Il 29 aprile è morto Ervin Zádor, il pallanuotista ungherese che presta il suo volto al logo di Dinamo Babel. Molto tempo fa, una delle prime volte che mi occupai di sport e politica, scrissi un articolo a cui tengo ancora parecchio e che oggi voglio riproporre in ricordo di Ervin Zádor.
Damiano Benzoni
Era il 23 ottobre 1956 quando per le strade di Budapest si riversò la furia covata dagli ungheresi in un decennio di dittatura comunista. Quella che era iniziata come una semplice manifestazione studentesca si trasformò presto in un’insurrezione popolare di decine di migliaia di persone. Fino al giorno prima, bloccati dalla paura dell’ÁVH, la polizia segreta del regime ungherese, si erano consolati dicendosi “Non può durare a lungo”. Quel 23 ottobre gli ungheresi decisero che ne avevano abbastanza e scesero a combattere per le vie di Budapest. La rabbia di una generazione abbattè la statua di Stalin, simbolo della presenza sovietica in Ungheria, e il regime di Ernő Gerő, il capo del partito designato da Mátyás Rákosi dopo esser stato rimosso su pressione del Politburo sovietico all’indomani delle accuse del Rapporto Chruščёv. I carri armati dell’Armata Rossa vennero sbaragliati dalla guerriglia urbana, Imre Nagy annunciò un nuovo governo senza stalinisti e con la presenza di moderati, Anastas Mikojan, il vicepremier sovietico, scoppiò in lacrime di fronte al parlamento magiaro per aver perso uno stato dalla zona di influenza comunista. In una settimana, l’Ungheria si metteva dietro alle spalle l’oppressione sovietica e gli eccessi della Rivoluzione, avviandosi verso una nuova storia. L’intera nazione esultava: “Non poteva durare a lungo”. Continua a leggere→