Archivi categoria: Europa orientale

Steaua dietro alle sbarre

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Damiano Benzoni

Sembrava che il campionato romeno non avesse più nulla da dire in questa stagione, dopo che il 5 maggio lo Steaua Bucarest aveva messo il marchio della certezza matematica sul ventiquattresimo scudetto, il primo in sette anni. Invece, come ormai avviene da qualche anno a questa parte, la Liga I si rivela più avvincente con l’approssimarsi della pausa estiva. Continua a leggere

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Bucarest val bene una finale

Damiano Benzoni

Stasera la finale di Europa League tra Athletic Bilbao e Atlético Madrid andrà in scena nel nuovo e bellissimo Stadionul Național di Bucarest – capitale della Romania dove ho vissuto sei mesi. Ho avuto la fortuna di vedere Adrian Mutu, di fronte ai miei occhi, segnare il primo gol ufficiale in quello stadio in occasione dello scontro di qualificazione Romania – Bielorussia; ho visto anche Wayne Rooney e il Manchester United su quel terreno, impegnati contro l’Oțelul Galați in Champions League. Non posso quindi non dedicare a questo evento un piccolo pezzo di Dinamo Babel (che in fondo deve il suo nome anche al fatto che ho vissuto per quasi tutto il mio soggiorno a Obor, un quartiere dinamovista). Continua a leggere

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Questo Europeo non s’ha da fare

Damiano Benzoni

Manca poco più di un mese dall’inizio di Euro 2012, la prima grande manifestazione sportiva ad essere organizzata in Europa dell’Est dal crollo del muro di Berlino. Un Europeo, quello organizzato tra Polonia e Ucraina, che rischia di passare alla storia più per problemi politici legati all’ex repubblica sovietica che per quanto avverrà in campo. Minacce di boicottaggio e preoccupazioni per eventuali attentati terroristici che potrebbero gettare qualche ombra sull’organizzazione delle Olimpiadi Ivernali del 2014 a Soči – località russa posta sul mar Nero, a una manciata di chilometri dal confine della Repubblica di Abcasia, una delle principali fonti di tensione nel Caucaso del Nord, teatro della guerra tra Georgia e Russia nell’estate del 2008 – oltre che sulla Coppa del Mondo che si disputerà in Russia nel 2018. Continua a leggere

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Con l’orgoglio, la rabbia, le lacrime e il sangue

Il 29 aprile è morto Ervin Zádor, il pallanuotista ungherese che presta il suo volto al logo di Dinamo Babel. Molto tempo fa, una delle prime volte che mi occupai di sport e politica, scrissi un articolo a cui tengo ancora parecchio e che oggi voglio riproporre in ricordo di Ervin Zádor.

Damiano Benzoni

Era il 23 ottobre 1956 quando per le strade di Budapest si riversò la furia covata dagli ungheresi in un decennio di dittatura comunista. Quella che era iniziata come una semplice manifestazione studentesca si trasformò presto in un’insurrezione popolare di decine di migliaia di persone. Fino al giorno prima, bloccati dalla paura dell’ÁVH, la polizia segreta del regime ungherese, si erano consolati dicendosi “Non può durare a lungo”. Quel 23 ottobre gli ungheresi decisero che ne avevano abbastanza e scesero a combattere per le vie di Budapest. La rabbia di una generazione abbattè la statua di Stalin, simbolo della presenza sovietica in Ungheria, e il regime di Ernő Gerő, il capo del partito designato da Mátyás Rákosi dopo esser stato rimosso su pressione del Politburo sovietico all’indomani delle accuse del Rapporto Chruščёv. I carri armati dell’Armata Rossa vennero sbaragliati dalla guerriglia urbana, Imre Nagy annunciò un nuovo governo senza stalinisti e con la presenza di moderati, Anastas Mikojan, il vicepremier sovietico, scoppiò in lacrime di fronte al parlamento magiaro per aver perso uno stato dalla zona di influenza comunista. In una settimana, l’Ungheria si metteva dietro alle spalle l’oppressione sovietica e gli eccessi della Rivoluzione, avviandosi verso una nuova storia. L’intera nazione esultava: “Non poteva durare a lungo”. Continua a leggere

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