Archivio mensile:luglio 2012

I sogni carioca di Sheffield

Foto: Simone Pierotti

Simone Pierotti

I sogni di gloria del Brasile ai Giochi olimpici di Londra sembrano portare tutti lo stesso cognome – Menezes. Mano, l’allenatore della nazionale di calcio che mira alla medaglia d’oro, l’unico grande titolo ancora mancante nel palmares della Seleção, è il principale nome di grido. Poi c’è quello della ventiduenne judoka Sarah, due volte medaglia di bronzo ai Campionati mondiali, che ha scritto una nuova pagina di storia vincendo l’oro per il suo paese natale a Londra, mentre si attendono le performance delle sue compagne di squadra Rafaela Silva e Mayra Aguiar.

Introdotto dagli emigranti giapponesi che salparono nel porto di Santos nel 1908 per lavorare come manodopera nelle piantagioni di caffè, il judo è praticato da circa due milioni di brasiliani ed è il terzo sport nazionale dopo il calcio e la pallavolo. Soprattutto, è la disciplina che ha regalato al paese il più alto numero di medaglie olimpiche; per la prima volta il Brasile sarà rappresentato in ognuna delle 14 categorie. “Il nostro obiettivo è vincere quattro medaglie e qualificarci per una finalissima in campo femminile – dichiara il commissario tecnico Ney Wilson – Puntiamo così in alto non per fare gli spacconi, ma perché sono i numeri a suggerirci che questo sia un traguardo alla nostra portata. Forse ci sono un po’ di pressioni attorno alla squadra, ma posso assicurare che gli atleti sono sereni e concentrati esclusivamente sugli allenamenti”. Continua a leggere

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Rassegna Olimpica [parte II]

Rassegna Olimpica – parte 2 (28.07.2012 – 31.07.2012)

[La Rassegna Olimpica di Dinamo Babel] [Parte I] [Parte III]

31 LUGLIO

Oggi si assegnano medaglie per: sollevamento pesi maschile (69 kg) e femminile (63 kg), canoa slalom maschile (C2), tuffi femminili (sincro 10 m), equitazione (finale concorso completo individuale e a squadre), fioretto maschile, ginnastica artistica femminile (prova di squadra), judo maschile (81 kg) e femminile (63 kg), tiro al piattello maschile, nuoto maschile (200 farfalla, staffetta 4×200 stile libero) e femminile (200 stile libero, 200 misti).

Scambi di bandiere. Dopo lo scambio di bandiere avvenuto durante la prima giornata olimpica e la seguente bagarre – che ha riempito tutti i discorsi essendo la prima controversia olimpica – si poteva pensare che tutti sapessero ormai distinguere le bandiere delle due Coree. Chi, nonostante le polemiche, è riuscito a sbagliare ancora è la nostra Gazzetta dello Sport che, nel suo medagliere, oltre a scambiare le bandiere decide senza un minimo criterio di coerenza di chiamare “Corea del Nord” l’una e “Sud Corea” l’altra. Continua a leggere

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Rassegna Olimpica [parte I]

Rassegna Olimpica – parte 1 (25.07.2012 – 27.07.2012)

[La Rassegna Olimpica di Dinamo Babel]

27 LUGLIO
Oggi va in scena la cerimonia di inaugurazione e iniziano ufficialmente le Olimpiadi. Si disputano anche le gare di qualificazione individuali maschili e femminili di tiro con l’arco

La parata delle nazioni. Duecentocinque bandiere sono sfilate nell’Olympic Stadium di Londra per la tradizionale parata delle nazioni, una per ciascun comitato olimpico coinvolto, più la bandiera olimpica che ha raccolto quattro atleti indipendenti (tre di Curaçao e un sud sudanese). Contrariamente a quanto avevamo affermato nel nostro articolo, gli indipendenti non hanno sfilato per penultimi, ma hanno invece seguito l’Islanda e preceduto l’India nell’ordine alfabetico. Le delegazioni dei Brunei e del Qatar hanno sottolineato un cambio storico nominando come portabandiera le prime atlete donne nella storia del loro coinvolgimento olimpico. La bandiera dei Brunei è stata portata dalla ostacolista Maziah Mahusin e quella del Qatar dalla tiratrice Bahiya Mansour al-Hamad. Tre atlete hanno invece composto la delegazione femminile saudita: non c’era Dalma Rushdi Malhas che, come dicevamo nelle scorse settimane, non ha ottenuto la qualificazione ed è stata fermata dall’infortunio del suo cavallo. La diretta RAI ha saltato i nomi di due portabandiera, il windsurfer israeliano Shahar Tzuberi e la pugile tagika Mavzuna Čorieva, andando in confusione sulla tiratrice georgiana Nino Salukvadze, alfiere della nazione caucasica. Continua a leggere

