Caso Etekiama: il Ruanda squalificato dalla Coppa d’Africa

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[db] Il CAF ha preso una decisione riguardo Daddy Birori, il giocatore della nazionale ruandese squalificato per aver giocato sotto due identità diverse con la nazionale e con il suo club, l’AS Vita Club di Kinshasa, per cui giocava con il nome di Taddy Etekiama Agiti. La squalifica era arrivata dopo un esposto da parte della federcalcio del Congo Brazzaville, contro cui il giocatore era sceso in campo durante l’andata del secondo turno di qualificazione a Pointe-Noire. La decisione, presa dopo aver visionato la documentazione prodotta dalle federcalcio di Ruanda, Congo Brazzaville e Congo Kinshasa e dopo aver ascoltato una testimonianza del giocatore, è stata quella di dare partita vinta al Congo, eliminare il Ruanda dal torneo di qualificazione alla Coppa d’Africa e riammettere nella competizione il Congo Brazzaville, che così si unirà a Nigeria, Sudan e Sud Africa nel gruppo A delle qualificazioni.

Il Ruanda diventa così…

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Ultimo avvertimento della FIFA al Ghana

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[db] La FIFA ha mandato un avvertimento scritto alla federcalcio ghanese, che ora rischia la sospensione se il governo dovesse condurre una Commissione di Inchiesta sulla prestazione della nazionale in Coppa del Mondo. Per la FIFA una tale commissione andrebbe contro il principio di indipendenza delle federazioni nazionali, che “devono gestire i loro affari in piena indipendenza, senza alcuna influenza di terze parti”. L’inchiesta era stata ordinata dal presidente ghanese John Mahama dopo l’eliminazione al primo turno delle Black Stars dal mondiale brasiliano.

Durante la Coppa del Mondo in Brasile il governo nazionale era stato costretto a inviare un aereo charter con tre milioni di dollari in contanti per il pagamento dei bonus ai giocatori, che avevano minacciato di boicottare l’ultima partita con il Portogallo (poi persa 2-1 e decisiva per l’eliminazione delle Black Stars). Prima dell’ultimo incontro due delle stelle della squadra, Sulley Muntari e Kevin-Prince Boateng, erano stati…

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Didier Drogba si ritira dalla nazionale ivoriana

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[db] Didier Drogba, trentaseienne attaccante e capitano della Costa d’Avorio, ha annunciato il suo ritiro dalla nazionale dopo dodici anni, 104 presenze e 65 gol. L’attaccante ha dichiarato: “Sono orgoglioso di aver capitanato questa squadra per otto anni. È con grande tristezza che ho deciso di ritirarmi dal calcio internazionale. Non posso esprimere abbastanza gratitudine ai fan per tutto l’amore e il supporto che mi hanno dato durante questi anni. Tutti i miei gol, le mie presenze, le nostre vittorie sono per voi. Devo molta gratitudine ai miei compagni di squadra, i giocatori con cui ho condiviso tutte queste emozioni, e auguro a tutti loro grandi successi in futuro”.

Drogba, appena tornato al Chelsea con un contratto di un anno dopo una parentesi tra Cina e Turchia (Shànghǎi Shénhuà e Galatasaray). Con i Blues Drogba ha vinto la Champions League del 2012, rendendosi decisivo due volte nella finale contro il…

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Intervista: Stephen Constantine, CT del Ruanda

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Foto: column10.com

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Africalcio ha fatto una chiacchierata con Stephen Constantine, CT del Ruanda. L’intervista è stata integrata con alcune parti di un’intervista del giornalista della BBC Owen Amos.

