Archivio mensile:giugno 2012

L’Olimpiade a ostacoli di Dalma

Damiano Benzoni

È stata la prima atleta femminile a rappresentare l’Arabia Saudita ai Giochi Olimpici giovanili del 2010, vincendo una medaglia di bronzo nella specialità equestre del salto a ostacoli. Non potrà replicare quest’anno, alle Olimpiadi di Londra, nonostante il suo paese abbia appena annunciato l’apertura della squadra olimpica alle atlete femminili dopo diverse pressioni da parte del CIO e di alcune ONG per i diritti umani come Human Rights Watch. A impedire a Dalma Rushdi Malhas (unica atleta donna saudita che avrebbe potuto verosimilmente partecipare a Londra 2012) di staccare un biglietto per la manifestazione olimpica sono i risultati ottenuti, inferiori agli standard di qualificazione, e l’infortunio alla schiena del cavallo Caramell KS, acquistato lo scorso anno in Svezia proprio nel tentativo di partecipare alle Olimpiadi. Continua a leggere

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La resistenza calpestata di Kiev [parte II]

Damiano Benzoni

[prosegue dalla prima parte]
[la vicenda raccontata alla trasmissione "A Bordo Campo" su Radio 24]

Data la classe della squadra che Kordik era riuscito ad allestire, era inevitabile che il team del panificio venisse iscritto al nuovo campionato. La squadra venne battezzata FC Start. Fu nominato capitano Mykola Trusevič, il carismatico portiere, noto per la sua agilità e per il suo stile di parata spettacolare. Trusevič era visto dai compagni non solo come un esempio di impegno e dedizione, ma anche come un motivatore, un’ispirazione. Ad affiancarlo nelle decisioni era Mychajlo Putystin, veterano della squadra che vinse l’argento nel campionato sovietico del 1936. Mychajlo Svyrydovs’kyj, colonna della Dinamo di dieci anni prima, divenne l’allenatore de facto della Start: ormai ritiratosi, tornò a indossare gli scarpini, posizionandosi in difesa insieme a Fedir Tjutčev (anche lui tornato dal ritiro) e dal veloce Oleksyj Klimenko, terzino minuto, ma arcigno. Se a centrocampo si attestò Mykola Korotkich, personaggio calcistico di second’ordine, l’attacco della Start era invece una parata di stelle: ad affiancare Mykola Mahynja c’erano Pavel Komarov, capocannoniere della Dinamo fino al 1939, e Ivan Kuz’menko. Komarov e Kuz’menko erano due giocatori complementari: se Komarov affiancava ad un innato istinto per il gol una scarsa propensione alla fisicità, Kuz’menko vantava una buona presenza fisica e un tiro potente e preciso. Hončarenko, infine, era l’artista della squadra: basso e compatto, ma allo stesso tempo veloce e talentuoso, possedeva visione di gioco e classe, oltre all’abilità di servire i compagni in maniera precisa e di sfruttare ogni spiraglio di porta che offrisse la possibilità di segnare. Continua a leggere

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La resistenza calpestata di Kiev [Parte I]

Damiano Benzoni

La cicatrice sulla guancia sinistra non lasciava dubbi: quell’uomo nel caffè in Mykhailivs’ka Vulycja era Mykola Trusevič, il portiere della Dinamo. Era irriconoscibile, persino per un tifoso sfegatato come Iosif Kordik. Magro ed emaciato, zoppicante, vestito di stracci, sporco e non rasato, l’unico indizio che rendeva riconoscibile il portiere era proprio quella cicatrice, procurata in uno scontro di allenamento contro il cognato e compagno di squadra Josyf Livshitz. Nel vedere in quello stato il grande Trusevič, l’ispiratore della storica vittoria 6-1 della Dinamo Kiev sul Red Star Olympic di Parigi, Kordik decise di invitarlo al suo tavolo e offrirgli un pranzo. Uscito dal campo di prigionia della Darnica e diviso da moglie e figlia, rifugiatesi ad Odessa, Trusevič viveva di stenti sotto la sempre presente minaccia di essere arrestato, deportato come schiavo in Germania o giustiziato. Continua a leggere

