riuscito a sollevare la palla in direzione della porta un attimo prima che il portiere abcaso gli fosse addosso. La nazionale del Nagorno-Karabakh è finanziata, secondo quanto spiega l&#8217;allenatore Sargis Aġaǰanyan in <a title="Սարգիս Աղաջանյան. Արցախի ֆուտբոլի ֆեդերացիան պիտի ճանաչվի ՈՒԵՖԱ-ի կողմից" href="http://www.tert.am/am/news/2012/09/14/uefa-karabakh/" target="_blank">un&#8217;intervista a<em> Tert.am</em></a>, dal budget statale e riceverebbe annualmente 70 milioni di dram armeni (circa 135 mila euro). <a title="Artsakh Soccer Team Beats Abkhazia 3-0" href="http://asbarez.com/106010/artsakh-soccer-team-beats-abkhazia-3-0/" target="_blank">Il sito <em>Asbarez</em> riporta</a> anche una dichiarazione di Aġaǰanyan: &#8220;Questo è uno dei nostri passi più importanti del dopoguerra. Questa è la nostra unica possibilità di entrare nell&#8217;arena internazionale e stare sotto la nostra bandiera nazionale, con il nostro inno nazionale. È tutta un&#8217;altra cosa&#8221;.</p>
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		<title>Tutti gli uomini del figlio del presidente</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Oct 2012 22:10:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Damiano Benzoni Rustam Èmomalī ha giocato in attacco per i due volte campioni del Tagikistan dell’Istiķlol Dušanbe, squadra di cui è anche stato capitano, presidente, proprietario e fondatore. Nel novembre 2010 è stato nominato vicepresidente della federcalcio tagika e dal gennaio 2012 ne è presidente. Da febbraio fa parte del comitato di sviluppo della FIFA [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dinamobabel.wordpress.com&#038;blog=33805392&#038;post=551&#038;subd=dinamobabel&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_554" class="wp-caption alignleft" style="width: 290px"><img class="size-medium wp-image-554" title="rustami_emomali" alt="" src="http://dinamobabel.files.wordpress.com/2012/10/rustami_emomali.jpg?w=280&#038;h=300" height="300" width="280" /><p class="wp-caption-text">Foto: Футбол Тоҷикистон <a href="http://footballtj.wordpress.com" rel="nofollow">http://footballtj.wordpress.com</a></p></div>
<p style="text-align:right;"><em>Damiano Benzoni</em></p>
<p style="text-align:justify;">Rustam Èmomalī ha giocato in attacco per i due volte campioni del Tagikistan dell’Istiķlol Dušanbe, squadra di cui è anche stato capitano, presidente, proprietario e fondatore. Nel novembre 2010 <a title="Tajik President's Son Given Position In Soccer Federation" href="http://www.rferl.org/content/Tajik_Presidents_Son_Given_Position_In_Football_Federation/2209891.html" target="_blank">è stato nominato vicepresidente della federcalcio tagika</a> e <a title="Tajik President's Son Named Head Of Football Federation" href="http://www.rferl.org/content/tajikistan_rustam_emomali_football_federation/24443401.html" target="_blank">dal gennaio 2012 ne è presidente</a>. Da febbraio <a title="Tajik President's Son Becomes Member of FIFA's Development Committee" href="http://www.rferl.org/content/tajik_presidents_son_becomes_a_member_of_fifas_development_committee/24472885.html" target="_blank">fa parte del comitato di sviluppo della FIFA</a> e rappresenta il Tagikistan al Consiglio Olimpico d’Asia. Nel 2011 ha lasciato il proprio partito politico per assumere un incarico militare a capo del dipartimento dell’agenzia statale delle dogane per la lotta al contrabbando e alle violazioni doganali: un incarico di grande responsabilità visto che attraverso il Tagikistan passa una delle direttrici del traffico di eroina e oppiacei in partenza dal confinante Afghanistan. In passato <a title="Tajik President's Son To Run For Dushanbe City Council" href="http://www.rferl.org/content/Tajik_Presidents_Son_To_Run_For_Dushanbe_City_Council/1955857.html" target="_blank">ha fatto parte del consiglio comunale della capitale Dušanbe</a>, è stato un consulente per il comitato per gli investimenti e le proprietà statali, membro del comitato esecutivo del partito che guida il paese e vicesegretario dell’Unione della Gioventù – l’organizzazione che ha preso il posto del Komsomol sovietico dopo l’indipendenza della repubblica centrasiatica dall’URSS. Rustam Èmomalī, soprattutto, è il figlio di Èmomalī Rahmon, l’autoritario presidente del Tagikistan, e secondo alcuni osservatori ne è l’erede designato.<span id="more-551"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Èmomalī Rahmon raggiunse i vertici del potere nei primi tormentati mesi dopo il collasso dell’Unione Sovietica, in seguito allo scoppio di una guerra civile che sarebbe durata fino al 1997 e a un colpo di stato. A fine anni ’90 sopravvisse a un attentato e a due tentativi di colpo di stato e fu rieletto con percentuali dichiarate sempre superiori al 75%. Il suo nome è spesso associato ad accuse di corruzione e violazioni dei diritti umani. Il <a title="The world's enduring dictators: Emomali Rahmon, Tajikistan" href="http://www.cbsnews.com/8301-503543_162-20067645-503543.html" target="_blank">Dipartimento di Stato USA</a> e <a title="Human rights in Tajikistan" href="http://www.hrw.org/europecentral-asia/tajikistan" target="_blank">l’ONG <em>Human Rights Watch</em></a> hanno denunciato la restrizione di diverse libertà civili e politiche (espressione, stampa, associazione, religione) e il ricorso a torture, abusi e arresti arbitrari da parte delle forze di sicurezza. Un dispaccio dell’ambasciata statunitense a Dušanbe del febbraio 2010, <a href="http://www.wikileaks.ch/cable/2010/02/10DUSHANBE173.html" target="_blank">reso pubblico da <em>Wikileaks</em></a>, denunciava la corruzione del presidente, accusato tra le altre cose di deflettere gran parte dei profitti della compagnia statale per l’alluminio TadAZ in una compagnia segreta offshore da lui controllata: &#8220;Rahmon e la sua famiglia controllano le principali attività del paese, tra le quali la banca principale, e fanno il gioco sporco per proteggere i propri interessi finanziari, qualsiasi sia il costo per l&#8217;economia nazionale. Come ha detto un ambasciatore, il presidente Rahmon preferisce controllare il 90% di una torta da dieci dollari che il 30% di una torta da cento dollari&#8221;. Il dispaccio esprimeva preoccupazione sulla corruzione e l&#8217;incapacità delle guardie di frontiera nell&#8217;arginare il traffico di oppiacei dall&#8217;Afghanistan e la debolezza delle istituzioni democratiche del paese.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-560" title="ept_tajikistan_prez" alt="" src="http://dinamobabel.files.wordpress.com/2012/10/ept_tajikistan_prez.jpg?w=300&#038;h=300" height="300" width="300" />La carriera calcistica di Rustam Èmomalī si è chiusa nel 2009, con la promozione dell’Istiķlol (il cui nome significa “indipendenza”) nella massima serie del campionato tagiko. In gennaio, una volta nominato presidente della federazione, Èmomalī ha reciso ogni rapporto ufficiale con la squadra che ha fondato, per assicurare la propria imparzialità, più volte messa in discussione da tifosi e società avversarie. Prima di lui il presidente della federazione era Suchrob Kosimov, un ex comandante delle forze speciali del Ministero dell’Interno rimasto in carica dieci anni. Kosimov avrebbe rifiutato di candidarsi per un nuovo mandato e sarebbe invece stato nominato presidente onorario. Èmomalī ha dichiarato di voler rendere il calcio tagiko professionale, costringendo le squadre a registrarsi ufficialmente e a mettere sotto contratto i propri giocatori. Ha anche reso noto il desiderio di creare un&#8217;accademia per lo sviluppo dei futuri giocatori. Progetti di cui è entusiasta Nikola Kavazović, allenatore serbo dell&#8217;Istiķlol e della nazionale tagika: &#8220;Il calcio tagiko ha fatto progressi imponenti sotto Rustam Èmomalī. Si tratta di un uomo giovane e ambizioso che vuole creare squadre nazionali e di club rispettabili sulla scena asiatica”.</p>
<p style="text-align:justify;">Kavazović, trentasettenne di origine belgradese, ha iniziato ad allenare giovanissimo dopo aver smesso di giocare per un infortunio, appena ventenne: al tempo giocava nell’OFK Belgrado e aveva vestito quattro volte la maglia della Jugoslavia a livello giovanile. Dopo aver allenato per diversi anni nei campionati serbo e bosniaco, decide di cercare nuove sfide e con l&#8217;agente Darko Marić punta sul mercato asiatico, trovando posto all&#8217;Istiķlol. In agosto si libera anche la panchina della nazionale: il commissario tecnico bosniaco Kemal Alispahić non rinnova il contratto alla vigilia di un incontro con il Qatar. Kavazović viene chiamato come rimpiazzo di emergenza e ottiene una sorprendente vittoria 2-1. Ora la nazionale tagika punta a qualificarsi per la prima volta nella sua storia alla Coppa d’Asia del 2015: &#8220;Allenare un club e la nazionale è difficile, ma non impossibile. Ma siederò su due sedie solo fino a fine stagione, dopo di che mi incontrerò con il presidente del mio club Šochruch Saidov e deciderò cosa fare&#8221;.</p>
<div id="attachment_555" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://dinamobabel.files.wordpress.com/2012/10/34720c9b-e454-435e-a38a-b193ddf86fb4_mw800_s.jpg"><img class="size-medium wp-image-555" title="34720C9B-E454-435E-A38A-B193DDF86FB4_mw800_s" alt="" src="http://dinamobabel.files.wordpress.com/2012/10/34720c9b-e454-435e-a38a-b193ddf86fb4_mw800_s.jpg?w=300&#038;h=225" height="225" width="300" /></a><p class="wp-caption-text">Foto: RFE/RL <a href="http://www.rferl.org" rel="nofollow">http://www.rferl.org</a></p></div>