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All’ombra di cinque cerchi

Foto: David Byrd

Damiano Benzoni

Si sono già aperti informalmente pochi giorni fa, con il torneo calcistico, domani cominceranno ufficialmente: i giochi della XXX Olimpiade, Londra 2012, vedranno competere oltre diecimila atleti di tutto il mondo. Duecentocinque bandiere sfileranno all’Olympic Stadium della capitale inglese, a rappresentare le varie nazioni impegnate nella manifestazione. La parata verrà aperta, come da tradizione, dalla delegazione greca e dal suo portabandiera Alexandros Nikolaidis, due volte argento olimpico e una volta campione europeo nel taekwondo, primo tedoforo della torcia olimpica ai giochi di Pechino 2008. I comitati olimpici sfileranno in seguito in ordine alfabetico, dall’Afghanistan fino allo Zimbabwe. La parata viene tradizionalmente chiusa dalla delegazione ospitante, e l’ultimo portabandiera sarà infatti il ciclista su pista scozzese Chris Hoy, quattro ori olimpici, tre dei quali ottenuti a Pechino. Prima di Chris Hoy, però, dovrebbero sfilare quattro atleti senza una bandiera nazionale, ma sotto l’egida della bandiera olimpica e dei suoi cinque cerchi [in realtà la delegazione indipendente ha sfilato, secondo l'ordine alfabetico, tra Islanda e India]. Continua a leggere

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Egitto a porte chiuse

Damiano Benzoni

Al 79’ è Mohamed Aboutreika a sbloccare il punteggio: spicca il volo tra due difensori dello Zamalek e colpisce di testa il cross del suo compagno di squadra Abdallah el-Said, mandandolo alle spalle del portiere Abdelwahed el-Sayed. Un gol che decide il derby del Cairo in favore dei rossi dell’al-Ahly, proiettando la squadra “del popolo” in testa al gruppo B della fase a gironi della CAF Champions League (la Coppa Campioni d’Africa) e lasciando lo Zamalek all’ultimo posto del girone, alle spalle del ghanese Berekum Chelsea e del congolese TP Mazembe. Stranamente per uno dei derby più incendiari al mondo, non c’è nessuno a esultare, e il gol di Aboutreika è accolto da un assordante silenzio: per la prima volta in novant’anni di storia, il derby del Cairo è stato disputato a porte chiuse, di fronte a un pubblico composto unicamente di giornalisti, fotografi, commentatori, inservienti e dirigenti sportivi. Continua a leggere

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Barrios, Drogba e il protezionismo cinese

Damiano Benzoni

Be the best forever: così recita il motto sul loro stemma, una tigre che sorge dalle fiamme mostrando le sue zanne. “Sii il migliore per sempre”, anche se qualcuno potrebbe voler aggiungere “a qualsiasi costo”, visto che la squadra in questione – il Guǎngzhōu Evergrande campione in carica della China Soccer League e ora noto per essersi assicurato i servigi di Marcello Lippi come manager – sta facendo di tutto per piegare le regole della CSL e assicurarsi di prolungare e accrescere la propria supremazia nel calcio cinese. A metà giugno, infatti, la squadra ha lanciato una proposta per l’allentamento delle limitazioni sul numero di stranieri ammessi in ciascuna squadra. Una proposta che è stata accettata e ratificata dalla Zhōngguó Zúqiú Xiéhuì, la federcalcio cinese, in una formula apparentemente disegnata su misura per la squadra di Lippi. Continua a leggere

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Il derby che non c’è più

Damiano Benzoni

“A piena gola, cantano lodi al nostro massacro: we’re up to our knees in Fenian blood, siamo ricoperti fino alle ginocchia di sangue feniano”. Così Franklin Foer descrive nel suo How Football Explains the World l’Old Firm, il derby di Glasgow tra Celtic e Rangers. Un derby che tra il 1996 e il 2003 ha causato – secondo statistiche riportate dallo stesso Foer – otto morti e centinaia di assalti; un derby che ora sembra destinato a svanire per la mancata ammissione dei Rangers alla prossima stagione del campionato, a causa di debiti per 94 milioni di euro contratti con Her Majesty’s Revenue and Customs, il fisco del Regno Unito. La società era entrata in amministrazione controllata il 14 febbraio (con dieci punti di penalità e l’esclusione dalle competizioni europee per la stagione seguente) e il processo di liquidazione è cominciato il 14 giugno. Inutile il tentativo di iscriversi alla nuova stagione della Scottish Premier League con una nuova società: gli altri club si sono espressi contro questa possibilità con dieci voti su dodici. Con l’astensione del Kilmarnock, l’unico voto a favore del salvataggio è stato proprio quello dei protestanti glasvegiani. La nuova società si iscriverà alle leghe inferiori e potrebbe essere costretta a ripartire dalla quarta divisione del campionato scozzese. Continua a leggere

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