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Dinamo Babel su Radio 24 “A Bordo Campo”

Dinamo Babel sbarca per una decina di minuti in radio, grazie all’interessamento e alla disponibilità di Dario Ricci, conduttore della trasmissione “A Bordo Campo”. La trasmissione si potrà seguire sulle frequenze di Radio 24 o in streaming dal sito dell’emittente e andrà in onda domenica 17 giugno alle 14:30, con replica il sabato mattina successivo. Sul sito della trasmissione sarà poi successivamente disponibile il podcast. L’argomento è una sorpresa: si tratta di una storia ambientata in uno dei due paesi che ospitano l’Europeo attualmente in corso, ma vecchia di settant’anni. Vi invito quindi, se vorrete, a seguirci per una volta tanto non dalle lettere battute sullo schermo, ma a voce per radio.

Update: qui potrete ascoltare il nostro intervento alla trasmissione

Damiano Benzoni

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Sven-Göran, il sindaco e il Petrolul Ploiești

Damiano Benzoni

Per alcune settimane i tifosi del Petrolul Ploiești hanno sognato traguardi ambiziosi, dopo l’annuncio che un allenatore di spicco come Sven-Göran Eriksson stava trattando per divenire director of football del club romeno. La cittadina di duecentotrentamila abitanti, capoluogo del distretto di Prahova, non ha potuto assaporare una lunga storia di successi: il Petrolul – nato nel 1924 come Juventus Bucarest e trasferito, dopo diversi cambi di nome, a Ploiești nel 1952 – ha vinto i suoi quattro scudetti nel 1930, nel 1958 e 1959 e nel 1966. Il successo più recente è stato la vittoria nella Cupa României nel 1995 (battendo in finale il Rapid Bucarest ai rigori), il traguardo maggiore i quarti di finale dell’allora Coppa delle Fiere del 1963 dove, dopo aver battuto Spartak Brno e Lipsia, il Petrolul fu fermato dal Ferencváros. Negli ultimi tempi il Petrolul ha fatto parlare di sé per motivi più che altro extrasportivi, come il coinvolgimento di alcuni degli ultrà negli scontri avvenuti a Bucarest in gennaio durante una serie di proteste antigovernative e l’invasione di campo da parte di un tifoso che ha poi aggredito il giocatore dello Steaua George Galamaz fratturandogli uno zigomo e mettendone a rischio la carriera. Continua a leggere

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Calcio d’inizio per la Viva World Cup 2012

Damiano Benzoni

Gli occhi del mondo del calcio sono tutti puntati verso Polonia e Ucraina, verso i Campionati Europei di calcio che, a partire dalla fine della settimana, riempiranno le serate estive di sedici nazioni europee. Eppure pochi sanno che questa settimana va in scena una Coppa del Mondo: la quinta edizione della Viva World Cup, il Mondiale per nazioni non affiliate alla FIFA organizzato dalla New Federation Board (NF-Board). Il torneo, che si svolge nel Kurdistan Iracheno, inizia oggi nella capitale Erbil con l’incontro tra i padroni di casa e il Sahara Occidentale e conta nove squadre partecipanti, divise in tre gruppi di tre. Tra il 4 e il 6 giugno andrà in scena la fase eliminatoria, mentre dal 7 al 9 giugno si disputerà la fase finale: l’ultima partita si giocherà alle sei di sera (ora curda) di sabato 9 giugno allo stadio internazionale Franso Hariri di Erbil, capienza ventottomila spettatori. Oltre allo stadio Franso Hariri, altri tre impianti ospiteranno le gare della VIVA World Cup: gli stadi comunali di Dahuk e Sulaymāniyya e lo stadio Ararat di Şalāh̨addīn. Continua a leggere

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