<p style="text-align:justify;">Dopo due campionati vinti, l’Istiķlol Dušanbe è attualmente al quarto posto in classifica, con alcune gare da recuperare, rinviate per permettere alla squadra di disputare la finale della Coppa nazionale, persa ai rigori contro il Regar-TadAZ di Tursunzoda, e la Coppa del Presidente AFC, vinta battendo in finale i palestinesi del Markaz Shabab Al-Am&#8217;ari. Un risultato, quest’ultimo, che potrebbe rivestire grande importanza per il calcio tagiko, garantendo per la prima volta alla nazione la possibilità di far giocare due squadre nella AFC Cup. Il Regar-TadAZ, oltre a essersi aggiudicato la Coppa nazionale, è anche in testa al campionato tagiko: in venti gare la squadra ha incassato solo una sconfitta e settimana scorsa ha travolto il fanalino di coda Zarafšon Panč̦akent per 12-0. Il Regar-TadAZ viene dalla città di confine di Tursunzoda, vicina alla frontiera con l’Uzbekistan e sede della principale fabbrica della TadAZ, il più grande stabilimento di estrazione dell’alluminio in Asia Centrale e uno dei più grandi a mondo. Secondo Kavazović “la qualità, nel calcio tagiko, è concentrata nel Regar-TadAZ e nell&#8217;Istiķlol. C&#8217;è anche una manciata di giocatori che hanno grande qualità, vengono dal Vahš Qurǧonteppa, dal SSKA Pomir Dušanbe e dall&#8217;Ènergetik Dušanbe. Le competizioni domestiche sono organizzate secondo gli standard asiatici, il tifo è grandioso, a ogni partita ci sono tra i cinquemila e i quindicimila spettatori&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Il secondo posto della graduatoria è occupato dal Ravšan Kūlob, una squadra con trascorsi piuttosto burrascosi con il regime degli Èmomalī e con l’Istiķlol, nonostante appena due settimane fa, in una “cerimonia speciale” venticinque giocatori e altri membri del club si siano uniti all&#8217;<em>Hizbi Chalķī-Demokratī Toč̦ikiston</em>, il Partito Popolare Democratico del Tagikistan guidato dal presidente Rahmon. Secondo <a title="Tajik Soccer Players Get With The Program" href="http://www.rferl.org/content/ravshan-kulob-plaers-join-ruling-party-tajikistan/24726952.html" target="_blank">il servizio tagiko di <em>Radio Free Europe/Radio Liberty</em></a>, la mossa sarebbe dettata dai legami tra il Ravšan Kūlob e Muhammad-zohir Sohibov, imprenditore di successo e genero del presidente. L&#8217;ultima partita tra le due squadre è stata disputata in aprile ed è terminata con una vittoria 1-0 del Ravšan Kūlob. Una settimana dopo la federcalcio tagika <a title="Tajik Football Club Sanctioned After Beating Team Founded By President's Son" href="http://www.rferl.org/content/tajik_football_club_fined_rustam_emamoli/24561390.html" target="_blank">ha disposto un&#8217;azione disciplinare</a> contro cinque giocatori della squadra, accusata di aver giocato in maniera eccessivamente rude e di aver causato l&#8217;infortunio di Aleksandr Kudrjašov. Safaralī Karimov, responsabile dell&#8217;infortunio, ha ricevuto una multa di cinquemila somoni (circa mille dollari) ed è stato squalificato per cinque turni, mentre il ghanese Benjamin Amankwah, espulso per doppia ammonizione, è stato squalificato per una giornata e multato per cinquecento somoni. La stessa multa è stata comminata ad altri tre giocatori, Erač̦ Cholov, Chasan Rustamov e Ma&#8217;ruf Rustamov, accusati di condotta impropria, antietica e antisportiva. Anche l&#8217;arbitro, Dilovaršoh Orzuev, è stato sospeso per quattro turni. Prima dell&#8217;incontro, Rustam Èmomalī aveva donato al Ravšan Kūlob un nuovo bus. Ricordando quella partita, Kavazović monta su tutte le furie: “I giocatori del Ravšan Kūlob sono degli assassini! Il giocatore multato mille dollari non è un essere umano, se io fossi Kudrjašov lo denuncerei per tentato omicidio! Sono secondi in classifica, ma non giocano a calcio, è una combinazione di <em>ultimate fighting</em> e di grandi performance attoriali. A ogni partita picchiano e prendono a pugni i loro avversari fino a quando segnano. A quel punto, la partita è finita: sono pronti a cadere in terra dopo ogni contatto&#8221;. Il secondo posto potrebbe voler dire la possibilità di qualificazione alla AFC Cup del 2013: &#8220;Sarebbe la peggiore vergogna per il calcio del Tagikistan. Se rappresentano il paese in una competizione continentale di élite, tutta l&#8217;Asia ci riderà dietro&#8221;.</p>
<div id="attachment_558" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-558" title="B198E9A8-4A59-4D1B-8D17-14C50839CC11_mw800_s" alt="" src="http://dinamobabel.files.wordpress.com/2012/10/b198e9a8-4a59-4d1b-8d17-14c50839cc11_mw800_s.jpg?w=300&#038;h=225" height="225" width="300" /><p class="wp-caption-text">Foto: RFE/RL <a href="http://www.rferl.org" rel="nofollow">http://www.rferl.org</a></p></div>
<p style="text-align:justify;">Anche nella stagione precedente il Ravšan Kūlob era stato preso di mira dalla federazione dopo una partita giocata in casa con l&#8217;Istiķlol, vinta dalla squadra di Èmomalī 1-0 con una rete in discusso fuorigioco al 90&#8242;. <a title="Riot Result Of Tajikistan Football Match Favoritism?" href="http://www.rferl.org/content/riot_result_tajikistan_football_match_favoritism/24235931.html" target="_blank">La reazione fu veemente</a>: <a title="Tajik Soccer Fans Riot After 'Favoritism' For President's Son's Team" href="http://www.rferl.org/content/tajik_soccer_fans_riot_after_game_presidential_son_team/24235176.html" target="_blank">attacchi alla polizia</a>, al bus della squadra ospite, alle vetture dei pompieri e dell&#8217;ambulanza, lanci di pietre agli arbitri, un tentativo di aggressione a Rustam Èmomalī bloccato e disperso dalle unità speciali della polizia. Una quindicina i feriti, circa venti fermati e sanzioni pesanti per la società, costretta a pagare una multa di tremila somoni e a disputare le successive cinque partite in casa in uno stadio distante un centinaio di chilometri da Kūlob. La settimana successiva il Ravšan gioca nella capitale Dušanbe contro il SSKA Pomir, squadra tradizionalmente legata all’esercito: è l’occasione per i tifosi per portare la propria protesta nella capitale, con nuovi disordini che portano a quaranta arresti e spingono <a title="Tajikistan: Football Furor Opens Window on Political Discontent" href="http://www.eurasianet.org/node/64044" target="_blank"><em>Eurasianet</em> a supporre </a>che le dimostrazioni nascondano un’ondata di risentimento nei confronti del governo. Un testimone dei disordini avrebbe dichiarato al sito: &#8220;Tutti hanno paura di Rustam Èmomalī, arbitri, giocatori, dirigenti, e i tifosi ne hanno avuto abbastanza. Questo era un test per vedere come avrebbero risposto le autorità&#8221;. Kavazović non è d’accordo alle critiche mosse a Èmomalī: “Lavoro per Rustam Èmomalī come allenatore della nazionale e sono orgoglioso di essere uno dei suoi uomini! Bisogna dire che non ha funzioni nell&#8217;Istiķlol, come dicono alcune persone. Ora è solo presidente della federazione, e sta facendo un lavoro eccellente&#8221;. Visti i tre anni intercorsi tra il ritiro di Èmomalī e l&#8217;inizio del suo incarico, Kavazović non ha mai visto il figlio del presidente giocare a calcio: &#8220;Non so come giochi a calcio. Ho giocato con lui una volta a calcetto, e posso dire che è un capolavoro&#8221;.</p>
<br />Archiviato in:<a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/aree/area-ex-sovietica/'>Area ex sovietica</a>, <a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/sport-2/calcio/'>Calcio</a>, <a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/temi/propaganda-e-regime/'>Propaganda e regime</a>, <a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/temi/tifo-e-protesta/'>Tifo e protesta</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dinamobabel.wordpress.com/551/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dinamobabel.wordpress.com/551/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dinamobabel.wordpress.com&#038;blog=33805392&#038;post=551&#038;subd=dinamobabel&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Gibilterra: una colonia nella UEFA</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Oct 2012 22:31:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Damiano Benzoni “La Gibraltar FA è lieta di annunciare che oggi è stata ammessa come membro provvisorio della UEFA dopo un incontro del Comitato Esecutivo della confederazione europea a San Pietrobugo, Russia. Il voto sull’ammissione come membro effettivo si svolgerà il 24 maggio 2013 in occasione del XXXVII congresso che si terrà a Londra, Inghilterra”. [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dinamobabel.wordpress.com&#038;blog=33805392&#038;post=542&#038;subd=dinamobabel&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_543" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-543" title="DSCN4398" src="http://dinamobabel.files.wordpress.com/2012/10/dscn4398.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Foto: <a href="http://myfootballshirtproject.blogspot.it" rel="nofollow">http://myfootballshirtproject.blogspot.it</a></p></div>
<p style="text-align:right;"><em>Damiano Benzoni</em></p>
<p style="text-align:justify;">“La <em>Gibraltar FA</em> è lieta di annunciare che oggi è stata ammessa come membro provvisorio della UEFA dopo un incontro del Comitato Esecutivo della confederazione europea a San Pietrobugo, Russia. Il voto sull’ammissione come membro effettivo si svolgerà il 24 maggio 2013 in occasione del XXXVII congresso che si terrà a Londra, Inghilterra”. Il dado è tratto: così <a title="Gibraltar FA" href="http://gibraltarfa.com" target="_blank">il sito della <em>Gibraltar FA</em></a>, la federcalcio di Gibilterra, annuncia in un comunicato stampa il raggiungimento di uno dei propri obbiettivi, lo status di membro provvisorio della UEFA. Il lembo di terra che presiede, di fronte alla costa marocchina, l’ingresso al mar Mediterraneo conserva tuttora, dopo la conquista da parte della marina reale inglese nel 1704, lo status di colonia britannica, sancito anche da due referendum tenuti nel 1967 e nel 2002. Dal 2006 la colonia gode di autogoverno e demanda al Regno Unito questioni di difesa e affari esteri, ma già dal 1997 la GFA, fondata nel 1895, fece richiesta di ammissione alla FIFA.<span id="more-542"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Come già raccontato <a title="Choke Point al Victoria Stadium" href="http://dinamobabel.wordpress.com/2012/04/05/choke-point-al-victoria-stadium/" target="_blank">su <em>Dinamo Babel</em></a>, la FIFA inizialmente espresse parere positivo, dichiarando la conformità della GFA ai requisiti statutari e rinviando la domanda di ammissione alla UEFA. Il progresso inciampò però nel 2004, quando il rinnovo dello statuto FIFA congelò tutte le domande di ammissione e fissò nuove regole per l’ammissione delle federazioni, per cui divenne necessario il riconoscimento da parte della comunità internazionale. Lo scorso marzo un nuovo spiraglio si è aperto per i calciatori di Gibilterra, con l’<a title="Gibraltar edge forward" href="http://outcasts-book.blogspot.it/2012/03/gibraltar-edge-forward.html" target="_blank">approvazione di una <em>road map</em> in diversi punti</a>: allocazione di equipaggiamento specialistico, formazione di arbitri e allenatori, consulenza per la governance della federazione e sviluppo del calcio amatoriale. L’ammissione di Gibilterra fa seguito a una sentenza del Tribunale Arbitrale dello Sport dell’agosto 2011.</p>