[db] Lo scorso week-end una delle grandi sorprese della qualificazione alla Coppa d’Africa è stato il Ruanda, qualificatosi contro il Congo Brazzaville dopo una difficile rimonta: sconfitti 2-0 in Uganda, gli Amavubi (Vespe) sono riusciti a battere gli ugandesi 2-0 a Kigali e portare l’incontro ai rigori, dove si sono imposti per 4-3. Sulla panchina di quella squadra c’era l’inglese Stephen Constantine, 51 anni: “Ovviamente sono soddisfatto della nostra vittoria e qualificazione. Sia in Congo sia qui a Kigali è stata una partita dura, ma credo che nel complesso abbiamo meritato di vincere”.

Constantine, che ha iniziato ad allenare a ventisei anni dopo che un infortunio aveva messo fine alla sua carriera da giocatore, vanta un primato indiscusso: è l’allenatore inglese…

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Ebola ferma il calcio in Sierra Leone, qualificazioni a rischio?

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[db] L’epidemia di Ebola continua a imperversare in Africa occidentale: il virus si è diffuso in Nigeria, Guinea Conakry, Liberia e Sierra Leone, contagiando quasi millecinquecento persone e provocando oltre ottocento vittime. La situazione più critica è quella di Liberia e Sierra Leone, paesi in cui, per evitare di favorire la diffusione del virus, si è deciso di sospendere ogni attività calcistica.

La Liberia aveva sospeso il suo calcio settimana scorsa, mentre la Sierra Leone era impegnata nel week-end nel ritorno della gara contro le Seychelles per la qualificazione alla Coppa d’Africa. La gara non è stata disputata: le autorità dell’immigrazione delle Seychelles hanno impedito l’accesso al paese dei giocatori della Sierra Leone, rimasti bloccati in aeroporto a Nairobi, e la federcalcio dell’arcipelago ha preferito ritirare la propria squadra dal torneo per evitare di dover affrontare i Leone Stars, passati così alla fase a gironi.

Oggi, la BBC…

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Calcio e guerra in Ucraina: ucciso il presidente del Vorskla

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Damiano Benzoni

Continuano le traversie del calcio ucraino nel mezzo della guerra civile: sabato 26 luglio il presidente del Vorskla Poltava, Oleh Babaev, è stato assassinato di fronte a casa sua. Il quarantanovenne Babaev è stato ucciso da un individuo col volto coperto che, con una pistola con silenziatore, ha sparato tre colpi dopo aver bloccato col proprio veicolo l’automobile del presidente del Vorskla, appena uscito di casa. Babaev, oltre a guidare la squadra di Poltava dal 2005, era anche sindaco di Kremenčuk, una centro industriale di 230 mila abitanti sulle rive del Dnepr, e presidente ad honorem della squadra di Kremenčuk, il Kremin’. Negli stessi giorni un razzo montato a spalla aveva colpito la casa del sindaco di Leopoli, nell’Ucraina occidentale: Andrij Sadovij in quel momento era fortunatamente assente. Si sospetta che l’attentato contro Babaev sia di matrice filo-russa, visto il supporto dato dal presidente del Vorskla al movimento di protesta contro il deposto presidente ucraino Viktor Janukovyč e che Babaev era stato deputato per il partito di Julija Tymošenko. Non è il primo attentato al presidente di un club nella storia della repubblica ex sovietica: il 15 ottobre 1996 il presidente dello Šachtar Donec’k Oleksandr Brahin, detto Alik il Greco, dopo essere sfuggito a una serie di attentati fu ucciso in un’esplosione radiocomandata nella sala VIP dello Šachtar Stadion mentre si accingeva ad assistere a una partita del suo club. Continua a leggere

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Terremoto federale in Nigeria

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Damiano Benzoni

Terremoto in Nigeria alla fine della Coppa del Mondo. La squadra africana, eliminata dalla Francia di Pogba agli ottavi di finale, è stata sospesa dall’attività internazionale dalla FIFA con l’accusa di interferenze politiche da parte del governo. Al ritorno della spedizione dal Brasile il presidente della Nigeria Football Federation (NFF) Aminu Maigari è stato arrestato dai rappresentanti del Dipartimento del Servizio Statale di Sicurezza, in seguito all’ordine restrittivo di una corte regionale – fatto su denuncia del presidente della Nigeria Premier League Victor Rumson Baribote – che impediva a Maigari, al comitato e al congresso della NFF di gestire gli affari calcistici in Nigeria. Continua a leggere