<div id="attachment_544" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-544" title="P1000580" src="http://dinamobabel.files.wordpress.com/2012/10/p1000580.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Foto: Steve Menary, <a href="http://outcasts-book.blogspot.it" rel="nofollow">http://outcasts-book.blogspot.it</a></p></div>
<p style="text-align:justify;">Resta ora da vedere quale sarà la reazione della Spagna sul piano politico. Gibilterra fa infatti parte di una <a title="FIFA'S POTENTIAL NEW MEMBERS" href="http://www.playthegame.org/fileadmin/documents/PTG-FIFA_Small_Nations_table1.pdf" target="_blank">lista di “Nuovi membri potenziali” della FIFA</a> in cui 20 territori vengono classificati in tre categorie di priorità. La prima categoria comprende sei stati indipendenti non affiliati alla FIFA (Kiribati, Isole Marshall, Micronesia, Principato di Monaco, Palau e Tuvalu), la seconda categoria nove territori non indipendenti (Guadalupa, Groenlandia, Isola di Man, Jersey, Martinica, Marianne Settentrionali, Reunion, Sint Maarten e <a title="Calcio d’inizio per la Viva World Cup 2012" href="http://dinamobabel.wordpress.com/2012/06/04/calcio-dinizio-per-la-viva-world-cup-2012/" target="_blank">Zanzibar</a>), la terza invece comprende cinque territori definiti <em>politically sensitive</em>, politicamente sensibili: la Catalogna, il <a title="Kosovo, sovranità e pallone" href="http://dinamobabel.wordpress.com/2012/10/01/kosovo-sovranita-e-pallone/" target="_blank">Kosovo</a>, l’Ossezia del Nord, la <a title="Calcio d’inizio per la Viva World Cup 2012" href="http://dinamobabel.wordpress.com/2012/06/04/calcio-dinizio-per-la-viva-world-cup-2012/" target="_blank">Repubblica Turca di Cipro del Nord</a> e Gibilterra. Il più grande ostacolo all’ammissione di Gibilterra sono sempre state le minacce della federcalcio spagnola, visto che Madrid continua a rivendicare Gibilterra come un territorio spagnolo.</p>
<p style="text-align:justify;">Secondo la GFA gli spagnoli &#8220;hanno addotto soltanto ragioni politiche e non sportive&#8221; per bloccare le loro domande di ammissione, minacciando di ritirare le proprie squadre dalle competizioni UEFA in caso di ammissione della colonia. Dopo l&#8217;ultimo respingimento nel 2007 la GFA prese brevemente in considerazione l&#8217;idea di richiedere l&#8217;ammissione alla confederazione africana per poter ottenere il riconoscimento FIFA. Fino agli anni &#8217;50 la nazionale di Gibilterra giocava regolarmente amichevoli con squadre spagnole, arrivando il 25 ottobre 1949 a ottenere uno storico pareggio 2-2 contro il Real Madrid di Pahiño, Molowny e Muñoz. A metà degli anni &#8217;50 il governo franchista impose alle squadre spagnole di ottenere un permesso governativo per disputare partite a Gibilterra, in assenza del quale i giocatori sarebbero stati fermati dalle guardie di confine. Nessun permesso fu mai concesso. Anche in questa occasione la risposta spagnola non si è fatta attendere, <a title="Spain pledges to block Gibraltar's proposed Uefa membership" href="http://www.guardian.co.uk/football/2012/oct/02/spain-gibraltar-uefa-membership" target="_blank">come riporta il <em>Guardian</em></a>: il ministro dello sport, dell&#8217;educazione e della cultura del governo Rajoy, José Ignacio Wert, ha infatti dichiarato che la Spagna &#8220;darà fondo a tutti i mezzi legali&#8221; per evitare che Gibilterra possa ottenere l&#8217;ammissione con formula piena.</p>
<br />Archiviato in:<a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/sport-2/calcio/'>Calcio</a>, <a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/aree/europa-occidentale/'>Europa occidentale</a>, <a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/temi/indipendenze-e-autonomismi/'>Indipendenze e autonomismi</a>, <a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/temi/non-fifa/'>Non-FIFA</a>, <a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/temi/riconoscimento-internazionale/'>Riconoscimento internazionale</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dinamobabel.wordpress.com/542/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dinamobabel.wordpress.com/542/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dinamobabel.wordpress.com&#038;blog=33805392&#038;post=542&#038;subd=dinamobabel&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Kosovo, sovranità e pallone</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Sep 2012 23:13:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Damiano Benzoni Lucerna: gli spalti della Swissporarena sono gremiti di tifosi albanesi e kosovari, il doppio dei sostenitori della nazionale di casa, per Svizzera – Albania, partita di qualificazione alla Coppa del Mondo. Tre giocatori, lo stemma rossocrociato sul petto, restano in silenzio durante l’inno confederato. Uno di loro, Xherdan Shaqiri, porta delle scarpe personalizzate [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dinamobabel.wordpress.com&#038;blog=33805392&#038;post=526&#038;subd=dinamobabel&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_530" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-530" title="02-schuh-110-proz" src="http://dinamobabel.files.wordpress.com/2012/09/02-schuh-110-proz.jpg?w=300&#038;h=222" alt="" width="300" height="222" /><p class="wp-caption-text">Foto: Toto Marti</p></div>
<p style="text-align:right;"><em>Damiano Benzoni</em></p>
<p style="text-align:justify;">Lucerna: gli spalti della Swissporarena sono gremiti di tifosi albanesi e kosovari, il doppio dei sostenitori della nazionale di casa, per Svizzera – Albania, partita di qualificazione alla Coppa del Mondo. Tre giocatori, lo stemma rossocrociato sul petto, restano in silenzio durante l’inno confederato. Uno di loro, Xherdan Shaqiri, porta delle scarpe personalizzate con tre bandiere: quella svizzera, quella albanese e quella del Kosovo. Sarà proprio Shaqiri a sbloccare il risultato al 23’ in una partita vinta dagli elvetici per 2-0 e sapientemente <a title="Rooting for Home, if Not Yet a Home Team" href="http://www.nytimes.com/2012/09/20/sports/soccer/kosovo-wants-a-national-soccer-team-and-to-call-its-players-home.html?_r=0" target="_blank">raccontata sul <em>New York Times</em> da James Montague</a>. Shaqiri e i suoi due compagni di squadra, Granit Xhaka e Valon Behrami, fanno parte dei trecentomila kosovari di etnia albanese (un sesto dell’attuale popolazione della nazione balcanica) che hanno trovato rifugio in Svizzera durante gli anni ’90. Per i tre, Svizzera – Albania è una partita particolare, disputata all’indomani del raggiungimento della piena sovranità da parte della loro contestata e travagliata nazione. Una partita, soprattutto, giocata nell’attesa di una decisione cruciale da parte del Comitato Esecutivo della FIFA.<span id="more-526"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Da tempo la <em>Federata e Futbollit e Kosovës</em> – guidata da Fadil Vokrri, unico kosovaro ad aver mai indossato la maglia della nazionale jugoslava – è impegnata in una battaglia per permettere alla nazionale del Kosovo e ai suoi club di giocare incontri amichevoli contro squadre delle federazioni regolarmente affiliate alla FIFA. La decisione, che continua ad avvicinarsi e a sfuggire di mano alla federcalcio kosovara, è stata rinviata per l’ennesima volta: il dossier, secondo quanto dichiara la FIFA stessa, dovrebbe essere finalizzato alla prossima riunione del Comitato Esecutivo, a Tōkyō il 14 dicembre. <a title="Kosovo: la FIFA deciderà in dicembre" href="http://sport.rsi.ch/home/channels/sport/sport_on_line/2012/09/28--Kosovo-la-FIFA-decider-in-dicem" target="_blank">Secondo quanto riporta la <em>RSI</em></a>, la FIFA ha anche negato di stare considerando autorizzazioni eccezionali per i giocatori kosovari che hanno già vestito la maglia di altre nazionali. La nazione, che ha oltre alla federazione calcistica anche una federazione cestistica ben strutturata, non possiede un comitato olimpico affiliato al CIO: durante le Olimpiadi di Londra la judoka Majlinda Kelmendi <a title="Rassegna Olimpica [parte II]" href="http://dinamobabel.wordpress.com/2012/07/28/rassegna-olimpica-parte-ii/">aveva dovuto competere</a> con i colori dell&#8217;Albania.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-531" title="kosovo-flag1" src="http://dinamobabel.files.wordpress.com/2012/09/kosovo-flag1.jpg?w=300&#038;h=213" alt="" width="300" height="213" />Il 10 settembre, a quattro anni e mezzo di distanza dalla sua dichiarazione unilaterale di indipendenza, il Kosovo ha ottenuto la piena sovranità formale. Una sovranità travagliata e, nei fatti, non ancora saldamente in mano al governo di Hashim Thaçi. <a title="West to grant Kosovo full sovereignty" href="http://www.euractiv.com/enlargement/west-grants-kosovo-full-sovereig-news-514696" target="_blank">Come spiega il portale <em>Euractiv</em></a>, Priština ancora non controlla pienamente la zona a nord del fiume Ibar nel distretto di Kosovska Mitrovica, a maggioranza serba, e deve affrontare problemi legati alla povertà del paese e agli elevati tassi di disoccupazione, crimine organizzato e corruzione, oltre alle accuse di traffico di organi presi da prigionieri di guerra serbi rivolte all’UÇK (<em>Ushtria Çlirimtare e Kosovës</em>, l&#8217;Esercito di Liberazione del Kosovo), del quale Thaçi fu leader e che è stato definito <a title="RESOLUTION 1160 (1998)" href="http://www.un.org/peace/kosovo/98sc1160.htm" target="_blank">dalla risoluzione 1160 del Consiglio di Sicurezza ONU</a> un gruppo terrorista. La nazione – ex provincia autonoma nella Jugoslavia titoista il cui status particolare era stato revocato da Slobodan Milošević – è riconosciuta da 91 dei 193 membri delle Nazioni Unite e la Serbia continua a rivendicare il territorio come parte del proprio stato.</p>