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L’Uomo dei Miracoli

Il 21 giugno Dinamo Babel è stato nuovamente ospite di Vodkabolario, la trasmissione sull’Est Europa condotta da Alessandro Ajres e Loredana Pianta su Radio Flash Torino. Il tema, sempre legato alla Coppa del Mondo, ha preso lo spunto dal sorprendente cammino del Costa Rica che, proprio il giorno precedente l’intervento, batteva la nazionale italiana e che ora è ancora in lizza nei quarti di finale di Brasile 2014. La prima esperienza del Costa Rica a una Coppa del Mondo è stata a Italia ’90, e a guidare quella squadra c’era un serbo, Velibor “Bora” Milutinović. Abbiamo così raccontato la storia di Milutinović: terzo di tre fratelli tutti targati Partizan Belgrado e poi storico allenatore capace di guidare cinque nazionali diverse a una Coppa del Mondo e, in quattro casi su cinque, di portarle oltre il primo turno, tanto da guadagnarsi da parte del presidente della federcalcio statunitense l’appello di “Uomo dei Miracoli”.

Abbiamo inoltre tratteggiato brevemente un altro personaggio: visto che la puntata – andata in onda il 21 giugno – era dedicata al primo giorno di estate (“Lato” in polacco), abbiamo colto l’occasione per raccontare di Grzegorz Lato, la storica ala della Polonia degli anni ’70-’80 e dello Stal Mielec, ora sprofondato nella terza divisione polacca.

Come al solito, l’intervento si può scaricare qui o ascoltare direttamente da questa pagina.

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Il dottor Sárosi e il gatto di Praga

Nuovo intervento di Dinamo Babel a Vodkabolario, la trasmissione sull’est Europa di Radio Flash Torino condotta da Alessandro Ajres e Loredana Pianta: la nostra presenza a Vodkabolario sarà, per tutti i sabati mondiali, un appuntamento fisso. Per iniziare, in occasione del debutto a Brasile 2014 della nazionale italiana, abbiamo scavato dal passato una storia benaugurante: le due finali vinte nel 1934 e nel 1938 dalla nazionale italiana contro due grandi rappresentanti del calcio danubiano, la Cecoslovacchia di František Plánička e l’Ungheria di György Sárosi. Inoltre abbiamo tracciato brevemente i profili dei quattro kosovari presenti alla Coppa del Mondo.

Qui è possibile ascoltare l’estratto.

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“Domani vinciamo noi”

Tra poche ore farà il suo esordio mondiale la Bosnia-Erzegovina, unica debuttante di questa Coppa del Mondo. Per celebrare pubblichiamo quello che è il nostro centesimo articolo, e che in realtà è un articolo di Alfredo Sasso per East Journal.

Alfredo Sasso

“Grazie mille per il sostegno e l’aiuto che avete dato al nostro paese e alla Federazione di calcio. Però domani vinciamo noi”. È il 5 novembre 1996. Il giorno dopo, allo stadio Koševo di Sarajevo, la Bosnia-Erzegovina sfiderà in una partita amichevole una delle grandi del calcio. L’Italia di Arrigo Sacchi, vice-campione mondiale. Quelle parole sono di Jusuf Pušina, allora presidente della Federcalcio bosniaca, rilasciate ai giornalisti italiani in conferenza stampa. Nessuno lo prende sul serio. La Stampa, molto delicatamente, parla già di “sconfitta annunciata”. “Vi auguro di diventare tanto bravi da poterci battere, ma per favore, non domani”, ironizza tronfio il presidente del Coni Pescante. Continua a leggere

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