<p style="text-align:justify;">La federazione mise in campo una nazionale per la prima volta il 14 febbraio 1993: il Kosovo esordì a Tirana contro la &#8220;sorella&#8221; Albania e, sotto la guida dell&#8217;allenatore Edmond Rugova, fu in grado di battere una squadra che aveva preso parte alla Coppa del Mondo, l&#8217;Arabia Saudita. Inoltre, la FFK organizza un campionato nazionale, la <em>Superliga e Kosovës</em>, sponsorizzato dall’importante gruppo bancario Raiffeisen, presenza forte nei Balcani e nell’est Europa. L’ultima edizione è stata vinta dal Priština, al nono titolo da quando la lega non fa più parte del campionato jugoslavo e al terzo dalla dichiarazione di indipendenza del paese del 17 febbraio 2008. Il titolo era arrivato con una vittoria allo stadio Riza Lushta Kosovska Mitrovica, in casa dei rivali diretti del Trepça ’89. In quei giorni <a title="Avvoltoi sul Kosovo" href="http://dinamobabel.wordpress.com/2012/05/30/avvoltoi-sul-kosovo/" target="_blank">la FIFA aveva accordato e poi ritirato</a> nel giro di due giorni – sotto la pressione della federcalcio serba e del presidente UEFA Michel Platini – il permesso di disputare amichevoli alla FFK. La scorsa settimana, mentre l’attesa per la decisione del Comitato Esecutivo cresceva e poi sfumava nell’ennesimo deludente rinvio, il Trepça ’89 ha avuto l’occasione per prendersi una rivincita, vincendo 2-1 a Priština e scavalcando i rivali per conquistare il primo posto in classifica dopo sei giornate.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-534" title="KI" src="http://dinamobabel.files.wordpress.com/2012/10/ki.jpg?w=580" alt=""   /></p>
<p style="text-align:justify;">La decisione sul Kosovo non era osservata con attenzione solo da Priština, Mitrovica e Belgrado, ma – <a title="Kurds monitor upcoming FIFA decision on Kosovo" href="http://mideastsoccer.blogspot.it/2012/09/kurds-monitor-upcoming-fifa-decision-on.html" target="_blank">secondo quanto riporta James Dorsey sul suo blog <em>MidEastSoccer</em></a> – anche da Erbil, capitale del Kurdistan Iracheno. Benché il caso kosovaro possa rappresentare un precedente interessante, per la federazione curda le cose sarebbero ancora più complicate. Il Kurdistan, a differenza del Kosovo, non gode di nessun riconoscimento internazionale né fa parte di alcun organismo internazionale (il Kosovo è affiliato alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario Internazionale). I rapporti con la federcalcio irachena sono piuttosto tesi nonostante l’Erbil SC abbia vinto l’ultima Premier League irachena. Durante il mese di giugno la federazione curda ha ospitato <a title="Calcio d’inizio per la Viva World Cup 2012" href="http://dinamobabel.wordpress.com/2012/06/04/calcio-dinizio-per-la-viva-world-cup-2012/" target="_blank">la quinta edizione della <em>VIVA World Cup</em></a>, il Mondiale per nazioni non affiliate alla FIFA, vincendo 2-1 la finale contro Cipro del Nord.</p>
<br />Archiviato in:<a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/aree/balcani/'>Balcani</a>, <a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/sport-2/calcio/'>Calcio</a>, <a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/temi/indipendenze-e-autonomismi/'>Indipendenze e autonomismi</a>, <a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/temi/non-fifa/'>Non-FIFA</a>, <a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/temi/riconoscimento-internazionale/'>Riconoscimento internazionale</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dinamobabel.wordpress.com/526/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dinamobabel.wordpress.com/526/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dinamobabel.wordpress.com&#038;blog=33805392&#038;post=526&#038;subd=dinamobabel&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Pugni, elezioni e discese in campo</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Sep 2012 20:46:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damjanbnz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Damiano Benzoni Dall&#8217;Europeo alle elezioni: il grande evento per l’Ucraina, dopo la finale di Kiev vinta dagli spagnoli sull’Italia, sono le elezioni parlamentari che si terranno il 28 ottobre. Si tratterà di una tornata elettorale cruciale per l&#8217;Ucraina. La consultazione che definirà la composizione della Verchovna Rada (il parlamento ucraino) si giocherà tra il pericolo [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dinamobabel.wordpress.com&#038;blog=33805392&#038;post=517&#038;subd=dinamobabel&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"><img class="alignleft size-medium wp-image-518" title="Sheva" src="http://dinamobabel.files.wordpress.com/2012/09/sheva.jpg?w=300&#038;h=168" alt="" width="300" height="168" /><em>Damiano Benzoni</em></p>
<p style="text-align:justify;">Dall&#8217;Europeo alle elezioni: il grande evento per l’Ucraina, dopo la finale di Kiev vinta dagli spagnoli sull’Italia, sono le elezioni parlamentari che si terranno il 28 ottobre. Si tratterà di una tornata elettorale cruciale per l&#8217;Ucraina. La consultazione che definirà la composizione della <em>Verchovna Rada</em> (il parlamento ucraino) si giocherà tra il pericolo di frodi elettorali e il tiro alla fune che l&#8217;occidente e la Russia stanno disputando sulla repubblica ex sovietica. <a title="Kyiv Comes Under Pressure From West And Russia At Yalta Conference" href="http://www.rferl.org/content/yalta-conference-us-russia-pressure-on-ukraine/24709513.html" target="_blank">Secondo quanto riporta <em>Radio Free Europe/Radio Liberty</em></a>, a una conferenza tenuta a Jalta la scorsa settimana entrambe le parti avrebbero cercato di tenere in scacco l&#8217;Ucraina con i propri ultimatum. Da una parte l&#8217;Unione Europea e gli Stati Uniti chiedono che il progresso democratico del paese, ora in stallo, acceleri vistosamente e che sia risolta la situazione dell&#8217;ex primo ministro Julija Tymošenko, il cui arresto è considerato un atto arbitrario progettato dal presidente Viktor Janukovyč per togliere di mezzo un fastidioso avversario politico. Dall&#8217;altra parte Mosca, stringendo il cappio dell&#8217;elevato costo dell&#8217;energia, cerca di costringere Kiev a unirsi all&#8217;Unione Eurasiatica.<span id="more-517"></span></p>
<p style="text-align:justify;">In occasione di Euro 2012 la politica aveva preso prepotentemente il sopravvento sul palcoscenico sportivo, <a title="Questo Europeo non s’ha da fare" href="http://dinamobabel.wordpress.com/2012/05/04/questo-europeo-non-sha-da-fare/" target="_blank">come avevamo raccontato a suo tempo</a>. Il cammino di avvicinamento ai campionati europei era stato segnato da proteste e accuse contro la criminosità delle forze dell’ordine ucraine, contro la presenza nel paese di agenzie per il turismo e lo sfruttamento sessuale e contro le politiche di uccisione sistematica dei cani randagi. Soprattutto, Euro 2012 fu preceduto dall’attentato che – poche settimane prima del calcio d’inizio – aveva causato il ferimento di ventinove persone a Dnipropetrovs’k e dalle minacce di boicottaggio internazionale per il contestato processo contro Julija Tymošenko.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-520" title="blokhin" src="http://dinamobabel.files.wordpress.com/2012/09/blokhin.jpg?w=193&#038;h=300" alt="" width="193" height="300" />“Le elezioni non sono uno sport, sono la volontà dei cittadini, della nazione, la massima fonte del potere”, <a title="Yanukovych: Election not sport, but citizens' will" href="http://www.kyivpost.com/content/politics/yanukovych-election-not-sport-but-citizens-will-313182.html" target="_blank">ha dichiarato mercoledì scorso Janukovyč stesso</a>. Ironico, se si pensa che stavolta è lo sport a compiere un’invasione di campo, andando a occupare il campo della politica. Le due personalità attualmente più in vista dello sport ucraino, il calciatore Andrij Ševčenko e il pugile Vitalij Klyčko, sono infatti entrambi coinvolti in liste di opposizione al <em>Partija Rehioniv</em>, il Partito delle Regioni di Janukovyč. Non sorprende, in un paese in cui lo sport era stato inquadrato politicamente dal regime totalitarista sovietico e in cui lo stesso coach della nazionale, la leggenda Oleh Blochin, è stato parlamentare della <em>Verchovna Rada</em>. Blochin, che <a title="Oleh Blokhin: &quot;I have scored all of my goals&quot; " href="http://www.day.kiev.ua/270204/" target="_blank">in un&#8217;intervista al sito ucraino <em>Dei&#8217;/Day</em></a> dichiarò di non aver mai ritirato la propria iscrizione dal Partito Comunista dopo il crollo dell&#8217;Unione Sovietica, fu eletto parlamentare per il partito social-democratico <em>Hromada</em> – che comprendeva anche Julija Tymošenko &#8211; nel 1998. Il partito crollò nel 2000 dopo la fuga del suo leader Pavlo Lazarenko, ex primo ministro accusato di riciclaggio di denaro e appropriazione indebita. Dopo il crollo del partito, Julija Tymošenko decise di andare per la sua strada e fondò il suo partito <em>Bat&#8217;kivščyna</em> (“Patria”). Blochin fu eletto per un nuovo mandato nel 2002 per un altro partito, il SDPU(O) guidato, tra gli altri, da Hryhorij Surkis – ex proprietario e presidente della Dinamo Kiev e attualmente presidente della federcalcio ucraina e vicepresidente del comitato olimpico nazionale.</p>
<p style="text-align:justify;">La decisione di Andrij Ševčenko rappresenta un parallelo interessante con quella fatta pochi mesi fa da un giocatore che ha condiviso gran parte del proprio percorso con l&#8217;ucraino, il georgiano K&#8217;akhaber K&#8217;aladze. I cammini dei due giocatori si incrociano nel 1998, quando K&#8217;aladze approda alla Dinamo Kiev del ”colonnello” Valerij Lobanovs&#8217;kyj, diventando compagno di squadra di Ševčenko per una stagione. Nel 2001 i due giocatori si ritrovano di nuovo al Milan, dove diventeranno i primi due giocatori post-sovietici a vincere la Champions League. Alla fine della scorsa stagione K&#8217;aladze <a title="Il Sogno Georgiano di K’aladze" href="http://dinamobabel.wordpress.com/2012/05/16/il-sogno-georgiano-di-kaladze/" target="_blank">ha annunciato il proprio ritiro e l&#8217;intenzione di scendere in campo</a> a sostegno di <em>Kartuli Otsneba</em> (o <em>Georgian Dream</em>), il <a title="Il sogno georgiano e l’incubo di Shuk’vani" href="http://dinamobabel.wordpress.com/2012/08/04/il-sogno-georgiano-e-lincubo-di-shukvani/" target="_blank">partito di opposizione al presidente georgiano Mikheil Saak&#8217;ashvili</a>, guidato dall&#8217;oligarca Bidzina Ivanishvili.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignright size-full wp-image-519" title="Ukraine_–_Forward!_logo" src="http://dinamobabel.files.wordpress.com/2012/09/ukraine_e28093_forward_logo.jpg?w=580" alt=""   />Dopo aver portato la fascia di capitano della nazionale ucraina a Euro 2012, siglando una doppietta nella vittoria 2-1 con la Svezia, anche Andrij Ševčenko ha annunciato il proprio ritiro dal calcio a trentasei anni e la propria intenzione di entrare in politica con il partito <em>Ukraїna – Vpered!</em> (”Ucraina – Avanti!”) di Natalija Korolevs&#8217;ka. La Korolevs&#8217;ka ha una storia politica piuttosto controversa: dapprima sostenitrice di Janukovyč a livello locale, nel 2005 cambiò squadra ed entrò in <em>Bat&#8217;kivščyna</em>, fungendo anche da portavoce al congresso del Partito Popolare Europeo dopo l’arresto della Tymošenko. Divenuta leader del partito socialdemocratico USDP, sempre sotto l’egida del <em>Blok Juliї Tymošenko</em>, la Korolevs’ka venne cacciata dalla coalizione nel marzo 2012 per un controverso voto e con l’accusa di “collaborazione con l’amministrazione presidenziale”. Una settimana dopo il suo USDP cambiava il nome in <em>Partiju Nataliї Korolevs&#8217;koї Ukraїna &#8211; Vpered!</em>, “Partito di Natalija Korolevs’ka Ucraina – Avanti!”. In un&#8217;<a title="Ukraine hero Andrei Shevchenko now committed to the game of politics" href="http://www.independent.co.uk/sport/football/news-and-comment/ukraine-hero-andrei-shevchenko-now-committed-to-the-game-of-politics-8120735.html" target="_blank">intervista con l&#8217;<em>Independent</em></a>, Ševčenko si è dichiarato favorevole alla liberazione della Tymosenko e ha escluso qualsiasi possibilità di collaborazione con Janukovyč, ma a parte questo il suo programma politico &#8211; come d&#8217;altronde quello del suo partito &#8211; è rimasto molto vago.</p>
<div id="attachment_521" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-521" title="kylcko" src="http://dinamobabel.files.wordpress.com/2012/09/kylcko.jpg?w=300&#038;h=181" alt="" width="300" height="181" /><p class="wp-caption-text">Foto: <a href="http://www.klychko.org" rel="nofollow">http://www.klychko.org</a></p></div>
<p style="text-align:justify;">Il coinvolgimento in politica di Vitalij Klyčko ha una storia ben più lunga rispetto alla discesa in campo di Ševčenko: il pugile, campione del mondo dei pesi massimi WBC e detentore della seconda migliore percentuale di vittorie per knockout dopo Rocky Marciano, sostenne pubblicamente Viktor Juščenko – il rivale di – durante le manifestazioni in <em>Majdan Nezaležnosti</em>, la piazza Indipendenza di Kiev, che segnarono la Rivoluzione arancione del 2004. La protesta, un atto di accusa contro le irregolarità elettorali che avevano assegnato la carica presidenziale a Janukovyč, portò alla ripetizione della consultazione e alla vittoria di Juščenko e fu il palcoscenico che portò alla notorietà la Tymošenko. Quando una fazione del movimento giovanile <em>Pora!</em> (“È ora!”) che aveva organizzato la Rivoluzione arancione decise di diventare un partito politico e allearsi con il <em>Partija &#8220;Reformy i Porjadok&#8221;</em> (Partito &#8220;Riforma e Ordine&#8221;), Klyčko ne divenne il leader e corse più volte, senza successo, per la carica di sindaco di Kiev. Divenuto un membro della delegazione ucraina al Congresso del Consiglio d&#8217;Europa, nel 2010 Klyčko fondò il proprio partito, UDAR o <em>Ukraїns&#8217;kyj Demokratyčkyj Al&#8217;janc za Reformy Vitalija Klyčka</em> (“Alleanza Democratica Ucraina per la Riforma di Vitalij Klyčko”). Di nuovo in corsa per la carica di sindaco della capitale, Klyčko in gennaio ha dichiarato, <a title="Heavyweight Champ Klitschko Predicts Fraud In October Ukraine Vote" href="http://news.kievukraine.info/2012/01/heavyweight-champ-klitschko-predicts.html" target="_blank">secondo la <em>Deutsche Presse-Agentur</em></a>, che “La falsificazione [del voto] avverrà e sta già venendo pianificata”. Recentemente, invece, Klyčko stesso si è trovato accusato, ma per motivi completamente diversi: il pugile britannico David Haye lo ha infatti <a title="Klitschko 'hiding behind politics'" href="http://www.sowetanlive.co.za/sport/2012/09/20/klitschko-hiding-behind-politics" target="_blank">accusato di nascondersi dietro la politica</a> e di sfruttare la sua carriera extrasportiva per evitare di incontrarlo sul ring.</p>
<br />Archiviato in:<a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/aree/area-ex-sovietica/'>Area ex sovietica</a>, <a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/sport-2/calcio/'>Calcio</a>, <a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/temi/propaganda-e-regime/'>Propaganda e regime</a>, <a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/sport-2/pugilato-sport/'>Pugilato</a>, <a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/temi/tifo-e-protesta/'>Tifo e protesta</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dinamobabel.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dinamobabel.wordpress.com/517/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dinamobabel.wordpress.com&#038;blog=33805392&#038;post=517&#038;subd=dinamobabel&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<pubDate>Sun, 19 Aug 2012 22:42:30 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"><img class="alignleft" src="http://www.cameroononline.org/wp-content/uploads/2012/08/Weynay-Ghebresilasie.jpg" alt="" width="358" /><em>Damiano Benzoni</em></p>
<p style="text-align:justify;">Durante la parata delle nazioni aveva portato la bandiera del suo paese con orgoglio di fronte all’Olympic Stadium di Londra. Pochi, vedendolo, avrebbero potuto immaginare che una domenica mattina Weynay Ghebresilasie, il portabandiera dell’Eritrea, se ne sarebbe andato dal villaggio olimpico per chiedere asilo alla UK Border Agency. Specialista dei 3000 siepi, Ghebresilasie non è che l’ultimo di una serie di atleti scomparsi dal villaggio olimpico: se il judoka georgiano Betkil Shuk’vani, di cui vi abbiamo già raccontato la vicenda, è scappato per fare ritorno in patria, sette camerunensi, tre sudanesi, quattro congolesi, tre ivoriani, tre guineani e altri tre eritrei hanno scelto di far perdere le proprie tracce e fuggire dal proprio paese. I permessi olimpici rilasciati dalla UK Border Agency agli atleti e alle loro famiglie sono validi dal 30 marzo fino all’8 novembre, data oltre la quale la permanenza degli atleti in suolo britannico diventa illegale. LOCOG, il comitato organizzatore dei giochi, ha sottolineato che il fatto che al momento gli atleti scomparsi non hanno infranto alcuna legge o regolamento non permette loro di prendere nessun tipo di provvedimento nei loro confronti.<span id="more-505"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Non è la prima volta che un evento olimpico diventa un trampolino di lancio per domande d’asilo e fughe dal proprio paese: ad Atlanta, nel 1996, quasi tutta la squadra femminile di pallacanestro dell’allora Zaire fece perdere le proprie tracce per fuggire dal regime di Mobutu, mentre <a title="Ces athlètes qui font défection" href="http://www.rmcsport.fr/blogs/afterfoot.php?post/2012/08/05/Ces-athl%C3%A8tes-qui-font-d%C3%A9fection" target="_blank">secondo Gilbert Brisbois di <em>RMC</em></a> la delegazione cubana raramente fa ritorno da una competizione sportiva internazionale a ranghi completi. Le Olimpiadi di Melbourne del 1956, tenute una manciata di settimane dopo che i carri armati sovietici avevano soffocato nel sangue l’insurrezione anti-sovietica di Budapest, la delegazione ungherese tornò in patria letteralmente decimata: partirono in 108, ma 44 non fecero ritorno in Ungheria. Tra di loro anche il pallanuotista Ervin Zádor, il cui volto è il logo di Dinamo Babel e <a title="Con l’orgoglio, la rabbia, le lacrime e il sangue" href="http://dinamobabel.wordpress.com/2012/05/01/con-lorgoglio-la-rabbia-le-lacrime-e-il-sangue/" target="_blank">la cui storia abbiamo raccontato tempo fa</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Le defezioni olimpiche sono cominciate ben prima che il braciere illuminasse la cerimonia di apertura: in luglio Al-Nazeer Abdul Gadir, Sadam Hussein e Osman Yahya, tre corridori sudanesi che avevano raggiunto a metà giugno il raduno pre-olimpico di Middlesbrough, hanno fatto domanda d’asilo presso il Regno Unito. La reazione collerica del capodelegazione Elfatih Abelaal è stata quella di definire “irresponsabili” i tre richiedenti asilo, sostenendo in un comunicato stampa <a title="Ces athlètes soudanais qui ne veulent pas rentrer" href="http://www.lemonde.fr/sport/article/2012/08/04/ces-soudanais-qui-ne-veulent-pas-rentrer_1742394_3242.html" target="_blank">ripreso da <em>Le Monde</em></a> la presenza di un complotto ai danni del governo: “Alcuni migranti economici del Partito Comunista Sudanese e alcuni gruppi armati del Darfur che vivono nel nord dell’Inghilterra hanno incoraggiato i giovani atleti a richiedere asilo politico presso il Regno Unito per imbarazzare il governo sudanese”. Secondo le dichiarazioni di Abelaal i comunisti avrebbero offerto ai corridori degli appartamenti, un salario e un passaporto britannico. La situazione in Sudan è di tensione, dopo che il governo ha cercato di domare col pugno di ferro le proteste contro le misure di austerità recentemente adottate.</p>
<p style="text-align:right;"><img class="alignleft" src="http://blog.zap2it.com/pop2it/missing-cameroon-athletes-thomas-essomba.jpg" alt="" width="200" /></p>
<p style="text-align:justify;">Una volta iniziati i giochi, è stata la volta di sette atleti del Camerun. La prima defezione è stata quella di Drusille Ngako Tchimi, portiere di riserva della nazionale di calcio femminile, che ha lasciato la squadra a Coventry, alla vigilia della partita con la Nuova Zelanda. Subito dopo è scomparso lasciando la sua stanza nel villaggio olimpico vuota anche il nuotatore Paul Ekane Edingue, 21 anni. Il 5 agosto, invece, si sono perse le tracce di cinque pugili: Thomas Essomba, Christian Donfack Adjoufack, Abdon Mewoli, Blaise Yepmou Mendouo e Serge Ambomo. I cinque sono ricomparsi più tardi, <a title="Cameroon Olympians want to box in UK after 'threats'" href="http://www.bbc.co.uk/news/world-africa-19242382" target="_blank">intervistati dalla<em> BBC</em></a> in un luogo non precisato di Londra, per spiegare le ragioni della propria fuga: hanno sostenuto di aver ricevuto minacce e che i dirigenti avrebbero tentato di confiscare i passaporti di alcuni dei loro compagni di squadra. Essomba, dopo aver detto che i cinque sono alla ricerca di uno sponsor che possa permettere loro di restare all’estero, ha spiegato: “Non ce ne siamo andati perché non ci piace la nostra nazione, ma perché altrimenti non potremmo più praticare lo sport che amiamo. Vogliamo diventare professionisti e non possiamo fare ritorno in Camerun”. Anche Drusille Ngako, secondo <em>RMC</em>, avrebbe dichiarato di essersi allontanata dalla squadra per sfruttare l’occasione unica rappresentata dal fatto di trovarsi in Europa: un contratto per un club del continente per lasciarsi dietro alle spalle una misera vita africana.</p>
<p style="text-align:justify;">Alla chiusura dei conti diversi altri atleti non hanno risposto all’appello: dopo la cerimonia di chiusura un judoka della Repubblica Democratica del Congo Cedric Mandembo è svanito e non ha fatto ritorno a Kinshasa. Insieme a Mandembo sono spariti anche altri tre componenti della delegazione, gli allenatori Blaise Bekwa (pugilato), Guy Nkita (atletica) e Ibula Masengo (atletica). Nei giorni precedenti erano scomparsi anche tre dei quattro atleti della Guinea, la nuotatrice Dede Camara, il judoka Facinet Keita e la centometrista Aissata Toure, oltre a tre membri della delegazione ivoriana di cui non sono stati fatti i nomi: si tratterebbe di due nuotatori e un allenatore della squadra di lotta. Infine, hanno fatto domanda d’asilo quattro atleti eritrei, tra i quali figurano la maratoneta Rehaset Mehari e Weynay Ghebresilasie.</p>
<p style="text-align:right;"><img class="alignright" src="http://www.atlasweb.it/wp-content/uploads/2012/04/Eritrea-Afewerki.jpg" alt="" width="300" /></p>
<p style="text-align:justify;">Ghebresilasie è stato l’unico tra gli eritrei a <a title="Eritrea's flag-carrying runner seeks asylum in UK to flee repressive regime" href="http://www.guardian.co.uk/uk/2012/aug/15/eritrea-runner-seeks-asylum-uk" target="_blank">lasciarsi intervistare dal <em>Guardian</em></a>, mentre gli altri hanno preferito evitare di esporre le proprie famiglie a eventuali ritorsioni da parte del regime autoritario di Isaias Afewerki, presidente dell’Eritrea fin dall’indipendenza del paese dall’Etiopia nel 1991. Afewerki ha ripetutamente rifiutato di indire pubbliche elezioni, ha lanciato una campagna di autarchia economica tagliando il numero di ONG e organizzazioni internazionali presenti sul suolo del paese, ha promosso una serie di persecuzioni religiose e politiche e ha militarizzato il paese paventando la possibilità di un nuovo conflitto con l’Etiopia: secondo l’UNHCR i soldati eritrei sono sottoposti a torture e lavori forzati. Proprio per sfuggire all&#8217;esercito, nel quale è arruolato per la leva militare, Ghebresilasie ha deciso di andarsene: &#8220;Il mese scorso, mentre gareggiavo in Spagna, ero ancora ottimista e pensavo che le condizioni a casa potessero migliorare. Invece, sembra che stiano peggiorando sempre di più&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Ghebresilasie ha descritto la dura vita militare in Eritrea e ha espresso il suo disappunto per non essere riuscito a ottenere più di un decimo posto alle batterie: &#8220;Competere qui è stato un sogno realizzato, speravo di fare bene e magari arrivare vicino a una medaglia, ma la verità è che in Eritrea non veniamo trattati come atleti: è capitato che gareggiassimo in altri paesi e i dirigenti, spesso alti ufficiali dell&#8217;esercito, mi rifiutassero l&#8217;accesso alle cure mediche&#8221;. Così durante l’ultima giornata dei giochi, mentre il resto della squadra era uscita per assistere alla maratona maschile, Weynay ha gettato la SIM consegnatagli dagli accompagnatori della delegazione e se n’è andato dal villaggio olimpico. La sua fuga molto probabilmente sarà etichettata dal governo eritreo, che l’atleta definisce “imprevedibile”, come un tradimento.</p>
<br />Archiviato in:<a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/aree/africa/'>Africa</a>, <a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/temi/migrazione/'>Migrazione</a>, <a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/sport-2/olimpiadi/'>Olimpiadi</a>, <a href='http://dinamobabel.wordpress.com/category/temi/propaganda-e-regime/'>Propaganda e regime</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dinamobabel.wordpress.com/505/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dinamobabel.wordpress.com/505/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dinamobabel.wordpress.com&#038;blog=33805392&#038;post=505&#038;subd=dinamobabel&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Rassegna Olimpica [parte VI]</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Aug 2012 21:21:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rassegna Olimpica &#8211; parte 6 (10.08.2012 &#8211; 12.08.2012) [La Rassegna Olimpica di Dinamo Babel] [Parte V] 12 AGOSTO Oggi è la giornata di chiusura delle Olimpiadi di Londra. Si assegnano medaglie per: maratona maschile, pallacanestro maschile, pugilato maschile (pesi mosca, pesi leggeri, pesi welter, pesi supermassimi, pesi mediomassimi), ciclismo maschile (mountain bike), ginnastica ritmica femminile (concorso di [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dinamobabel.wordpress.com&#038;blog=33805392&#038;post=493&#038;subd=dinamobabel&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://media.wired.it/uploads/599x337/201232/olimpiadi_2012_di_londra__come_vedere_in_streaming_su_internet_i_giochi_7660.jpg" alt="" width="345" height="194" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Rassegna Olimpica</strong> &#8211; parte 6 (10.08.2012 &#8211; 12.08.2012)</p>
<p style="text-align:center;">[<a title="Rassegna Olimpica" href="http://dinamobabel.wordpress.com/rassegna-olimpica/">La Rassegna Olimpica di Dinamo Babel</a>] [<a title="Rassegna Olimpica - parte V" href="http://dinamobabel.wordpress.com/2012/08/06/rassegna-olimpica-parte-v/">Parte V</a>]</p>
<blockquote><p><strong>12 AGOSTO</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Oggi è la giornata di chiusura delle Olimpiadi di Londra. Si assegnano medaglie per: maratona maschile, pallacanestro maschile, pugilato maschile (pesi mosca, pesi leggeri, pesi welter, pesi supermassimi, pesi mediomassimi), ciclismo maschile (mountain bike), ginnastica ritmica femminile (concorso di gruppo), pallamano maschile, pentathlon femminile, pallavolo maschile, pallanuoto maschile, lotta libera maschile (66 kg, 96 kg).<br />
</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;"><strong>Non medagliate.</strong> Finiti i giochi e terminata la Rassegna Olimpica, abbiamo deciso di chiudere con un riassunto delle nazioni che hanno vinto per la prima volta una medaglia olimpica, segnalandovi peraltro il lavoro <a title="Olimpiadi Londra 2012: 85 nazioni a medaglia, solo una in meno di Pechino 2008" href="http://olimpiadi.blogosfere.it/2012/08/olimpiadi-londra-2012-85-nazioni-a-medaglia-solo-una-in-meno-di-pechino-2008.html" target="_blank">fatto dall&#8217;amico Massimo Brignolo</a> sulla distribuzione geografica delle medaglie. La prima nazione a rompere il digiuno è stata il Guatemala, quando Erick Barrondo ha vinto l&#8217;argento nella 20 km di marcia. Due giorni più tardi sono arrivate le prime medaglie per Cipro (Pavlos Kontides, argento nellavela classe laser) e Grenada (Kirani James, oro nei 400 m). Il Botswana, dopo aver sfiorato per tre centesimi la medaglia nei 400 m femminili, ha centrato l&#8217;obbiettivo con il diciottenne Nijel Amos, argento negli 800 m. Nel penultimo giorno di competizioni sono arrivati anche due argenti per il Gabon (Anthony Obame, sconfitto da Carlo Molfetta nella finale del taekwondo +80 kg) e per il Montenegro, arrivato in finale nel torneo femminile di pallamano. Il Montenegro il giorno dopo ha sfiorato il bis nel torneo maschile di pallanuoto, perdendo 12-11 la finale per il bronzo contro la Serbia da cui la nazione aveva ottenuto l&#8217;indipendenza nel 2006. A bocca asciutta è rimasto San Marino, classificatosi quarto con Alessandra Perilli nel trap femminile.<span id="more-493"></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La medaglia ritirata.</strong> Un&#8217;atleta medagliata a Londra è stata squalificata per doping, e la medaglia vinta è stata ritirata. La bielorussa Nadzeja Astapčuk, oro nel getto del peso dopo il bronzo di Pechino e il quarto posto di Atene, è risultata positiva all&#8217;anabolizzante metenolone nei controlli fatti il giorno prima della gara e in quelli fatti dopo la vittoria, <a title="Nadzeya Ostapchuk squalificata per doping" href="http://www.ilpost.it/2012/08/13/nadzeya-ostapchuk-squalificata-per-doping/" target="_blank">secondo quanto racconta <em>Il Post</em></a>. L&#8217;oro verrà assegnato alla neozelandese Valerie Adams, l&#8217;argento alla russa Evgenija Kolodko e il bronzo alla cinese Gong Lijiao.</p>
<blockquote><p><strong>11 AGOSTO</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Oggi si assegnano medaglie per: atletica leggera maschile (marcia 50 km, lancio del giavelotto, 5000 m, staffetta 4&#215;100 m) e femminile (marcia 20 km, salto in alto, 800 m, staffetta 4&#215;400 m), pallacanestro femminile, pugilato maschile (pesi mosca leggeri, pesi bantam, pesi superleggeri, pesi massimi, pesi medi), canoa maschile (K-1 200 m, C-1 200 m, K-2 200 m) e femminile (K-1 200 m), ciclismo femminile (mountain bike), tuffi maschili (piattaforma 10 m), hockey su prato maschile, calcio maschile, ginnastica ritmica femminile (concorso individuale), pallamano femminile, pentathlon maschile, vela femminile (Elliot 6 m), taekwondo maschile (+80 kg) e femminile (+67 kg), pallavolo femminile, lotta libera maschile (60 kg, 84 kg, 120 kg).<br />
</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;"><strong>Prima medaglia per il Montenegro. </strong>Il Montenegro ha vinto la prima medaglia della sua storia olimpica di nazione indipendente, mettendo le mani sull&#8217;argento nella pallamano femminile. Trascinato dalla prestazione di Katarina Bulatović, recentemente trasferitasi all&#8217;Oltchim Râmnicu Vâlcea in Romania, il Montenegro è arrivato ai quarti classificandosi al quarto posto dietro a Brasile, Croazia e Russia nel girone A. Due vittorie di misura (23-22 alla Francia ai quarti e 27-26 alla Spagna nella semifinale) hanno assicurato alla squadra allenata da Dragan Adžić la finale contro la Norvegia, persa 26-23. Nonostante sia il penultimo giorno di gare, il Montenegro potrebbe nuovamente raddoppiare domani, quando la nazionale di pallanuoto maschile sfiderà nella finale per il bronzo proprio la Serbia da cui la nazione balcanica è divenuta indipendente il 3 giugno 2006. Atleti montenegrini avevano già partecipato a diverse medaglie degli sport di squadra jugoslavi: Ratko Radovanović e Rajko Žižić vinsero l&#8217;oro nella pallacanestro a Mosca 1980, mentre nel 1984 c&#8217;erano montenegrini sia nella squadra maschile sia nella squadra femminile di pallamano, entrambe d&#8217;oro. Alcuni montenegrini hanno anche partecipato agli ori jugoslavi nella pallanuoto nel 1968, nel 1984 e nel 1988, mentre due pallavolisti, Goran Vujević e Igor Vušurović, furono campioni olimpici a Sydney nel 2000, quando la Jugoslavia era ormai ridotta a Serbia e Montenegro. La prima partecipazione indipendente del Montenegro ai giochi è stata a Pechino nel 2008, dove il judoka Srđan Mrvaljević terminò il suo percorso ai quarti di finale della categoria 81 kg e dove la squadra di pallanuoto maschile, dopo aver perso la semifinale contro l&#8217;Ungheria per 11-9, mancò il bronzo perdendo contro la Serbia 6-4 nella finalina.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>E per il Gabon.</strong> Anche il Gabon assapora la prima gloria olimpica della sua storia nella penultima giornata della rassegna a cinque cerchi: la medaglia è d&#8217;argento e appartiene a Anthony Obame che, nel taekwondo +80 kg, si è dovuto chinare in finale all&#8217;italiano Carlo Molfetta (decisione della giuria dopo il risultato di parità 9-9 che si era determinato alla fine dei due minuti supplementari). In semifinale Obame aveva battuto il turco Bahri Tanrıkulu in semifinale. Il Gabon, indipendente dal 1960, ha partecipato per la prima volta ai giochi a Monaco nel 1972 e, dopo due assenze, ha preso parte a tutte le edizioni dal 1984 in poi, senza però mai avvicinarsi a una medaglia.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Bandiere e polemiche.</strong> Continua a creare polemica la bandiera sudcoreana, dopo aver fatto ritardare di un&#8217;ora una partita di calcio femminile quando è stata erroneamente accostata ai volti delle atlete nordcoreane. Dopo aver vinto 2-0 la finale per il bronzo contro il Giappone, il calciatore sudcoreano Ki Sung-Yeung ha aperto di fronte al pubblico una bandiera recante uno slogan politico riguardante le cosiddette Rocce di Liancourt, un gruppo di isolotti semi-disabitati che è oggetto di disputa tra la Corea del Sud (supportata &#8211; caso più unico che raro, dalla rivale Corea del Nord con cui è tecnicamente ancora in guerra) e il Giappone. Le isole, chiamate Takeshima in giapponese e Dokdo in coreano, sono state in questi giorni anche protagoniste di un altro incidente diplomatico scaturito dalla visita del presidente sudcoreano Lee Myung-Bak nell&#8217;arcipelago, atto che ha spinto il Giappone a ritirare il proprio ambasciatore a Seul. Ci si aspetta a breve una decisione da parte della FIFA e dal CIO: la prima proibisce nel proprio statuto che vengano fatti proclami politici durante incontri ufficiali, il secondo permette che vengano mostrate agli eventi olimpici solo bandiere nazionali. Il CIO ha inoltre richiesto al comitato nazionale sudcoreano che l&#8217;atleta non sia presente alla cerimonia di premiazione.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La cacciata della NBC.</strong> Bagarre sul commento della boxe da parte dell&#8217;emittente americana NBC: l&#8217;AIBA, l&#8217;ente sovranazionale che sovrintende al pugilato amatoriale ha lamentato che i commentatori della NBC, gli unici a poter commentare da bordoring, disturbavano gli ufficiali di gara e ha chiesto che fossero mandati in cabina come tutti gli altri commentatori. Un portavoce dell&#8217;AIBA ha sostenuto che &#8211; essendo finiti gli eventi in cui gareggiavano pugili statunitensi &#8211; l&#8217;emittente abbia preferito levare le tende, una dichiarazione seccamente smentita dalla NBC, che ha garantito la copertura degli incontri rimanenti e ha dato appuntamento al Comitato Olimpico per dare la propria versione dei fatti alla fine dei giochi.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Niente <em>ex aequo</em> per Lisa Norden.</strong> Il Tribunale Arbitrale per lo Sport ha respinto il ricorso della svedese Lisa Norden, arrivata seconda al photo-finish nella gara del triathlon femminile. Lei e la medaglia d&#8217;oro Nicola Spirig (Svizzera) hanno terminato la gara entrambe con un tempo di 1h 59&#8217;48&#8243;, e la squadra svedese aveva chiesto alla corte di assegnare l&#8217;oro <em>ex aequo</em> a entrambe le atlete.</p>
<blockquote><p><strong>10 AGOSTO</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Oggi si assegnano medaglie per: atletica leggera maschile (salto con l&#8217;asta, staffetta 4&#215;400 m) e femminile (lancio del martello, 5000 m, staffetta 4&#215;100 m, 1500 m), BMX maschile e femminile, hockey su prato femminile, vela maschile (470) e femminile (470), nuoto maschile (maratona), nuoto sincronizzato femminile (squadre), taekwondo maschile (80 kg) e femminile (67 kg), lotta libera maschile (55 kg, 74 kg).<br />
</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;"><strong>Non medagliate.</strong> Cipro, Grenada, Botswana e Guatemala: quattro nazioni finora sono riuscite a vincere la prima medaglia della loro storia olimpica. Negli ultimi giorni si sono avvicinate altre tre: Angola, San Kitts e Nevis e la Giordania. Fortunato Pacavira, canoista angolano, ha raggiunto la semifinale nella categoria C-1 1000 m; Antoine Adams di San Kitts e Nevis ha disputato la semifinale nei 200 m maschili; Mohammad Abu-Libdeh, lottatore di taekwondo della Giordania, è arrivato ai quarti di finale nella categoria 68 kg.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Le Olimpiadi della parità</strong>. Il ministro ombra alle Olimpiadi Tessa Jowell, ha dichiarato di voler dare il via a una campagna per rendere i giochi di Rio le prime &#8220;Olimpiadi della parità dei sessi&#8221;, con un pari numero di medaglie in palio per entrambi i sessi. Le Olimpiadi di Londra hanno aperto alcune porte, visto che tutte le 204 nazioni in competizione hanno mandato anche donne ai giochi (Brunei, Qatar e Arabia Saudita non avevano mai avuto atlete olimpiche femminili). Inoltre, per la prima volta sono state assegnate medaglie femminili nelle specialità del taekwondo e del pugilato.</p>
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		<title>Rassegna Olimpica [parte V]</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Aug 2012 21:56:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rassegna Olimpica &#8211; parte 5 (07.08.2012 &#8211; 09.08.2012) [La Rassegna Olimpica di Dinamo Babel] [Parte IV] [Parte VI] 9 AGOSTO Oggi si assegnano medaglie per: atletica leggera maschile (salto triplo, 200 m, 800 m, decathlon) e femminile (lancio del giavelotto), pugilato femminile (pesi mosca, pesi leggeri, pesi medi), canoa maschile (C-2 1000 m, K-4 1000 m) e [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dinamobabel.wordpress.com&#038;blog=33805392&#038;post=475&#038;subd=dinamobabel&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.eastjournal.net/wp-content/uploads/2012/08/7661000598_aa963224f4_o.jpg" alt="" width="356" height="237" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Rassegna Olimpica</strong> &#8211; parte 5 (07.08.2012 &#8211; 09.08.2012)</p>
<p style="text-align:center;">[<a title="Rassegna Olimpica" href="http://dinamobabel.wordpress.com/rassegna-olimpica/">La Rassegna Olimpica di Dinamo Babel</a>] [<a title="Rassegna Olimpica - parte IV" href="http://dinamobabel.wordpress.com/2012/08/04/rassegna-olimpica-parte-iv/">Parte IV</a>] [<a title="Rassegna Olimpica - parte VI" href="http://dinamobabel.wordpress.com/2012/08/09/rassegna-olimpica-parte-vi/">Parte VI</a>]</p>
<blockquote><p><strong>9 AGOSTO</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Oggi si assegnano medaglie per: atletica leggera maschile (salto triplo, 200 m, 800 m, decathlon) e femminile (lancio del giavelotto), pugilato femminile (pesi mosca, pesi leggeri, pesi medi), canoa maschile (C-2 1000 m, K-4 1000 m) e femminile (K-1 500 m, K-2 500 m), tuffi femminili (piattaforma 10 m), equitazione (dressage individuale), calcio femminile, vela maschile (470), nuoto femminile (maratona 10 km), taekwondo maschile (68 kg) e femminile (57 kg), beach volley maschile, pallanuoto femminile, lotta libera femminile (55 kg, 72 kg).<br />
</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;"><strong>Prima medaglia per il Botswana.</strong> È un argento la prima medaglia nella storia olimpica del Botswana: Nijel Amos, diciottenne campione del mondo giovanile, si è piazzato al secondo posto nella gara degli 800 m &#8211; staccato di 82 centesimi di secondo dal kenyota David Rudisha &#8211; stabilendo il record nazionale e il record giovanile mondiale. Il Botswana, indipendente dall&#8217;Africa dal 1966, ha partecipato alle sue prime Olimpiadi a Mosca nel 1980. Fino a quest&#8217;anno il miglior risultato olimpico della nazione africana era arrivato a Sydney nel 2000, quando Glody Dube chiuse la gara degli 800 m al settimo posto; a Londra il Botswana aveva però già sfiorato una medaglia nei 400 m femminili, dove la portabandiera Amantle Montsho aveva chiuso quarta a soli tre centesimi dal bronzo.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Black Russian.</strong> Secondo quanto mi segnala Christian Tugnoli e <a title="Russia’s Olympic team becomes more diverse" href="http://indrus.in/articles/2012/04/17/russias_olympic_team_becomes_more_diverse_15496.html" target="_blank">viene riportato anche dal <em>Russia &amp; India Report</em></a>, Ljukman Adams è il primo atleta di colore nella squadra nazionale russa di atletica leggera. L&#8217;atleta, di padre nigeriano e madre russa, oggi ha partecipato alla finale del salto triplo, piazzandosi al nono posto.<span id="more-475"></span></p>
<blockquote><p><strong>8 AGOSTO</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Oggi si assegnano medaglie per: lotta libera femminile (48 kg, 63 kg), atletica leggera maschile (800 m, 110 m ostacoli) e femminile (200 m, 100 m ostacoli, salto in lungo), canoa maschile (C-1 1000 m, K-1 1000 m, K-2 1000 m) e femminile (K-4 500 m), equitazione (salto ostacoli individuale), vela (49er), tennistavolo maschile (squadre), taekwondo maschile (58 kg) e femminile (49 kg), beach volley femminile.<br />
</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il medagliere di <em>Gazzetta</em>. </strong>Il quotidiano (non solo) sportivo italiano più venduto continua a regalare errori dozzinali nel medagliere: dopo <a href="https://fbcdn-sphotos-d-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc7/391434_3777045738508_640929031_n.jpg" target="_blank">lo scambio tra le due Coree</a> &#8211; nonostante la reclamizzata <a href="http://dinamobabel.wordpress.com/2012/07/27/rassegna-olimpica-parte-i/" target="_blank">gaffe dell&#8217;organizzazione</a> nella giornata di apertura delle competizioni &#8211; è stato il turno di Taiwan e della Malesia. Taiwan concorre come Taipei Cinese e non le è permesso partecipare ai giochi con il suo nome ufficiale (Repubblica di Cina) né con la sua bandiera, <a href="https://fbcdn-sphotos-e-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/s720x720/528620_3793581031880_531900829_n.jpg" target="_blank">che però è stata erroneamente usata dalla <em>Gazzetta</em></a>, mentre la Malesia per ben due giorni di seguito si è vista <a href="https://fbcdn-sphotos-d-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/s720x720/530055_3801059018825_545859228_n.jpg" target="_blank">appioppare la bandiera della Moldova</a>. Un altro errore grave quello di ieri, quando Cipro ha dovuto festeggiare la prima medaglia della propria storia finendo sul medagliere di <em>Gazzetta</em> con <a href="https://fbcdn-sphotos-d-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc7/s720x720/384664_3805136360756_1953501103_n.jpg" target="_blank">la bandiera della Repubblica Turca di Cipro del Nord</a>, la parte secessionista non riconosciuta formalmente, ma <em>de facto</em> indipendente grazie al supporto militare turco. Un grazie per l&#8217;osservazione quotidiana delle bandiere va anche ai colleghi e amici Christian Tugnoli, Massimo Brignolo, Nicola Sbetti e Simone Pierotti.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>E il medagliere con la Corea buona e la Corea cattiva.</strong> In un incidente diplomatico è invece incappato l&#8217;australiano <em>mX</em>, quotidiano dei pendolari di Melbourne, che ha deciso per un medagliere umoristico che chiamava le due Coree rispettivamente <em>Nice Korea</em> e <em>Naughty Korea</em>. L&#8217;agenzia di stampa nazionale di P&#8217;yŏngyang ha protestato animatamente per quanto pubblicato sul medagliere del quotidiano. Attenta, <em>Gazzetta</em>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Lottatrice o assalitrice?</strong> Ajsuluu Tynybekova, la prima sportiva del Kirghizistan a competere nella lotta libera, ha potuto essere presente ai giochi solo grazie al rinvio del suo processo. La diciannovenne Tynybekova avrebbe infatti aggredito e picchiato una ragazza di diciassette anni in una gelateria della capitale Biškek: <a title="Olympics 2012: Kyrgyzstan wrestling hope faces assault trial after flop" href="http://www.guardian.co.uk/sport/2012/aug/08/olympics-2012-kyrgyzstan-wrestling" target="_blank">a raccontarlo è il <em>Guardian</em></a>. Il processo è stato fatto slittare al 15 agosto, tre giorni dopo la fine delle Olimpiadi, da un giudice distrettuale.</p>
<blockquote><p><strong>7 AGOSTO</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Oggi si assegnano medaglie per: atletica leggera maschile (1500 m, salto in alto, lancio del disco) e femminile (400 m ostacoli), ciclismo su pista maschile (Keirin) e femminile (Omnium, sprint), tuffi maschili (trampolino 3 m), equitazione (dressage a squadre), ginnastica artistica maschile (parallele, sbarra) e femminile (corpo libero, trave), vela maschile (RS-X) e femminile (RS-X), nuoto sincronizzato (duo), tennistavolo femminile (squadre), triathlon maschile, sollevamento pesi maschile (+105 kg), lotta greco-romana (66 kg, 96 kg).<br />
</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;"><strong>Asilo olimpico. </strong><a title="London Olympics: Cameroon athletes 'abscond'" href="http://www.bbc.co.uk/news/world-africa-19167033" target="_blank">Secondo quanto riporta la <em>BBC</em></a>, sette atleti camerunensi sarebbero scomparsi dal villaggio olimpico. Il portiere di riserva del calcio femminile Drusile Ngako, il nuotatore Paul Ekane Edingue e cinque pugili, già eliminati. A giugno era già scomparso un giovanissimo tedoforo etiope, il quindicenne Natnael Yemane. Il visto olimpico permette agli atleti di rimanere in suolo britannico fino a novembre, quindi gli atleti non stanno tecnicamente infrangendo alcuna legge, ma il fatto che nelle loro stanze non siano stati rinvenute le loro cose lascia pensare a una fuga per cercare di ottenere un permesso di soggiorno in Europa e lasciare il Camerun. Prima della cerimonia d&#8217;apertura l&#8217;ambasciata sudanese aveva confermato la scomparsa di tre atleti, uno dei quali aveva fatto domanda d&#8217;asilo.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>E dopo Wojdan?</strong> Interessante riflessione di Talal al-Hammad <a title="Saudi women in the Olympics" href="http://www.saudigazette.com.sa/index.cfm?method=home.regcon&amp;contentid=20120807132401" target="_blank">dalle colonne di <em>Saudi Gazette</em></a>, come commento alla partecipazione, per la prima volta, di due atlete saudite ai giochi olimpici: &#8220;Resta la domanda: questo in che situazione lascia la donna saudita media?&#8221;, si chiede l&#8217;autore, sottolineando come l&#8217;Arabia debba discutere non solo sull&#8217;accrescimento del numero di partecipanti negli sport, ma anche nell&#8217;affrontare la realtà della questione. Delle atlete che hanno partecipato alle Olimpiadi &#8211; compresa Dalma Malhas, <a title="L’Olimpiade a ostacoli di Dalma" href="http://dinamobabel.wordpress.com/2012/06/28/lolimpiade-a-ostacoli-di-dalma/">di cui abbiamo parlato</a> e che ha vinto il bronzo alle Olimpiadi giovanili &#8211; nessuna si è potuta allenare in un&#8217;associazione, società sportiva o società accademica sportiva saudita. L&#8217;unica società sportiva femminile esistente non è regolarmente registrata.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Minacce di morte per Fàbregas.</strong> <a title="London 2012: Spain hockey star targeted by online death threats" href="http://www.guardian.co.uk/sport/2012/aug/07/london-2012-spain-hockey-threats" target="_blank">Secondo il <em>Guardian</em> </a>Àlex Fàbregas, giocatore di hockey su prato catalano, avrebbe ricevuto minacce di morte via Twitter dopo aver dichiarato <a title="Àlex Fàbregas: &quot;En cap moment jugo pensant que ho faig per Espanya&quot;" href="http://www.ara.cat/esports/mes_esports/Alex-Fabregas-En-cap-moment-jugo-pensant-que-ho-faig-amb-Espanya_0_746325549.html" target="_blank">al giornale catalano <em>Ara</em></a>: &#8220;Gioco nella nazionale spagnola perché non c&#8217;è nessun&#8217;altra squadra con cui giocare, non altre scelte. Io mi sento catalano, quando sento l&#8217;inno spagnolo non mi emoziono come quando sento <em>Els Segadors</em> (l&#8217;inno catalano <em>N.d.R.</em>). Mi piace giocare per la squadra, per i miei compagni, per chi viene a vedermi, ma in nessun momento sento di star giocando per la Spagna&#8221;. Sedici dei diciotto convocati dalla squadra di hockey su prato spagnola sono catalani.</p>
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